FIRENZE: FURLAN (CISL) “VERGOGNOSA LA BORSA CHE INNEGGIA AL FEMMINICIDIO”

PH. Cinzia Zanfini
PH. Cinzia Zanfini

“La vicenda dell’edicola di Firenze che vendeva una ”shopping bag” inneggiante al femminicidio è vergognosa. Non si può fare satira o fare della facile ironia su certi temi così delicati. Un paese civile non può consentire che si facciano affari incitando pubblicamente alla violenza contro le donne”. Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan commenta la particolare ”shopping bag” che incitava alla violenza sulle donne e per cui i vigili urbani hanno sanzionato il venditore.

Sopra la scritta ”problem solved” si vedono due vignette in sequenza: nella prima, a sinistra, ci sono un uomo e una donna con questa disegnata a bocca aperta come se urlasse o parlasse ad alta voce; nella seconda vignetta, scorrendo a destra, l’uomo è sempre al suo posto ma ha un braccio proteso, a mo” di spinta, mentre la figura di donna precipita a testa in giù.

“Ha fatto bene il Comune di Firenze ad intervenire, facendo rimuovere quella borsa con quel fumetto inneggiante alla violenza – prosegue Furlan -. In un paese come l’Italia dove nel 2016 ci sono state ben 116 donne uccise da mariti, fidanzati, compagni o altri familiari, è davvero incredibile che ci sia qualcuno che diffonde slogan pro femminicidio, vendendo souvenir o accessori da shopping che incitano alla violenza come se nulla fosse. E’ il segno di una incultura di fondo e di una sottovalutazione di un problema sociale che dovrebbe vedere le istituzioni, la società civile, la scuola, il mondo del commercio uniti contro ogni forma di istigazione alla violenza contro le donne”.

La borsetta era stata messa in vendita in un’edicola nella zona di San Lorenzo, nel centro di Firenze, e ha suscitato proteste su Facebook, dove è stata ”postata” una foto. In Comune si sono accorti della segnalazione e hanno attivato i vigili urbani per i controlli. I vigili hanno sanzionato l’edicolante con 160 euro in base al regolamento di polizia urbana che vieta la vendita di “oggetti che offendano il pubblico decoro”.

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PH. Cinzia Zanfini
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“La vicenda dell’edicola di Firenze che vendeva una ”shopping bag” inneggiante al femminicidio è vergognosa. Non si può fare satira o fare della facile ironia su certi temi così delicati. Un paese civile non può consentire che si facciano affari incitando pubblicamente alla violenza contro le donne”. Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan commenta la particolare ”shopping bag” che incitava alla violenza sulle donne e per cui i vigili urbani hanno sanzionato il venditore.

Sopra la scritta ”problem solved” si vedono due vignette in sequenza: nella prima, a sinistra, ci sono un uomo e una donna con questa disegnata a bocca aperta come se urlasse o parlasse ad alta voce; nella seconda vignetta, scorrendo a destra, l’uomo è sempre al suo posto ma ha un braccio proteso, a mo” di spinta, mentre la figura di donna precipita a testa in giù.

“Ha fatto bene il Comune di Firenze ad intervenire, facendo rimuovere quella borsa con quel fumetto inneggiante alla violenza – prosegue Furlan -. In un paese come l’Italia dove nel 2016 ci sono state ben 116 donne uccise da mariti, fidanzati, compagni o altri familiari, è davvero incredibile che ci sia qualcuno che diffonde slogan pro femminicidio, vendendo souvenir o accessori da shopping che incitano alla violenza come se nulla fosse. E’ il segno di una incultura di fondo e di una sottovalutazione di un problema sociale che dovrebbe vedere le istituzioni, la società civile, la scuola, il mondo del commercio uniti contro ogni forma di istigazione alla violenza contro le donne”.

La borsetta era stata messa in vendita in un’edicola nella zona di San Lorenzo, nel centro di Firenze, e ha suscitato proteste su Facebook, dove è stata ”postata” una foto. In Comune si sono accorti della segnalazione e hanno attivato i vigili urbani per i controlli. I vigili hanno sanzionato l’edicolante con 160 euro in base al regolamento di polizia urbana che vieta la vendita di “oggetti che offendano il pubblico decoro”.

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