Vaccini, Sarti: “450 famiglie no vax, rassenerare clima”

Vaccini, Sarti: “450 famiglie no vax, rassenerare clima”

Commentando i dati di Asl Toscana sulle vaccinazioni, il consigliere regionale di Sì Toscana a sinistra ha detto :”L’obbligo di legge ha radicalizzato gli antivaccinisti e ha semmai spostato qualche indeciso nella loro schiera. Su questi genitori bisogna lavorare di cultura”

“Adesso dobbiamo rasserenare il clima per riconsegnare ai pediatri la gestione delle vaccinazioni, permettendo loro di rinsaldare la fiducia instaurata con le famiglie”. Lo afferma il consigliere regionale di Sì Toscana a sinistra Paolo Sarti, commentando i dati della Asl Toscana Centro sulle vaccinazioni, pubblicati oggi dall’edizione fiorentina di Repubblica, in base ai quali sono 450 le famiglie che non hanno vaccinato i bambini tra gli 0 e i 6 anni.

“Avevamo ragione, era inutile mostrare i muscoli – sottolinea in una nota -. I veri no vax, sui quali dobbiamo lavorare di cultura, per fornire loro un’informazione corretta, non incidono sulla quota vaccinale di sicurezza da raggiungere affinché ci sia una protezione generale, la cosiddetta copertura ‘di gregge'”. Secondo Sarti, “l’obbligo di legge ha radicalizzato gli antivaccinisti e ha semmai spostato qualche indeciso nella loro schiera. Nessun genitore, pensando a torto che i vaccini facciano male, deciderà di vaccinare i propri figli solamente perché c’è un obbligo di legge. Piuttosto trasgredisce, sfugge alla legge, o mette mano all’avvocato. Su questi genitori bisogna lavorare di cultura, non di carte bollate”, conclude.

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Firenze: inaugurata unità pediatrica Don Gnocchi

Firenze: inaugurata unità pediatrica Don Gnocchi

Nuovo centro riabilitazione garantirà fabbisogno posti letto.

Inaugurata oggi la nuova unità di riabilitazione pediatrica del centro Don Carlo Gnocchi di Firenze. Il nuovo reparto, operativo già da qualche mese, nasce dall’esigenza di soddisfare il fabbisogno regionale di posti letto di riabilitazione pediatrica ospedaliera.
“Lo scopo – si spiega in una nota diffusa dal centro – è garantire ai pazienti affetti da esiti di interventi neurochirurgici, di chirurgia complessa e affetti da gravi patologie di natura respiratoria e oncologica un percorso di cura e riabilitazione di alta valenza professionale, nonché fornire alle loro famiglie un’adeguata preparazione sugli aspetti assistenziali, indispensabili per il rientro a domicilio”.
La realizzazione della nuova unità è frutto dell’accordo di collaborazione con l’Azienda ospedaliero universitaria del pediatrico Meyer e del contributo della fondazione Tommasino Bacciotti di Firenze. Presenti alla cerimonia d’inaugurazione il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi, l’assessore alla sanità del Comune di Firenze Sara Funaro, il direttore generale del Meyer Alberto Zanobini, quello di Careggi Monica Calamai e quello dell’Asl toscana centro Paolo Morello.

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Sospetto caso di tifo all’aeroporto di Pisa

Sospetto caso di tifo all’aeroporto di Pisa

Pisa, una famiglia originaria del Bangladesh composta da una madre di 38 anni, e due figlie di 12 e 9 anni, è stata ricoverata all’ospedale di Pisa dopo esser atterrata stamani all’aeroporto Galilei con un volo proveniente da Doha (Qatar), per un sospetto caso di tifo.

Lo ha reso noto la Asl, precisando che non vi è “alcun rischio di contagio” per gli altri passeggeri, che sono stati lasciati andare via, e per i membri dell’equipaggio in quanto il tifo si trasmette solo per “via orale e fecale” e non ci sono motivi per dubitare di un’eventuale trasmissione di batteri a bordo.

Secondo quanto appreso, l’ufficio di sanità aerea ha comunque disposto la sanificazione del velivolo subito dopo l’atterraggio e il ricovero a titolo precauzionale in ospedale per la famiglia bengalese.

Una delle due bambine avrebbe contratto nelle scorse settimane il tifo ma ora sarebbe in via di guarigione, secondo quanto riferito dalla stessa madre alle autorità sanitarie italiane.

I controlli medici sono scattati sull’aereo proveniente da Doha, appena atterrato a Pisa, perché la bambina bengalese aveva accusato dei malesseri durante il viaggio.

E durante queste verifiche che la madre, interpellata dal personale sanitario in aeroporto, ha riferito ai medici che la figlia aveva avuto il tifo fino a poco tempo fa e che tuttora sarebbe convalescente.

Fatte tutte le verifiche del caso, la famiglia è stata avviata al reparto di infettivologia dell’ospedale di Pisa a scopo precauzionale, mentre gli altri passeggeri a bordo sono stati lasciati andare via perché, sempre secondo le autorità sanitarie a Pisa, non ci sarebbero problemi di possibile

contagio. L’aereo comunque è stato completamente sanificato.

“I risultati dei nostri accertamenti clinici ci dicono che il sospetto caso di tifo registrato stamani a Pisa è un falso allarme e che solo una bambina, delle due, presenta un po’ di febbre sotto i 38 e un po’ di dissenteria, mentre la sorella e la madre stanno bene”.

Lo ha detto Francesco Menichetti, direttore dell’unità operativa di malattie infettive dell’azienda ospedaliero universitaria, riguardo al caso della famiglia del Bangladesh atterrata stamani all’aeroporto Galilei con un volo proveniente da Doha. Una bambina si era sentita male in viaggio e c’era il sospetto che fosse ancora affetta da tifo dopo un recente periodo in cui avrebbe contratto la malattia.

“Sia l’esame della documentazione sanitaria che accompagnava la bambina – ha spiegato l’infettivologo – sia i successivi accertamenti clinici compiuti da noi ci dicono che non possiamo confermare la diagnosi indicata al momento del trasferimento dei pazienti da parte del 118, attivato dalla sanità aerea.

La piccola ora si trova già ricoverata in pediatria dove può stare insieme alla madre in attesa dell’evoluzione del quadro clinico, che è tutt’altro che preoccupante”.

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Monossido in B&B a Firenze: 2 giovani in camera iperbarica

Monossido in B&B a Firenze: 2 giovani in camera iperbarica

Sono due giovani americani, un ragazzo e una ragazza entrambi di 24 anni, gli unici pazienti trattati con ossigeno terapia all’ospedale di Santa Maria Nuova tra coloro che stamani si sono presentati per controlli dopo la fuga di monossido di carbonio in un palazzo questa mattina a Firenze.

I due giovani, successivamente, sono trasferiti all’ospedale di Careggi per un trattamento in camera iperbarica. Le loro condizioni cliniche – riferisce il direttore del pronto soccorso di Santa Maria Nuova, dottor Mauro Pratesi -, “non destano preoccupazione”.

Ad altri 63 pazienti, in grande maggioranza stranieri di varie nazionalità, sono state fatte le analisi del sangue per rilevare il grado di intossicazione: tutti sono stati dimessi.

All’interno del pronto soccorso, spiega una nota dell’Asl, era stata allestita un’apposita area per l’accoglienza e la gestione del maxi afflusso dei pazienti.

L’emergenza è stata gestita “anche grazie al supporto del personale infermieristico di tutto il presidio che ha dato rinforzo al pronto soccorso trattenendosi spontaneamente oltre l’orario di lavoro previsto”.

E’ stato un dispositivo in dotazione ai sanitari del 118 a segnalare l’alta densità di monossido nel palazzo  e che è stato evacuato. L’equipaggio dell’automedica è giunto sul posto, dopo la richiesta di aiuto, stamani, da parte del parente di un giovane che aveva accusato un malore. Durante l’intervento i dispositivi di rilevazione di monossido che i sanitari tengono attaccati con una molletta alle loro uniformi hanno cominciato a segnalare la presenza di monossido, mettendo così in grado i sanitari di far sgomberare il palazzo e far mettere in salvo tutte le persone che vi si trovavano.

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ASL TOSCANA GARANTISCE PRODUZIONE ESTIVA CANNABIS TERAPEUTICA

Asl Toscana Cannabis

Lo afferma la responsabile servizio dott.ssa Ruffino: “inalterata la produzione cannabis a uso terapeutico anche per l’estate per non lasciare soli pazienti.”

Anche durante il periodo estivo il laboratorio galenico dell’Asl toscana centro garantirà a tutti i suoi pazienti le preparazioni a base di cannabinoidi. Lo afferma la responsabile del servizio, dottoressa Irene Ruffino: “il laboratorio mantiene inalterata l’attività anche nel periodo estivo – spiega – per non lasciare soli i pazienti nel periodo più difficile dell’anno”. Il laboratorio allestisce preparati per i pazienti esterni e per i ricoverati nei reparti oncologici, neurologici, per i servizi di algologia e per i ricoverati degli hospice.

Attualmente per i preparati viene usata come materia prima sia la cannabis olandese sia quella prodotta dall’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze. Nell’ultimo periodo il laboratorio ha incrementato del 70% la produzione di medicamenti a base di cannabis. Particolare attenzione viene dedicata alla cure dei piccoli pazienti, ai quali viene riservato un percorso particolare. La preparazione delle formulazione prevede sei livelli di controllo e un monitoraggio continuo, per garantire la massima qualità e la sicurezza dei pazienti. I preparati vengono realizzati sotto forma di cartine o di olio.

“Abbiamo appreso da una nostra iscritta fiorentina che il Bedrocan-il farmaco olandese a base di cannabis che il sistema sanitario nazionale importa dall’Olanda a caro prezzo come terapia supplementare per varie condizioni, è mancante alla farmacia ospedaliera di Careggi da diverse settimane, e non è la prima volta”. Così lo scorso 21 giugno la denuncia dell’associazione Luca Coscioni sulla carenza del farmaco nell’ospedale fiorentino.

“Il Bedrocan – aveva puntualizzato l’associazione – è, anzi era visto che ad oggi non è disponibile, per pazienti seguiti dall’azienda ospedaliero universitaria di Careggi fondamentale e insostituibile. Infatti altri preparati come il Bediol, un olio prodotto dalla stessa azienda Olandese, e l’Fm2, la cui produzione è avviata in via sperimentale dall’Istituto chimico Farmaceutico militare fiorentino – sono da tempo irreperibili, il primo per un problema di raccolto nei Paesi Bassi il secondo perché la quantità prodotta a Firenze non soddisfa minimamente la domanda”. “Occorre che la ministra Lorenzin se ne occupi” avevano concluso.

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