DUE BIMBI RISCHIANO ANNEGAMENTO DURANTE FESTA DI COMPLEANNO

piscinaLa festa di compleanno in una villetta della Lunigiana ha rischiato di finire in tragedia: due bambini di 6 anni, abitanti a Carrara, hanno rischiato di annegare nella piscina.

Un piccolo è stato trasportato in elicottero all’ospedale Meyer di Firenze, l’altro all’ospedale delle Apuane a Marina di Massa. Secondo prime informazioni entrambi non sarebbero in pericolo di vita. I soccorsi sono scattati oggi in una villetta di Canova, frazione di Aulla (Massa Carrara) dove era in corso una festa di compleanno di un bambino: fra le attrazioni della giornata proprio la piscina, dove i bambini hanno fatto il bagno trovando refrigerio rispetto alla giornata particolarmente afosa.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, al vaglio dei carabinieri di Pontremoli, intorno alle 17 due bimbi di sei anni hanno accusato malori mentre stavano facendo il bagno, molto probabilmente per una congestione. Ad accorgersi di quanto stava accadendo sono stati i genitori degli altri bimbi, che si sono buttati in acqua per riportare a bordo vasca i due piccoli mentre altri partecipanti alla festicciola hanno chiamato i soccorsi: a preoccupare in particolare erano le condizioni di uno, rimasto più a lungo sott’acqua. Ha ingerito molta acqua: pur cosciente, la situazione si è presentata piuttosto grave al medico del 118 che ha chiesto l’intervento per velocizzare il soccorso. Per uno dei due bambini è stato poi deciso il trasferimento al Meyer.

Il bambino di 6 anni ricoverato al Meyer di Firenze è in prognosi riservata e in serata dal pronto soccorso dell’ospedale pediatrico fiorentino è stato trasferito in un reparto di degenza. Le condizioni sono considerate dai medici stabili. Sotto osservazione, sempre per le conseguenze del malore in acqua e del principio di annegamento, anche l’altro bambino, che invece è stato ricoverato al Noa di Massa.

    

The post DUE BIMBI RISCHIANO ANNEGAMENTO DURANTE FESTA DI COMPLEANNO appeared first on Controradio.

DUE BIMBI RISCHIANO ANNEGAMENTO DURANTE FESTA DI COMPLEANNO

piscinaLa festa di compleanno in una villetta della Lunigiana ha rischiato di finire in tragedia: due bambini di 6 anni, abitanti a Carrara, hanno rischiato di annegare nella piscina.

Un piccolo è stato trasportato in elicottero all’ospedale Meyer di Firenze, l’altro all’ospedale delle Apuane a Marina di Massa. Secondo prime informazioni entrambi non sarebbero in pericolo di vita. I soccorsi sono scattati oggi in una villetta di Canova, frazione di Aulla (Massa Carrara) dove era in corso una festa di compleanno di un bambino: fra le attrazioni della giornata proprio la piscina, dove i bambini hanno fatto il bagno trovando refrigerio rispetto alla giornata particolarmente afosa.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, al vaglio dei carabinieri di Pontremoli, intorno alle 17 due bimbi di sei anni hanno accusato malori mentre stavano facendo il bagno, molto probabilmente per una congestione. Ad accorgersi di quanto stava accadendo sono stati i genitori degli altri bimbi, che si sono buttati in acqua per riportare a bordo vasca i due piccoli mentre altri partecipanti alla festicciola hanno chiamato i soccorsi: a preoccupare in particolare erano le condizioni di uno, rimasto più a lungo sott’acqua. Ha ingerito molta acqua: pur cosciente, la situazione si è presentata piuttosto grave al medico del 118 che ha chiesto l’intervento per velocizzare il soccorso. Per uno dei due bambini è stato poi deciso il trasferimento al Meyer.

Il bambino di 6 anni ricoverato al Meyer di Firenze è in prognosi riservata e in serata dal pronto soccorso dell’ospedale pediatrico fiorentino è stato trasferito in un reparto di degenza. Le condizioni sono considerate dai medici stabili. Sotto osservazione, sempre per le conseguenze del malore in acqua e del principio di annegamento, anche l’altro bambino, che invece è stato ricoverato al Noa di Massa.

    

The post DUE BIMBI RISCHIANO ANNEGAMENTO DURANTE FESTA DI COMPLEANNO appeared first on Controradio.

VIOLENZE CC LUNIGIANA: “NON TOLLERABILI MEZZI UTILIZZATI”

violenze lunigiana, giubilaroIl procuratore capo di Massa Carrara, Aldo Giubilaro: usatio “mezzi fuori dalla legge e, cosa ancor più grave, se usati da chi la legge deve farla rispettare”

Quanto successo in alcune stazioni dei carabinieri della Lunigiana non sarebbe dovuto
tanto a un problema di razzismo quanto al fatto che qualcuno avrebbe esagerato nel pensare alle proprie funzioni. Il procuratore capo di Massa Carrara, Aldo Giubilaro, titolare dell’inchiesta con il sostituto Alessia Iacopini, sembra convinto che il comportamento degli 8 carabinieri in servizio in Lunigiana, per i quali il gip ha emesso misure cautelari (una trentina sono gli indagati), sia iniziato con “motivazioni che in partenza potevano avere anche una logica, ossia l’obiettivo dell’ordine pubblico. Quello che proprio non poteva andare, non poteva essere tollerato, sono i mezzi usati per ottenere l’ordine, mezzi fuori dalla legge e, cosa ancor più grave, se usati da chi la legge deve farla rispettare”.
Per spiegare ancora meglio il procuratore fa un esempio: “è un po’ come quel padre che per correggere il figlio lo riempie di botte”, aggiunge Giubilaro ricordando comunque “di non sapere cosa possa averli spinti nel superare certi limiti. Non sono nella loro testa”.
Per domani è fissato l’interrogatorio di garanzia, davanti al gip Ermanno De Mattia, del brigadiere che era in servizio nella caserma di Aulla e da due giorni è rinchiuso nel carcere di La Spezia. E’ l’unico tra gli otto che ha avuto la misura di custodia cautelare in carcere: tre sono ai domiciliari e gli altri quattro hanno il divieto di dimora in Toscana. Per nessuno di loro il gip ha ancora fissato l’interrogatorio. I reati contestati, a vario titolo, sono falso, abuso d’ufficio, violenza sessuale, lesioni e sequestro di persona.

The post VIOLENZE CC LUNIGIANA: “NON TOLLERABILI MEZZI UTILIZZATI” appeared first on Controradio.

MASSA, CARABINIERI ALLA SBARRA: 104 CAPI D’IMPUTAZIONE

carabinieri

Decine i fatti contestati a carabinieri della stazione di Aulla in Lunigiana indagati, tra cui  violenza sessuale e sequestro di persona. Stupore e incredulità ad Aulla. Parlamentare Nardi (Pd) annuncia interrogazione a Ministero dell’Interno.

Verte su 104 capi d’imputazione l’ordinanza (di oltre 200 pagine) emessa dal gip sull’inchiesta della procura di Massa Carrara relativa ad attività nelle stazioni dell’Arma in Lunigiana. Alcune decine i fatti trattati dall’inchiesta. Secondo quanto appreso sono contestati, a vario titolo, i reati di lesioni (alcuni episodi), falso in atti, abuso d’ufficio, rifiuto di denuncia, sequestro di persona, violenza sessuale, possesso di armi (sarebbero i coltelli trovati in casa agli indagati). Il gip ravvisa i pericoli di reiterazione e di inquinamento delle prove tra i motivi di esigenza cautelare. I falsi riguarderebbero anche i verbali su attività e interventi dell’Arma nel territorio. Inoltre, secondo quanto appreso, sarebbe contestato un solo episodio di violenza sessuale e uno solo di sequestro di persona (una persona trattenuta in camera di sicurezza).

Stanno lavorando ‘a scartamento ridotto’, praticamente decimate, le stazioni dei carabinieri della Lunigiana colpite dall’inchiesta. In particolare si è ridotta di molto, in queste ore, l’attività della stazione di Aulla, che ha tutto il personale indagato, una ventina di carabinieri. Il maresciallo comandante di stazione è stato sospeso dal servizio e da stasera a mezzanotte deve allontanarsi dalla provincia. Inoltre, un brigadiere di Aulla è stato arrestato in carcere e altri cinque militari della stessa stazione, con vari gradi, sono stati colpiti o dagli arresti domiciliari (sono tre) o, come il loro comandante, dal divieto di dimora (altri due). L’ottava misura cautelare, un altro divieto di dimora nella provincia apuana, è scattata per un militare della stazione di Albiano Magra.

Incredulità tra i residenti di Aulla (Massa Carrara). Nessuno si espone in commenti ma lo stupore è tanto. Proprio ad Aulla, lo scorso 11 marzo, alcuni giorni dopo la pubblicazione di notizie in merito agli accertamenti della procura sui militari, era stata promossa una manifestazione di solidarietà: decine di persone, complice anche il passaggio dal mercato settimanale, vi avevano partecipato. E sembra che qualcuno stia pensando a organizzare un’altra manifestazione di solidarietà dopo gli arresti di oggi.

In occasione dell’iniziativa dell’11 marzo, svoltasi nella piazza del Comune ad Aulla, erano stati distribuiti volantini di vicinanza all’Arma dando anche la possibilità ai passanti di lasciare un messaggio di solidarietà per i carabinieri, scrivendo un biglietto da inserire in una teca. “La Procura sta mal interpretando la realtà della strada – si leggeva su un volantino – penalizzando l’esecuzione della nostra sicurezza”. “Conosciamo bene quei ragazzi in divisa – avevano spiegato alcuni nella piazza – e conosciamo anche coloro che li hanno accusati, sono quelli da cui ci proteggevano”. Durante la manifestazione era stata fatta suonare anche una sirena simile a quella delle auto dei carabinieri in servizio, seguita da un lungo applauso e dal grido “Viva i nostri carabinieri”.

Un’interrogazione al ministero dell’Interno è stata annunciata dalla parlamentare del Pd Marina Nardi. “In riferimento a quanto appreso dai mezzi di informazione – afferma in una nota – sull’inchiesta comunico il mio tempestivo intervento con un’interrogazione al ministero dell’Interno per comprendere meglio l’accaduto che da quanto riportato nelle cronache sembra increscioso e preoccupante”.

“Confidiamo molto nella possibilità di dimostrare l’estraneità ai fatti contestati” dei carabinieri della Lunigiana indagati dalla procura di Massa Carrara, “ci stiamo muovendo fin da subito per far revocare queste misure, che riteniamo eccessive, fuori luogo, fuori contesto, immotivate” dice  invece l’avvocato Gianpaolo Carabelli di Aulla, uno dei difensori dei militari indagati. “I miei assistiti sostengono di non aver commesso nessun reato”, aggiunge il difensore, che sta valutando di proporre al tribunale di Genova, competente, “il riesame” sul provvedimento del gip dopo aver “esaminato le singole posizioni” degli
indagati. “Tre mesi fa questi carabinieri vennero a conoscenza, con le perquisizioni, di essere sotto inchiesta. Ma hanno continuato a lavorare, a rimanere in servizio, a svolgere le loro funzioni – fa notare l’avvocato Carabelli – Francamente è incomprensibile perché sia diventata necessaria oggi, il 14 giugno, l’esigenza di misure cautelari, mi sembra difficilmente sostenibile adesso”.

The post MASSA, CARABINIERI ALLA SBARRA: 104 CAPI D’IMPUTAZIONE appeared first on Controradio.