Firenze, una targa per ricordare Dario Rossi

Firenze, una targa per ricordare Dario Rossi

Le associazioni di categoria doneranno il prossimo 14 Dicembre una targa alla famiglia del giornalista, recentemente scomparso, presidente del Gruppo Toscano Uffici Stampa

L’Associazione Stampa Toscana e il Gruppo Toscano Uffici Stampa, consegneranno la sera del 14 dicembre, una targa ricordo alla famiglia di Dario Rossi. Il collega, recentemente scomparso, è stato presidente del Gus Toscano e ha lasciato un segno di grande impegno in difesa dei diritti dei giornalisti, si legge in una nota.

Non a caso si distinse fra i più convinti sostenitori della Legge 150/2000 per l’inserimento dei giornalisti negli uffici stampa della pubblica amministrazione. Negli ultimi anni è stato l’ispiratore, insieme all’Associazione Stampa Toscana, del protocollo fra il sindacato dei giornalisti e l’Anci per fissare regole capaci di inserire i giornalisti negli uffici stampa dei Comuni. Nei prossimi giorni saranno resi noti i nomi di coloro che riceveranno i premi ‘Giornalisti Toscani 2017’ e ‘Ussi 2017’. La cerimonia avverrà durante la cena degli auguri, organizzata dall’Associazione Stampa Toscana insieme ai Gruppi di specializzazione.

L'articolo Firenze, una targa per ricordare Dario Rossi proviene da www.controradio.it.

LETTERA DEI GIORNALISTI STAMPA TOSCANA A CANDIDATI SINDACO

giornalisti

“Attuare la legge e istituire uffici stampa per garantire informazione corretta.” E’ la richiesta di Ast e  Gus a candidati in corsa per le comunali.

Impegnarsi a far sì che, una volta eletti, nei propri Comuni si possa attuare quanto prevede la Legge 150/2000, che istituisce e regolamenta, nella pubblica amministrazione, la figura dell’ufficio stampa, distinguendone profili, professionalità e funzioni in rapporto sia al portavoce politico che all’ufficio relazioni con il Pubblico, e regolamentando i rapporti con l’organo di vertice dell’amministrazione.

E’ quanto chiedono in una lettera inviata ai candidati sindaco alle prossime amministrative i presidenti dell’Associazione stampa Toscana (Ast) Sandro Bennucci e dei Giornalisti uffici stampa (Gus) della Toscana Dario Rosi. La legge 150/2000, si spiega, “è ancora oggi disattesa in molti Comuni toscani. Dal censimento realizzato da Ast e Anci tra 2015 e 2016, risulta che solo la metà dei Comuni toscani ha un ufficio stampa, inquadrato spesso in modo fiduciario nello staff del sindaco; rapporto questo che, per sua natura, non garantisce quella libertà e indipendenza di azione auspicata
dalla Legge e richiesta dall’Ordine dei giornalisti.

Ma la cosa più allarmante è che l’altra metà dei Comuni, che non ha ufficio stampa, svolge ugualmente attività di informazione assimilabile a quella giornalistica, demandando però tali funzioni al portavoce o alla segreteria, figure che per formazione e inquadramento non possono garantire nè sono autorizzate a fare, quanto previsto dalla legge 150/2000.

In un’epoca caratterizzata dall’aumento esponenziale dell’informazione digitale che rende difficile per il cittadino distinguere tra informazioni ufficiali e non, dal calo di fiducia nei confronti della politica e delle istituzioni, la presenza nell’ente locale dell’ufficio stampa – si spiega ancora -, oltre a rispondere ai dettami di legge, può fare la differenza nel riuscire a dare un’informazione corretta, e contribuisce a dare visibilità e trasparenza all’azione amministrativa, rafforzandone quindi anche l’autorevolezza”.

The post LETTERA DEI GIORNALISTI STAMPA TOSCANA A CANDIDATI SINDACO appeared first on Controradio.

CREAZZO: “LEGGE NON VIETA DIFFUSIONE NOMI ARRESTATI”

giornalismo giornalisti diffamazione

Corso di formazione per giornalisti organizzato da Associazione Stampa Toscana. Il procuratore Creazzo: “non è vietata la diffusione nomi arrestati.” Presenti sostituti Galeotti e Von Borries: “tutelare le vittime dei reati”

Quali notizie si possono pubblicare e quali no? Secondo il procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo, niente che riguardi la vita privata, gli orientamenti sessuali o religiosi, le condizioni di salute degli indagati, a meno che non siano pertinenti o rilevanti nelle indagini. E mai dovrebbe essere rivelata l’identità di bambini, adolescenti, donne, anziani, disabili vittime di violenze. “Ma – ha aggiunto – non c’è legge che vieti di diffondere i nomi degli arrestati. Non si può nascondere un fatto rilevante come la privazione della libertà”.

Il procuratore ha partecipato al corso di formazione per giornalisti organizzato dall’Associazione Stampa Toscana. Accanto a lui, nel seminario presieduto da Sandro Bennucci, presidente Ast, hanno parlato dei rapporti fra giustizia e informazione i sostituti procuratori Ornella Galeotti e Christine von Borries, incalzate anche dalle domande della giornalista Franca Selvatici. Ornella Galeotti ha raccontato che alla Corte europea di giustizia, nel momento in cui i giudici escono in aula e pronunciano un verdetto, consegnano al capo segreteria un comunicato stampa predisposto dal presidente che spiega per sommi capi i motivi della decisione. Il capo segreteria lo invia seduta stante a una mailing list di giornalisti accreditati e poi su Twitter e su Facebook.

La pm, che si occupa di “fasce deboli”, ha posto inoltre l’accento sulle vittime dei reati, le “vittime vulnerabili”, alle quali lo Stato a lungo non ha garantito neppure un avvocato. L’Europa ci impone di chinarsi sul loro dolore. Fino a oggi a lamentarsi della giustizia sono stati gli accusati. “Ora – ha detto la pm – abbiamo un altro soggetto da proteggere e da rispettare”. Christine von Borries ha spiegato che spesso, indagando sulla criminalità economica e sui casi di bancarotta, si scoprono riserve al nero utilizzate per pagare le tangenti e ha sottolineato come talvolta le inchieste giornalistiche possano arrivare là dove gli inquirenti non riescono, per i timori dei testimoni di esporsi.

The post CREAZZO: “LEGGE NON VIETA DIFFUSIONE NOMI ARRESTATI” appeared first on Controradio.

CREAZZO: “LEGGE NON VIETA DIFFUSIONE NOMI ARRESTATI”

giornalismo giornalisti diffamazione

Corso di formazione per giornalisti organizzato da Associazione Stampa Toscana. Il procuratore Creazzo: “non è vietata la diffusione nomi arrestati.” Presenti sostituti Galeotti e Von Borries: “tutelare le vittime dei reati”

Quali notizie si possono pubblicare e quali no? Secondo il procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo, niente che riguardi la vita privata, gli orientamenti sessuali o religiosi, le condizioni di salute degli indagati, a meno che non siano pertinenti o rilevanti nelle indagini. E mai dovrebbe essere rivelata l’identità di bambini, adolescenti, donne, anziani, disabili vittime di violenze. “Ma – ha aggiunto – non c’è legge che vieti di diffondere i nomi degli arrestati. Non si può nascondere un fatto rilevante come la privazione della libertà”.

Il procuratore ha partecipato al corso di formazione per giornalisti organizzato dall’Associazione Stampa Toscana. Accanto a lui, nel seminario presieduto da Sandro Bennucci, presidente Ast, hanno parlato dei rapporti fra giustizia e informazione i sostituti procuratori Ornella Galeotti e Christine von Borries, incalzate anche dalle domande della giornalista Franca Selvatici. Ornella Galeotti ha raccontato che alla Corte europea di giustizia, nel momento in cui i giudici escono in aula e pronunciano un verdetto, consegnano al capo segreteria un comunicato stampa predisposto dal presidente che spiega per sommi capi i motivi della decisione. Il capo segreteria lo invia seduta stante a una mailing list di giornalisti accreditati e poi su Twitter e su Facebook.

La pm, che si occupa di “fasce deboli”, ha posto inoltre l’accento sulle vittime dei reati, le “vittime vulnerabili”, alle quali lo Stato a lungo non ha garantito neppure un avvocato. L’Europa ci impone di chinarsi sul loro dolore. Fino a oggi a lamentarsi della giustizia sono stati gli accusati. “Ora – ha detto la pm – abbiamo un altro soggetto da proteggere e da rispettare”. Christine von Borries ha spiegato che spesso, indagando sulla criminalità economica e sui casi di bancarotta, si scoprono riserve al nero utilizzate per pagare le tangenti e ha sottolineato come talvolta le inchieste giornalistiche possano arrivare là dove gli inquirenti non riescono, per i timori dei testimoni di esporsi.

The post CREAZZO: “LEGGE NON VIETA DIFFUSIONE NOMI ARRESTATI” appeared first on Controradio.