Sciopero docenti: esami a rischio nell’appello di settembre

Sciopero docenti: esami a rischio nell’appello di settembre

Lo sciopero, annunciato da una lettera con 5mila firme di docenti universitari indirizzata alla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, prevede il blocco dell’ultimo appello della sessione estiva. Pisa record di adesioni.

I professori universitari che hanno firmato lo sciopero bloccano gli esami. La protesta a livello nazionale è stata promossa dal “Movimento per la dignità della docenza universitaria”, che ha come principali motivi il blocco degli stipendi e il mancato riconoscimento a livello giuridico degli scatti di carriera.

Anna Iuliano, coordinatrice pisana del movimento che ha promosso lo sciopero, commenta: “Tutti i dipendenti della pubblica amministrazione soggetti al blocco degli scatti stipendiali negli anni 2011-2015 hanno visto il ripristino degli aumenti a partire dal 1 gennaio 2015, mentre i docenti universitari dal 1 gennaio 2016. In più siamo gli unici che non vedranno riconosciuti a fini giuridici quegli anni: è come se la nostra carriera fosse rimasta ferma a 5 anni fa”.

Scrive la professoressa Ginevra Cerrina Feroni su il Corriere Fiorentino: “Anni di attività cancellati, sia sotto il profilo stipendiale che sotto quello giuridico. Una busta paga ibernata ai valori di 5 anni fa”.

E continua: “Dietro le ragioni dello sciopero c’è di più della sola rivendicazione salariale. C’è un malessere profondo che affligge da tempo il mondo universitario e che trova la sua causa nella progressiva riduzione delle risorse, blocchi del turn-over, miopi politiche nazionali”.

E conclude la professoressa: “Eppure l’università, insieme alla scuola, sono la forza di un Paese, il motore della sua crescita, la prospettiva del suo futuro. Occorrerebbe investire sulla formazione con strategie coraggiose di rilancio del sistema”.

Pisa è ad oggi l’Ateneo con più partecipanti: 264 adesioni. Per l’Università di Firenze sono invece 120 i firmatari e per l’Università di Siena sono 96.

Queste cifre non sono però definitive: un docente può decidere anche poco prima dell’esame di partecipare allo sciopero.

Tutte e tre le Università hanno comunque comunicato che se l’esame di settembre dovesse saltare, sarà comunque possibile recuperarlo con il secondo appello e, dove non presente, con una sessione straordinaria dopo 15 giorni.

Il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, commenta in un’intervista de la Repubblica: “Nei prossimi giorni comunicheremo agli studenti se dovranno nuovamente iscriversi all’appello straordinario o se la lista di chi già si era iscritto verrà trasferita automaticamente attraverso il nostro sistema informatico”.

Il rettore Luigi Dei, concorda con i motivi dello sciopero, ma non con gli strumenti utilizzati. Si legge sul Corriere Fiorentino: “Come ero contrario al blocco delle valutazioni (di due anni fa) sono contrario al blocco degli esami. Credo comunque che il danno per gli studenti sarà minimo, la protesta è fatta con senso di responsabilità”.

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