Viareggio: disinfestazione per Dengue

Viareggio: disinfestazione per Dengue

Turista torna da viaggio con febbre, scatta piano disinfestazione straordinaria anti-zanzare.

La vicenda è partita da cittadino di Viareggio recentemente rientrato da un viaggio in Estremo Oriente e che accusa febbre. Questa mattina, si apprende dalle autorità sanitarie locali, il Dipartimento di Prevenzione Asl Toscana Nordovest – Versilia ha informato il Comune di Viareggio che da ieri si è manifestato nel territorio un caso di febbre denominata Dengue, malattia tipica delle aree tropicali che si trasmette attraverso le punture di insetti (in particolare delle zanzare tigri, Aedes Albopictus) e che si manifesta con febbre e dolori muscolari e osteoarticolari intensi.
“É una malattia che di solito non lascia alcun tipo di conseguenze – si precisa dalla Asl – a parte rari casi in cui ci possono essere complicazioni dovute più che altro ad una situazione di salute già precaria: la malattia ha il decorso di una normale influenza, magari un po’ più forte del solito”.
Considerato che l’intervento principale per la prevenzione della malattia consiste nella massima riduzione possibile della popolazione di zanzare, secondo quanto previsto in questi casi dal protocollo del Ministero della Salute, la Asl ha dato disposizione al Comune di effettuare un intervento straordinario di disinfestazione sia nelle aree pubbliche che in tutte le aree private aperte (giardini, cortili, ecc.). L’area cittadina interessata dall’intervento comprende le vie San Martino, Verdi, Zanardelli, Fratelli Cairoli, Machiavelli e Matteotti, nel tratto che va da via Sant’Andrea a via Pucci. Il sindaco ha quindi emesso un’ordinanza nella quale viene chiesto a tutti i residenti, amministratori condominiali, operatori commerciali, gestori di attività produttive e in generale a tutti coloro che abbiano l’effettiva disponibilità di aree aperte o abitazioni, ricompresi nell’area interessata, di consentire l’accesso alle proprie pertinenze esterne da parte degli operatori della ditta Sea Ambiente che provvede alla disinfestazione a partire da oggi (martedì 12 settembre) coi trattamenti necessari.

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Monossido in B&B a Firenze: 2 giovani in camera iperbarica

Monossido in B&B a Firenze: 2 giovani in camera iperbarica

Sono due giovani americani, un ragazzo e una ragazza entrambi di 24 anni, gli unici pazienti trattati con ossigeno terapia all’ospedale di Santa Maria Nuova tra coloro che stamani si sono presentati per controlli dopo la fuga di monossido di carbonio in un palazzo questa mattina a Firenze.

I due giovani, successivamente, sono trasferiti all’ospedale di Careggi per un trattamento in camera iperbarica. Le loro condizioni cliniche – riferisce il direttore del pronto soccorso di Santa Maria Nuova, dottor Mauro Pratesi -, “non destano preoccupazione”.

Ad altri 63 pazienti, in grande maggioranza stranieri di varie nazionalità, sono state fatte le analisi del sangue per rilevare il grado di intossicazione: tutti sono stati dimessi.

All’interno del pronto soccorso, spiega una nota dell’Asl, era stata allestita un’apposita area per l’accoglienza e la gestione del maxi afflusso dei pazienti.

L’emergenza è stata gestita “anche grazie al supporto del personale infermieristico di tutto il presidio che ha dato rinforzo al pronto soccorso trattenendosi spontaneamente oltre l’orario di lavoro previsto”.

E’ stato un dispositivo in dotazione ai sanitari del 118 a segnalare l’alta densità di monossido nel palazzo  e che è stato evacuato. L’equipaggio dell’automedica è giunto sul posto, dopo la richiesta di aiuto, stamani, da parte del parente di un giovane che aveva accusato un malore. Durante l’intervento i dispositivi di rilevazione di monossido che i sanitari tengono attaccati con una molletta alle loro uniformi hanno cominciato a segnalare la presenza di monossido, mettendo così in grado i sanitari di far sgomberare il palazzo e far mettere in salvo tutte le persone che vi si trovavano.

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ASL TOSCANA GARANTISCE PRODUZIONE ESTIVA CANNABIS TERAPEUTICA

Asl Toscana Cannabis

Lo afferma la responsabile servizio dott.ssa Ruffino: “inalterata la produzione cannabis a uso terapeutico anche per l’estate per non lasciare soli pazienti.”

Anche durante il periodo estivo il laboratorio galenico dell’Asl toscana centro garantirà a tutti i suoi pazienti le preparazioni a base di cannabinoidi. Lo afferma la responsabile del servizio, dottoressa Irene Ruffino: “il laboratorio mantiene inalterata l’attività anche nel periodo estivo – spiega – per non lasciare soli i pazienti nel periodo più difficile dell’anno”. Il laboratorio allestisce preparati per i pazienti esterni e per i ricoverati nei reparti oncologici, neurologici, per i servizi di algologia e per i ricoverati degli hospice.

Attualmente per i preparati viene usata come materia prima sia la cannabis olandese sia quella prodotta dall’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze. Nell’ultimo periodo il laboratorio ha incrementato del 70% la produzione di medicamenti a base di cannabis. Particolare attenzione viene dedicata alla cure dei piccoli pazienti, ai quali viene riservato un percorso particolare. La preparazione delle formulazione prevede sei livelli di controllo e un monitoraggio continuo, per garantire la massima qualità e la sicurezza dei pazienti. I preparati vengono realizzati sotto forma di cartine o di olio.

“Abbiamo appreso da una nostra iscritta fiorentina che il Bedrocan-il farmaco olandese a base di cannabis che il sistema sanitario nazionale importa dall’Olanda a caro prezzo come terapia supplementare per varie condizioni, è mancante alla farmacia ospedaliera di Careggi da diverse settimane, e non è la prima volta”. Così lo scorso 21 giugno la denuncia dell’associazione Luca Coscioni sulla carenza del farmaco nell’ospedale fiorentino.

“Il Bedrocan – aveva puntualizzato l’associazione – è, anzi era visto che ad oggi non è disponibile, per pazienti seguiti dall’azienda ospedaliero universitaria di Careggi fondamentale e insostituibile. Infatti altri preparati come il Bediol, un olio prodotto dalla stessa azienda Olandese, e l’Fm2, la cui produzione è avviata in via sperimentale dall’Istituto chimico Farmaceutico militare fiorentino – sono da tempo irreperibili, il primo per un problema di raccolto nei Paesi Bassi il secondo perché la quantità prodotta a Firenze non soddisfa minimamente la domanda”. “Occorre che la ministra Lorenzin se ne occupi” avevano concluso.

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MENINGITE, GIOVANE RICOVERATO NEL FIORENTINO

meningite

Il 26enne ricoverato per tipo C nel territorio dell’Asl Toscana Centro. Condizioni stabili, profilassi per i contatti stretti giovane. Asl: “61 casi nel 2015-’16, appello per vaccinazioni.”

Caso di sepsi da meningococco C in un 26enne residente nel territorio fiorentino dell’Asl Toscana centro, studente in un’altra regione ma in visita da diversi giorni presso l’abitazione dei propri parenti. Lo rende noto la stessa Asl spiegando che il caso “è stato notificato ieri”. Il 26enne, non vaccinato per il  meningococco C, è attualmente ricoverato all’ospedale di Ponte a Niccheri, in condizioni pressochè stabili, in lieve miglioramento rispetto a ieri.

L’Asl si è attivata immediatamente mettendo in atto tutti gli interventi preventivi necessari e sottoponendo a profilassi farmacologica i contatti stretti del giovane emersi dall’inchiesta epidemiologica. Nel 2017, ricorda l’Azienda sanitaria, “risultano registrati nel sistema di sorveglianza della Regione Toscana 6 casi di meningococco C, di cui 1 a Pistoia, 2 a Pisa, 2 a Livorno, 1 a Firenze.

Negli anni 2015-2016 in Toscana si sono registrati complessivamente 61 casi di meningococco di tipo C”. Si rinnova l’appello ad aderire alla campagna vaccinale contro meningococco C della Regione Toscana che offre la vaccinazione gratuitamente a tutti i residenti dell’Asl Toscana centro, ricordando “che è la misura più efficace per ridurre il rischio di diffusione delle infezioni trasmesse dalle malattie batteriche invasive da meningococco C, poiché assicura una protezione diretta del vaccinato, ma anche indiretta, nei confronti della popolazione generale in quanto riduce la circolazione del batterio anche negli eventuali portatori”.

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BORGO S. LORENZO, “NON DEPOTENZIATE L’OSPEDALE”

MASSA Borgo S. Lorenzo

Il presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello Omoboni su spostamento chirurgia tumore al seno a Firenze: “no decisioni a senso unico, ospedale Borgo sia riferimento per alcune attività.”

Riguardo all’ospedale di Borgo San Lorenzo (Firenze), si tratta di un “presidio fondamentale per territorio: no a decisioni a senso unico, su investimenti passare da parole a fatti”. E’ il presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello Paolo Omoboni a riassumere, per gli amministratori locali, la posizione fortemente critica nei confronti dell’Asl Toscana centro che ha deciso di concentrare l’attività chirurgica per il tumore al seno all’ospedale di Santa Maria Annunziata a Firenze che insieme a quello di Borgo San Lorenzo fa parte dello stesso presidio ospedaliero.

“Il territorio esprime forte preoccupazione per la decisione presa – sottolinea Omoboni -. Una decisione che riguarda una questione così delicata e sensibile avrebbe richiesto preventivamente un confronto con gli amministratori locali, la Società della salute. A chi di dovere è stata espressa chiaramente la nostra disapprovazione per la decisione, ora lo facciamo pubblicamente. Perché non ci devono essere dubbi”.

In seguito alla riorganizzazione Borgo mantiene – e deve mantenere, avvertono gli amministratori locali – tutte le attività di prevenzione senologica e gli esami diagnostici, i controlli e le terapie post intervento, mentre per gli interventi, per l’area Mugello come per altre, il centro di riferimento chirurgico sarà Santa Maria Annunziata. Gli amministratori mugellani chiedono che a sua volta l’ospedale di Borgo “sia punto di riferimento per alcune attività. “

Questo territorio pretende un ospedale che funzioni, che sia in grado di assicurare ai cittadini servizi e standard qualitativi come altri ospedali – conclude Omoboni -. Sia chiaro: la salute dei cittadini viene prima di tutto. E se dovessero servire azioni di protesta, faremo anche quelle”.

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