Gioco d’azzardo, i sindaci decideranno orari e distanze

Gioco d’azzardo, i sindaci decideranno orari e distanze

Intesa in Conferenza Unificata. Dimezzate in tre anni i punti gioco e le macchinette più vecchie vengono rottamate e solo in parte rimpiazzate con altre collegate direttamente con i Monopoli di Stato

E- stata raggiunta all’unanimita’ in Conferenza delle Regioni l’intesa sul riordino del gioco pubblico tra i presidenti delle Regioni e delle Provincie autonome e il Governo rappresentato da sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta.  L’accordo è stato raggiunto anche grazie
ad un emendamento presentato dalla Provincia autonoma di Bolzano in base al quale le Regioni che hanno legislazioni più restrittive in materia di gioco pubblico rispetto a quanto
prevede il piano di riordino su cui è stata raggiunta oggi l’intesa, possono farle valere. Al tempo stesso, le Regioni che lo vogliano, possono varare in futuro leggi più restrittive.

“È il caso di dire finalmente. Abbiamo finalmente raggiunto l’intesa sul riordino del settore del gioco d’azzardo. Un riordino che afferma il potere dei Comuni di stabilire orari di apertura delle sale e distanze minime da scuole, chiese e oratori. Ci fa piacere che questo ulteriore tempo abbia consentito alle Regioni di attestarsi su questa posizione”. Così il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro al termine dei lavori della Conferenza Unificata di oggi in cui è stato affrontato il problema. “Come sindaci – spiega – abbiamo ottenuto quello che volevamo, quello che le nostre comunità, le associazioni attive sul territorio, la rete del sistema sociale che ha a che fare ogni giorno con la ludopatia, ci chiedevano. Lo sintetizzo in tre punti essenziali: si dimezzano in tre anni i punti gioco e le macchinette più vecchie vengono rottamate e solo in parte rimpiazzate con altre collegate direttamente con i Monopoli di Stato; noi sindaci decidiamo le fasce orarie di chiusura, fino a sei ore consecutive al giorno, di queste attività e imponiamo la loro distanza da tutti i luoghi che riteniamo sensibili, come scuole e chiese; aumenta lo standard di qualità e sicurezza dei punti gioco nei quali dovranno essere assicurati accesso selettivo, tramite l’identificazione con documento del giocatore, e la videosorveglianza, non potranno essere esposte immagini eccessive che inducano al gioco, e il personale dovrà essere formato anche sul contrasto al gioco d’azzardo. In sostanza è tutto quello che abbiamo chiesto per mesi. Queste norme erano necessarie. Finalmente ci sono”.

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Intesa in Conferenza Unificata. Dimezzate in tre anni i punti gioco e le macchinette più vecchie vengono rottamate e solo in parte rimpiazzate con altre collegate direttamente con i Monopoli di Stato

E- stata raggiunta all’unanimita’ in Conferenza delle Regioni l’intesa sul riordino del gioco pubblico tra i presidenti delle Regioni e delle Provincie autonome e il Governo rappresentato da sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta.  L’accordo è stato raggiunto anche grazie
ad un emendamento presentato dalla Provincia autonoma di Bolzano in base al quale le Regioni che hanno legislazioni più restrittive in materia di gioco pubblico rispetto a quanto
prevede il piano di riordino su cui è stata raggiunta oggi l’intesa, possono farle valere. Al tempo stesso, le Regioni che lo vogliano, possono varare in futuro leggi più restrittive.

“È il caso di dire finalmente. Abbiamo finalmente raggiunto l’intesa sul riordino del settore del gioco d’azzardo. Un riordino che afferma il potere dei Comuni di stabilire orari di apertura delle sale e distanze minime da scuole, chiese e oratori. Ci fa piacere che questo ulteriore tempo abbia consentito alle Regioni di attestarsi su questa posizione”. Così il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro al termine dei lavori della Conferenza Unificata di oggi in cui è stato affrontato il problema. “Come sindaci – spiega – abbiamo ottenuto quello che volevamo, quello che le nostre comunità, le associazioni attive sul territorio, la rete del sistema sociale che ha a che fare ogni giorno con la ludopatia, ci chiedevano. Lo sintetizzo in tre punti essenziali: si dimezzano in tre anni i punti gioco e le macchinette più vecchie vengono rottamate e solo in parte rimpiazzate con altre collegate direttamente con i Monopoli di Stato; noi sindaci decidiamo le fasce orarie di chiusura, fino a sei ore consecutive al giorno, di queste attività e imponiamo la loro distanza da tutti i luoghi che riteniamo sensibili, come scuole e chiese; aumenta lo standard di qualità e sicurezza dei punti gioco nei quali dovranno essere assicurati accesso selettivo, tramite l’identificazione con documento del giocatore, e la videosorveglianza, non potranno essere esposte immagini eccessive che inducano al gioco, e il personale dovrà essere formato anche sul contrasto al gioco d’azzardo. In sostanza è tutto quello che abbiamo chiesto per mesi. Queste norme erano necessarie. Finalmente ci sono”.

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