Rifiuti: Volterra; da Comune un altro no a discarica Bulera

Rifiuti: Volterra; da Comune un altro no a discarica Bulera

“L’abitato di Saline, in conseguenza dell’ampliamento della discarica, dovrà continuare a subire per ulteriori 9 anni un persistente volume di traffico dalla discarica Bulera con trasporto di materiale ad elevato pericolo specifico, con conseguenti possibili rischi per la salute pubblica e per l’ambiente”.

Il Comune di Volterra conferma il suo parere negativo sul progetto di “ampliamento, riprofilatura e chiusura in sicurezza della discarica di Bulera”. É quanto emerso dalla Conferenza dei Servizi svoltasi nei giorni scorsi alla presenza del sindaco etrusco Marco Buselli, del consigliere con delega alla frazione di Saline di Volterra Tiziana Garfagnini e dell’architetto Alessandro Bonsignori.
“Per la terza volta – sottolinea Buselli – non sono riusciti a chiudere sulla questione, che, a parer nostro, presenta molti aspetti critici. In particolare Arpat ha ammesso di non avere fatto finora una valutazione, riservandosi comunque di produrla, riguardo il traffico pesante che attraverserà l’abitato di Saline di Volterra, con le ulteriori criticità relative a potenziali sversamenti”.
Nelle osservazioni del Comune volterrano alla valutazione di impatto ambientale si legge che “l’abitato di Saline, in conseguenza dell’ampliamento della discarica, dovrà continuare a subire per ulteriori 9 anni un persistente volume di traffico in direzione di andata e ritorno dalla discarica Bulera con trasporto, per altro, di materiale ad elevato pericolo specifico, con conseguenti possibili rischi per la salute pubblica e per l’ambiente”.
Perciò l’amministrazione comunale evidenzia la necessità “qualora vi sia un’espressione
favorevole del procedimento di Via da parte dell’autorità competente, di installare una centralina di monitoraggio della qualità dell’aria da posizionare nell’abitato di Saline”.

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‘Settimana del miele’ a Montalcino

‘Settimana del miele’ a Montalcino

Dall’8 al 10 settembre torna la ‘Settimana del miele’, dedicata all’apicoltura a Montalcino (Siena), con degustazioni guidate, minicorsi, visite agli ‘alveari aperti’ e approfondimenti di apiterapia.

Gli ‘honey lovers’ si danno appuntamento alla ‘Settimana del Miele’ a Montalcino (Siena).
Il 9 settembre ci sarà anche la Conferenza nazionale sull’apicoltura, in un anno definito
“drammatico”: produzione ai minimi storici e raccolti quasi a zero in alcuni territori.
In totale l’Italia conta 45.000 apicoltori censiti e operanti, di cui quasi 20.000 quelli che lo fanno non per diletto e autoconsumo, ma per immettere miele e prodotti apistici sul mercato.
L’apicoltura rappresenta un settore importante per l’agricoltura italiana, con 1,2 milioni di alveari, un valore stimato di 150-170 milioni di euro più 2 miliardi di euro dall’attività di impollinazione delle api alle colture.
L’Italia vanta anche il record di varietà, 51, che a Montalcino saranno al centro di una Mostra mercato e di degustazioni e laboratori. Un settore che continua a suscitare interesse: come rivela l’associazione apistica Arpat, si avvicinano alla professione medici, avvocati, impiegati, imprenditori, industriali, operai, donne, uomini.
Riguardo alla produzione 2017, ai problemi cronici si è aggiunto il clima anomalo: tra gelate primaverili e caldissimo in estate, il raccolto quest’anno si ferma al 30% della media nazionale (secondo le stime non si arriverà a 90.000 quintali).
Un “crollo mai visto”, a memoria degli stessi apicoltori riusciti a produrre in modo significativo solo il raro miele di montagna, dal rododendro al millefiori, nell’arco alpino e lungo l’Appenino Tosco-Emiliano. Non è andata male per castagno e tiglio ma sempre in alta collina e nelle vallate alpine, e per gli agrumi in Sicilia, Calabria e nella costiera ionica.
Per il resto, dalla Maremma alla provincia di Alessandria, le produzioni sono quasi a zero, dal girasole all’eucalipto, acacia, sulla, erba medica e melata.
Secondo l’Osservatorio nazionale del miele non ci sarà neppure il pregiato corbezzolo in Toscana, tra le regioni più vocate (98.172 gli alveari presenti in anagrafe, di cui il 73% detenuto dagli apicoltori, con il 40% delle aziende che commercializza la propria produzione), con cali fino all’80% della produzione a Montalcino, appena 3 kg a famiglia prodotti nella zona di Monteaperti e la vespa velutina, nemica delle api, che tiene in apprensione gli apicoltori di Carrara.
Eppure, le aziende agricole che hanno nelle api l’attività esclusiva o prevalente sono in crescita, e molti giovani vedono nell’apicoltura, oltre che una passione, l’opportunità di costruirsi una fonte di reddito.

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Aulla. Rogo in ditta smaltimento rifiuti, stop uso frutta e verdura

Aulla. Rogo in ditta smaltimento rifiuti, stop uso frutta e verdura

Massa Carrara – Ad Albiano di Aulla proibito anche il consumo di acqua sorgiva.

Niente frutta e verdura, niente consumo di acqua sorgiva nella zona di Albiano Magra, frazione del Comune di Aulla (Massa Carrara) dove sabato scorso è scoppiato un incendio in una ditta di smaltimento dei rifiuti.

Ieri  il sindaco di Aulla Roberto Valettini, ha emesso un’ordinanza a seguito dell’incendio che ha coinvolto la ditta Costa di Albiano Magra.

Un incendio che si è sviluppato tra gli ingombranti ammassati nel piazzale e che ha spaventato molto la popolazione, anche perché si tratta del terzo incendio in poco più di due anni.

L’ordinanza è stata emessa in via precauzionale e a titolo cautelativo, proprio a tutela della salute degli abitanti di Albiano. E questa mattina nella sede della Provincia a Massa, ci sarà un incontro tra il primo cittadino, Asl, Arpat e vigili del fuoco, per fare il punto della situazione.

L’area dove si è sviluppato l’incendio è stata posta sotto sequestro dalla procura di Massa.

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PRESENTATO IL QUARTO ANNUARIO ARPAT: “LA TOSCANA E’ PRESIDIATA”

Arpat Annuario

🔈Firenze, è stato presentato, per il quarto anno, l’Annuario Arpat che raccoglie dati tecnico-scientici sullo stato dell’ambiente toscano. Fratoni: “lavoro attento e impegnato di monitoraggio che dimostra trasparenza politiche ambientali.”

L’attività di controllo, monitoraggio e supporto tecnico svolta da ARPAT consente di raccogliere ogni giorno una notevole quantità di dati: anche da qui la scelta dell’Agenzia di pubblicare, a partire dal 2012, l’Annuario dei dati ambientali della Toscana, un rapporto fatto di numeri, carte tematiche, grafici ed infografiche.

“L’Annuario costituisce la sintesi del lavoro che ogni anno l’Agenzia fa per assicurare il monitoraggio dello stato dell’ambiente nelle sue diverse matrici (aria, acqua, suolo, agenti fisici), “ma anche una serie di dati – ha specificato il direttore di Arpat Marcello Mossa Verre – che derivano dal controllo puntuale di fonti di pressioni: inceneritori, depuratori, impianti geotermici, aziende a rischio incidente rilevante, aziende ad autorizzazione ambientale integrata.”

“Questi dati raccontano – ha commentato l’assessore Federica Fratoni – una Toscana presidiata. Anche quest’anno restituiamo l’esito di un lavoro attento e impegnato che dimostra la grande trasparenza che usiamo nell’ambito delle politiche ambientali. Certamente la Toscana ha punti di criticità, è normale, ma ci sono dall’altra parte amministrazioni responsabili e presenti che si avvalgono di una grande realtà come è Arpat che, anche in tempi di contingentamento di personale come questi e di lavoro crescente, riesce sempre a fornire una risposta efficace e pronta sulle tante problematiche che emergono. Dobbiamo dire che è aumentata anche la sensibilità dei cittadini, nel corso del tempo credo ci siano state una maturazione e un’attenzione crescenti e questo è senza dubbio un segnale positivo che va a sostegno della collaborazione, elemento importante sui temi fondamentali come quelli ambientali”.

Il prodotto, giunto alla sua sesta edizione, si inserisce nella più generale strategia informativo-comunicativa che, in linea con le indicazioni della legge istitutiva del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), tende alla produzione, promozione e pubblica diffusione dei dati tecnico-scientifici e delle conoscenze ufficiali sullo stato dell’ambiente e sulla sua evoluzione. Anche questa edizione conferma e prosegue la scelta della rappresentazione dei dati ambientali privilegiando numeri, mappe, grafici ed infografiche. Dopo un’apertura in cui sono stati riportati, con brevi spiegazioni, i “numeri” relativi all’attività di controllo, monitoraggio, laboratorio, supporto tecnico scientifico e comunicazione e informazione svolta da ARPAT nel 2015 e 2016, il rapporto si dipana attraverso sei capitoli, dedicati ad aria, acqua, mare, suolo, agenti fisici e sistemi produttivi.

Per ogni capitolo, un frontespizio fornisce i primi numeri utili a inquadrare il tema trattato, mentre un indice dettagliato degli argomenti dà subito indicazioni su quali saranno gli oggetti di tabelle, grafici, infografiche. Per chi vuole approfondire le singole tematiche, ogni sezione rinvia alle pagine del sito Web dove sono pubblicati i riferimenti normativi, i report ambientali specifici, nonché le banche dati interrogabili.

Raffaele Palumbo ha intervistato  Direttore tecnico di ARPAT Guido Spinelli:

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