UNIVERSITA’ PISA: CAMPUS UNIVERSITARIO PER STRANIERI A PIETRASANTA

 PIETRASANTA

Un campus dell’Università di Pisa a Pietrasanta  per ospitare gli studenti stranieri che arrivano in Toscana grazie ad accordi e gemellaggi.

Il campus che avrà sede a Pietrasanta è  uno dei progetti futuri che sono stati discussi in un incontro tra il rettore Paolo Mancarella, il sindaco della località versiliese, Massimo Mallegni e il rettore della Troy University di Montgomery in Alabama, Jack Hawkins.                 Lo ha reso noto l’ateneo pisano.

A stimolare l’incontro tra i due rettori è stato Mallegni grazie alla lunga amicizia che lega Pietrasanta a Montgomery, la capitale dell’Alabama, con la quale esiste un gemellaggio dal 2006.

“Abbiamo parlato delle potenziali collaborazioni tra i nostri atenei – ha spiegato Mancarella – in particolare della
possibilità di attivare lauree triennali e magistrali con percorsi congiunti che portino a doppi titoli e a scambi di
studenti sino allo sviluppo di progetti di ricerca comuni. Penso che la dinamicità e l’entusiasmo mostrati dal rettore Hawkins di fronte alle nostre proposte siano sicuramente un punto di forza per portare a termine questo importante accordo internazionale”.

“La partecipazione della Troy University al Festival Internazionale della Danza in corso a Pietrasanta sino al 1
luglio – ha aggiunto Mallegni – è stata l’occasione per tessere nuove relazioni e soprattutto per aprire un dialogo di
collaborazione con l’Università di Pisa: il Comune e il Centro Arti Visive hanno fatto da ponte tra i due atenei favorendo l’internazionalizzazione dei giovani americani e italiani attraverso lo studio e la formazione”.

The post UNIVERSITA’ PISA: CAMPUS UNIVERSITARIO PER STRANIERI A PIETRASANTA appeared first on Controradio.

DALLE ROCCE A CELLULE CARDIACHE: UNIVERSITA’ FIRENZE IN UN PROGETTO DI RICERCA

dalle rocce alle cellule cardiache

Dalle rocce un nuovo approccio allo studio delle cellule cardiache. Una ricerca di Cnr, Lens e Atenei Firenze e Friburgo ha dimostrato come anomalie propagazione segnali elettrici inducono a patologie.

Un team di ricerca coordinato dall’Ino-Cnr e a cui hanno collaborato il Laboratorio europeo di spettroscopie non-lineari (Lens) e gli Atenei di Firenze e di Friburgo, ha misurato per la prima volta alcune proprietà elettriche delle cellule cardiache sfruttando un’analogia tra la corrente elettrica e il trasporto di materia. Lo studio, che ha tratto spunto dall’ambito geologico, è pubblicato su Pnas e apre a nuove terapie mirate per infarto e aritmie.

“Il lavoro – spiega Leonardo Sacconi che ha coordinato i ricercatori dell’Ino-Cnr – ha tratto ispirazione da una ricerca pubblicata nel 1951 in ambito geologico, nel quale la velocità di diffusione dell’acqua all’interno di rocce porose è stata ricavata misurando la capacità delle rocce nel condurre la corrente elettrica. Le cellule cardiache sono caratterizzate da una complessa rete intracellulare, denominata rete tubulare, responsabile della propagazione elettrica all’interno della cellula”. Immaginando questa fitta rete di tubuli come la struttura porosa di una roccia, gli studiosi sono riusciti ad ottenere informazioni sulla propagazione elettrica a partire dalle loro caratteristiche diffusive, indagate attraverso una tecnica microscopica avanzata (Frap).

“Mediante un fascio laser ad alta intensità – spiega Marina Scardigli, primo autore dello studio e dottoranda associata Ino-Cnr -, abbiamo prima disattivato alcune molecole fluorescenti presenti all’interno della rete tubulare e poi abbiamo osservato il tempo che le molecole attive all’esterno della cellula hanno impiegato per diffondersi al suo interno. Sviluppando un modello matematico ad hoc, la diffusione delle molecole fluorescenti all’interno della cellula è stata utilizzata per determinare la conduttività elettrica della rete tubulare e quindi per valutare l’efficienza della rete nel propagare i segnali elettrici che determinano la contrazione cardiaca”.

“Con questa innovativa metodologia – conclude Sacconi – è stato possibile evidenziare anomalie della conduzione dei segnali elettrici in presenza di importanti patologie come l’infarto conclamato; anomalie nella propagazione possono indurre disfunzioni meccaniche nel cuore con conseguente propensione allo sviluppo di aritmie. Una migliore comprensione di questi meccanismi potrebbe portare allo sviluppo di nuove terapie mirate a questo genere di patologie”.

The post DALLE ROCCE A CELLULE CARDIACHE: UNIVERSITA’ FIRENZE IN UN PROGETTO DI RICERCA appeared first on Controradio.