Nuova scoperta Alzheimer: pisano tra autori della ricerca

Nuova scoperta Alzheimer: pisano tra autori della ricerca

La ricerca apre la strada allo sviluppo di nuovi farmaci per la cura dell’Alzheimer. Scoperto ruolo chiave della proteina Tau. Tra l’equipe dei ricercatori compare un pisano, ex allievo della scuola medica pisana: Bernardino Ghetti.

Lo studio sull’Alzheimer appena pubblicato su “Nature” sul ruolo della proteina Tau, che apre scenari per nuovi farmaci per la cura della malattia, parla un po’ pisano. Nell’equipe di medici oltreoceano autori della più recente scoperta sulla demenza degenerativa c’è anche un ex allievo della Scuola medica pisana. Si tratta del professor Bernardino Ghetti, 76 anni, che vive adesso negli Stati Uniti, dove è professore all’Indiana University e dove ha fondato l’Indiana Alzheimer Disease Center.
Ricorda il professor Ghetti: “Gli anni di studio a Pisa hanno plasmato le fondamenta della mia cultura medica e mi hanno dato l’ispirazione allo studio delle malattie neuropsichiatriche. Le lezioni di neuroanatomia di Lorenzo Pera, di neurofisiologia di Giuseppe Moruzzi, di neuropsichiatria di Pietro Sarteschi sono scolpite nella memoria e hanno lasciato un’impronta indelebile nella mia formazione”.
Continua: “La preparazione della tesi in neurofarmacologia sperimentale con la guida di Giovanni Cassano mi fece capire il significato interiore della mia vocazione per la ricerca”.
Il professor Ghetti è stato quasi un antesignano dei più moderni “cervelli in fuga”.
“Con rammarico penso ai maestri e amici che ho lasciato, quando ancora speravo che sarei potuto tornare – continua il professore – Il peso della separazione dalla famiglia dell’Ateneo pisano e dalla mia famiglia sono state ripagate dalla effimera gioia data dallo scoprire malattie sconosciute del cervello umano”.
“Durante i 47 anni dalla mia partenza da Pisa, sono spesso tornato, rimanendo in contatto con i miei maestri e con colleghi, che, a loro volta, sono divenuti maestri per una nuova generazione. Ho avuto il privilegio di essere accolto per lezioni, seminari, e discussioni scientifiche con colleghi vecchi e nuovi. In questo modo, ho, in parte, potuto appagare il desiderio di esprimere la mia gratitudine all’Alma Mater, condividendo con studenti e studiosi Pisani ciò che ho appreso, lavorando e studiando al di là dell’oceano”.
Conclude il professore: “con rammarico penso ai maestri e amici che ho lasciato, quando ancora speravo che sarei potuto tornare. Il peso della separazione è stato però ripagato dalla effimera gioia data dallo scoprire malattie sconosciute del cervello umano”.

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