Fedeli, tolleranza zero: garante legalità in ogni università

Fedeli, tolleranza zero: garante legalità in ogni università

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, si è detta intenzionata ad applicare una tolleranza zero sui concorsi truccati: “Costituirsi parte civile contro i professori corrotti”.

La ministra Fedeli, in occasione della presentazione della Fiera Didacta a Firenze, ha sottolineato la necessità di “costruirsi parte civile contro i professori corrotti e individuare dentro ogni ateneo un responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione. Questo, nella loro autonomia, dovrebbero fare gli atenei”.

“Ciò che sta emergendo – aggiunge – impone che si vada fino in fondo e che una volta accertati i fatti, si perseguano i responsabili. È necessario che la verifica delle accuse si svolga in tempi rapidi. Può essere che una parte del sistema sia malato, non il sistema nel suo insieme. Ma là dove il tema esiste, va sradicato. Già da febbraio lavoro col presidente dell’Anac, Cantone, su criteri di prevenzione, misure di trasparenza, e figure anti-corruzione”.

La ministra Fedeli si riferisce ai custodi della legalità nella PA, che nel rispetto delle norme raccolgono anche denunce e segnalazioni. E aggiunge: “non abbiamo aspettato di leggere i giornali. Il lavoro con Cantone ha portato a introdurre per la prima volta, nel Piano anticorruzione 2017, il capitolo delle istituzioni universitarie. È tutto su Internet. La consultazione pubblica è finita il 15 settembre e gli uffici, poi io e Cantone, col quale ho appena parlato, concluderemo il lavoro e lo presenteremo al massimo entro la fine di ottobre. Farò un atto di indirizzo, conseguente e coerente con il dossier dell’ Anac, che manderò alle Università, enti vigilati, rispettando la loro autonomia. E chiederò di adottare le misure previste nel Piano”.

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INCHIESTA CONSIP, MARRONI LASCIA: “SONO SERVITORE STATO”

Consip Marroni

L’annuncio al termine dell’incontro tra Marroni e presidente Anac Cantone: “Onorato lavorare per Stato e un’esperienza bellissima ma chiudo con assemblea 27 giugno.”

Luigi Marroni lascia Consip. L’Ad lo ha annunciato al termine di un incontro con il presidente dell’Anac Raffaele Cantone. “Il mio futuro? – ha detto – Non sarà certo in Consip, l’assemblea del 27 chiude un’esperienza bellissima per me”. “Sono un fedele servitore dello Stato – ha aggiunto – e faccio il mio lavoro fino in fondo. E’ stato un onore lavorare per lo Stato italiano.” L’amministratore delegato di Consip è un testimone chiave dell’inchiesta sulla centrale di acquisti della pubblica amministrazione e sulla fuga di notizie che ha azzoppato l’indagine. Ai magistrati della procura di Roma, in un’ audizione ad inizio giugno durata oltre sette ore, Marroni ha in sostanza confermato quando disse agli inquirenti napoletani lo scorso dicembre.

L’Ad di Consip raccontò di avere saputo da quattro diverse persone e in differenti occasioni che le sue utenze telefoniche erano sotto intercettazione. In particolare, oltre al nome di Luigi Ferrara – il presidente di Consip che si è dimesso nei giorni scorsi ed è indagato dalla procura di Roma per false informazioni ai pm – Marroni fece anche quelli di Filippo Vannoni, presidente di Pubbliacqua, municipalizzata di Firenze, del generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia e dell’attuale ministro Luca Lotti. Fu invece lo stesso Ferrara, secondo Marroni, a raccontagli di aver saputo dell’inchiesta direttamente dal comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette.

Quello di oggi con Cantone, ha detto ancora Marroni uscendo dalla sede dell’Anac, “è stato un incontro stabilito da un mese ed è diventato con l’occasione anche un incontro di saluto. Abbiamo fatto un buon lavoro riconosciuto dal Parlamento, abbiamo risparmiato miliardi e sono onorato di aver contribuito al benessere dei conti dello Stato italiano”

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