Vaccini Toscana: accordo su trasmissione dati, non ci sarà bisogno della certificazione

Vaccini Toscana: accordo su trasmissione dati, non ci sarà bisogno della certificazione

In Toscana le scuole trasmetteranno gli elenchi dei bambini iscritti alle Asl, che verificheranno la situazione vaccinale di ognuno e si attiveranno con i familiari per l’eventuale regolarizzazione.

Le tre Asl della Toscana (Centro, Nord Est e Sud Ovest) con Anci e ufficio scolastico regionale hanno sottoscritto oggi un accordo sull’obbligo vaccinale.

In base all’intesa, ispirata alla legge sulla prevenzione vaccinale dello scorso luglio, viene stabilito che le scuole trasmettano alle aziende sanitarie gli elenchi dei loro iscritti, delegando alle Asl il compito di verificare la situazione delle immunizzazioni dei bambini e di attivarsi coi familiari in caso di inadempimento. Gli elenchi saranno trasmessi entro il 31 agosto.

L’accordo, spiega la Regione, parte dal presupposto “che l’articolo 3 della legge nazionale del 31 luglio scorso, con le disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, prevede la possibilità di adottare una procedura semplificata; che l’Ufficio scolastico regionale è in grado di trasmettere gli elenchi degli alunni, e altrettanto può fare l’Anci per i bambini iscritti agli asili nido; e che le tre aziende sanitarie toscane, una volta acquisiti gli elenchi, sono in grado di verificare gli adempimenti vaccinali”

Al termine di questo percorso, informa una nota della Giunta regionale, le aziende sanitarie comunicheranno alle strutture scolastiche ed educative i nomi dei bambini non in regola per decidere il da farsi.

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo, quello di semplificare le procedure per favorire le famiglie”. Cosi’ la vicesindaca e assessora all’Educazione del Comune di Firenze Cristina Giachi commenta la firma dell’accordo sulle vaccinazioni tra ufficio scolastico regionale, aziende sanitarie della regione e Anci Toscana che consente subito lo scambio di dati tra amministrazioni (asl, scuole, e Comuni).

“In queste settimane abbiamo lavorato per arrivare a questo importante risultato, che evita alle famiglie di dover andare a fare certificati o autocertificazioni. E, inoltre, facilita il lavoro delle amministrazioni locali”, conclude.

 

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Migranti, presentato il “libro bianco” dell’accoglienza toscana

Migranti, presentato il “libro bianco” dell’accoglienza toscana

🔈Il libro bianco presentato oggi a Firenze al Cinema La Compagnia, con interventi di esperti, docenti, amministratori: accoglienza su lavoro, coesione sociale e integrazione. Rossi: “parlando di invasione crescono ‘no’ Comuni, Cie non mi piacevano prima e neanche ora.” Biffoni: “Ius soli è impopolare ma serve a nostre città.”

Le migrazioni verso l’Europa non sono più un fenomeno emergenziale, ma strutturale;  occorre dunque trovare un sistema per gestirlo stabilmente. Parte da questo assunto il “Libro bianco sull’accoglienza ai richiedenti asilo politico e protezione internazionale” uno strumento nel quale è disegnato il modello istituzionale e sociale della Toscana, basato su un’accoglienza diffusa, capace di mettere al centro il territorio e su politiche integrate.

Attualmente sono 12.763 i migranti ospitati in Toscana nell’ambito di 864 strutture a cui vanno aggiunti  gli oltre 900 accolti nei centri Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). E già questi dati mostrano la necessità di mantenere un’accoglienza capillare e diffusa: la strutture hanno una media di 14 migranti ospitati. Ma molti altri sono gli elementi innovativi, a partire dal metodo. Il libro bianco è infatti il frutto di un percorso di condivisione e partecipazione cui hanno preso parte tutti gli attori dell’accoglienza: oltre a Regione e comuni, associazioni di volontariato, parti sociali, università  e enti gestori.

7 i principi individuati dal Libro bianco come capisaldi di tutta la politica di accoglienza: si parte dal principio che il fenomeno migratorio è strutturale e non emergenziale e per affrontarlo occorrono politiche di ampio respiro indirizzate verso la coesione sociale. Occorre riconoscere nel migrante la persona, rafforzando servizi volti a far fronte alla vulnerabilità della sua situazione e promuovendo azioni per creare relazioni tra persone accolte e comunità accogliente. Il ruolo centrale deve spettare al soggetto pubblico; accanto a esso i territori attraverso il tessuto istituzionale e sociale (associazioni di volontariato, terzo settore, associazioni di categoria). Infine si propone la promozione della cooperazione territoriale internazionale come strumento di rafforzamento delle relazioni con i Paesi di origine e quindi come parte del sistema di accoglienza.

Tre, infine, i fulcri di queste politiche d’accoglienza: Il primo: l’affermazione del valore dell’istruzione di base e della conoscenza delle lingua italiana come requisito per la tutela dell’individuo.  Il secondo: il riconoscimento dell’importanza dell’inserimento socio-lavorativo delle persone accolte, in quanto strumento per l’emancipazione dal sistema di accoglienza. il terzo: una riposta adeguata ai bisogni socio-sanitari.

“Se si continuerà a gestire le cose in questo modo e a parlare di invasione i 40 Comuni che dicono di no diventeranno 60, poi anche 120”. ha detto Enrico
Rossi, presidente della Regione Toscana, esprimendosi sulla questione e, in particolare, a proposito dei Comuni della regione che non accolgono i migranti. “Ci stiamo mettendo in un angolo, è pericoloso dal punto di vista politico ed è anche più pericoloso dal punto di vista gestionale”, ha aggiunto, in occasione della presentazione del Libro. “Portare via i clandestini –  ha detto Rossi – penso che sia un’altra balla, so che mi inimicherò mezzo mondo. Si provino a portare via mezzo milione di persone: ci vuole credo mezzo bilancio dello Stato, oltre ad aver fatto accordi coi Paesi di provenienza che come si vede non sono così ben disposti. Però, se da tremila irregolari ogni anno ne vogliamo portare via seimila, si provi a portarne via seimila”.

Secondo il governatore toscano, non c’è la necessità “di diffondere dovunque questi centri dove rischiano di finire anche persone che avrebbero bisogno di essere difese dalla tratta della prostituzione, da forme di schiavismo, come sono quelle nei campi e in altre situazioni lavorative”.

Emma Bonino, ha ricordato Rossi, “ha fatto una proposta di legge che invito tutti a firmare, che dice di attribuire a queste persone un permesso di soggiorno per 6 mesi, che si regolarizzano: una parte si inserisce nel nostro tessuto, e loro possono svolgere dei lavori che già svolgono come clandestini. E’ una situazione molto complicata, l’immigrazione se si può si deve diminuire. Bisognava fare a suo tempo centri di accoglienza nei Paesi, in Libia sotto la protezione internazionale, stabilire corridoi umanitari, andavano fatti in Siria”.

“Lo Ius soli è una legge, lo capisco, impopolare, adesso impopolare, però che serve ai nostri ragazzi e alle nostre città”. Ha affermato Matteo Biffoni, presidente di Anci Toscana e delegato nazionale Anci. “Un conto è il tema dei migranti, dei profughi e degli sbarchi, un conto è l’immigrazione che è un’altra cosa”, ha aggiunto Biffoni, secondo cui dello Ius soli “ne vedremo gli
effetti nei prossimi anni: quando la legge andrà a regime migliorerà un sistema che in questo momento rischia, se no, di lasciare nel limbo migliaia di ragazzi”.

Per il presidente di Anci Toscana “bisogna provare ad arrivare in fondo su un tema che però non c’entra niente, è completamente distinto da quello dei migranti, degli sbarchi: capisco le preoccupazioni, sono io quello più preoccupato di tutti, ho sempre detto che sul tema degli sbarchi io sono grandemente in difficoltà perché è veramente un sistema complesso, ma lo Ius soli parla a un altro tipo di percorso, a un altro tipo di Italia”.

Claudio Gherardini ha intervistato Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea:

l’assessora al Welfare e sanità, Accoglienza e integrazione,
Pari opportunità, Casa, del Comune di Firenze, Sara Funaro:

Il Prefetto di Firenze Alessio Giuffrida:

e il presidente della regione Toscana Enrico Rossi:

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GIURLANI: GIP SI RISERVA DECISIONE

 Giurlani: no fusioni dall'alto per piccoli comuni arresto Pescia Giurlani

Il sindaco dimissionario di Pescia Giurlani si è difeso dal gip da accuse corruzione e peculato.  Intanto il Pd di Pistoia ha sospeso l’ex sindaco. Trallori (Pd): “si apre nuova fase.”

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia del Pd agli arresti domiciliari per peculato e dimessosi ieri, ha risposto alle domande e si è difeso davanti al gip di Firenze Anna Liguori, stamani, nell’interrogatorio di garanzia. Il gip si è riservato la decisione, attesa per i prossimi giorni. I fatti risalgono a quando Giurlani era presidente dell’Uncem Toscana, fino al 2016. Assistito dal difensore,
avvocato Gabriele Melani, che ha presentato istanza di revoca dei domiciliari, al gip Oreste Giurlani ha rappresentato i fatti contestati dal suo punto di vista.

Quindi, tra le accuse, ha spiegato che il numero esorbitante di chilometri di benzina fattisi rimborsare dall’ente (10-11.000 al mese, con un picco di 15.000) corrispondeva alla reale percorrenza delle strade compiuta in auto per seguire le attività dell’Uncem, l’associazione dei comuni montani. E avrebbe anche affermato che presso l’Uncem c’è tutta la documentazione contabile, con scontrini e fatture, che può attestare tutte le spese sostenute, senza lacune. Giurlani avrebbe chiarito e motivato anche la tipologia e il motivo degli acquisti fatti coi soldi dell’Uncem, come telefonini e Ipad, spese che hanno richiamato l’attenzione degli investigatori.

Il gip Liguori con le sue domande si sarebbe soffermato anche sull’altro aspetto per cui Giurlani è indagato, la corruzione, ipotesi relativa a fatti più vicini al suo ruolo pubblico a Pescia. In udienza il pm titolare dell’inchiesta, Tommaso Coletta, era insieme al procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo. Gli inquirenti hanno ribadito la necessità di un periodo di arresti domiciliari per scongiurare il pericolo di inquinamento delle prove. Invece, nella discussione sulla possibile reiterazione del reato, la condizione sembra decadere di fronte alle dimissioni date ieri da Giurlani sia da sindaco di Pescia sia da vicepresidente dell’Anci Toscana con delega alla montagna.

E intanto la commissione di garanzia del Pd della provincia di Pistoia ha deciso di sospendere dal partito l’ormai ex-sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, che con una lettera spedita ieri al Comune aveva dato le dimissioni da primo cittadino. “Dopo aver sollecitato questa presa di posizione – commenta il segretario provinciale del Pd Riccardo Trallori – ho ritenuto opportuno convocare anche una riunione con il gruppo consiliare del Pd pesciatino e con la segreteria comunale del partito per assumere le necessarie determinazioni. Con la notizia delle dimissioni da parte di Giurlani dal suo ruolo istituzionale si apre una nuova fase”.

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