ISOLA D’ELBA, TARTARUGA MARINA NIDIFICA TRA OMBRELLONI

Tartaruga marina

Sorpresa per i bagnanti di uno stabilimento di Marina di Campo all’isola d’Elba: scoperto un “nido” di Caretta caretta. Per gli esperti potrebbe essere un evento eccezionale.

La stagione turistica, complice afa e sole che persistono già da settimane, è già cominciata e la prima sorpresa estiva per i bagnanti di uno stabilimento balneare di Marina di Campo (Livorno), all’isola d’Elba, è avere scoperto sulla spiaggia, non lontano dalla battigia il luogo scelto da una tartaruga Caretta caretta per deporre le sue uova. Un evento straordinario che, secondo gli esperti, potrebbe rappresentare una novità eccezionale nel monitoraggio della specie.

Tartaruga marina

Ad accorgersi dell’animale è stato, la scorsa notte, il guardiano notturno dello stabilimento balneare, che ha avvisato subito il proprietario. Alle prime ore del giorno, invece il bagnino appena entrato in servizio ha trovato una grossa buca a qualche metro di distanza dalla battigia. Sul posto sono stati chiamati gli esperti dell’Acquario dell’Elba, che si trova proprio a Marina di Campo, sul versante occidentale dell’isola, e della guardia costiera che hanno trovato anche il primo uovo deposto dalla tartaruga, di fatto in mezzo agli ombrelloni. Il “nido” è stato transennato per tutelare la nidificazione e l’attività balneare è ripresa regolarmente.

Tartaruga marina

Proprio lo scorso 11 maggio due esemplari di tartaruga marina Caretta Caretta, rimasti intrappolati in reti di posta a Livorno e Vada, erano stati recuperati ieri dall’Arpat che li ha trasferiti all’acquario di Livorno, nelle vasche di cura per poterne valutare lo stato di salute.  A segnalare la presenza delle tartarughe all’Arpat erano stati gli stessi pescatori.

La tartaruga Caretta caretta, o tartaruga comune, è la tartaruga marina più comune dei nostri mari. Trascorrono la maggior parte della loro vita in mare aperto tornando di tanto in tanto in superficie per respirare in quanto dotate di polmoni ma in grado di apnee lunghissime. Come tutti i rettili sono a sangue freddo e ciò li porta a prediligere temperate. In acqua possono raggiungere velocità superiori ai 35 km/h e si nutrono solitamente di molluschi, crostacei, gasteropodi, echinodermi, pesci e meduse. Purtroppo nei loro stomaci è possibile trovare anche tappi e buste di plastica, ami scambiati per pesci, reti e fili scambiati per alghe oltre a scarti dei rifiuti umani. Questa specie, nonostante sia la più comune nel Mare Nostrum, è fortemente minacciata in tutto il Mediterraneo e al limite dell’estinzione nelle acque italiane.

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