Prato veste “Il Trono di Spade”

Prato veste “Il Trono di Spade”

La Gori Tessuti conquista Hollywood e veste “Il Trono di Spade”, ma non solo. Ordini per: Pirati dei Caraibi, Sherlock Holmes, Marco Polo, La Bella e la bestia, Il Gladiatore e Le Crociate.

La Gori Tessuti, storica azienda di Prato con sede a Calenzano, veste fin dal 2011 gli attori della famosa serie televisiva americana targata HBO, mandata in onda da Sky.

Fabio Gori, figlio del collezionista Giuliano, commenta i rapporti con i costumisti de Il Trono di Spade: “Ormai è una collaborazione che va avanti da tanti anni. Siamo stati avvicinati cinque anni fa, il passaparola funziona moltissimo nel mondo del cinema e della tv”.

E aggiunge: “Le stoffe vengono ordinate per vestire un singolo personaggio oppure più gruppi di attori. Nell’ultimo ordine compaiono anche tessuti da tappezzeria. Spediamo generalmente nel Regno Unito o nei paesi dell’Est Europa dove vengono confezionati gli abiti di scena”.

Come ricorda un articolo de Il Tirreno, in questi anni circa 20.000 metri di tessuto sono volati sui vari set del “Trono di Spade” allestiti di volta in volta in Scozia, Marocco, Malta, Irlanda e Islanda, Croazia e Andalusia.

Mentre sta andando in onda in queste settimane la settima stagione, gli ultimi tessuti imballati sono invece destinati all’ottava, con destinazione Belfast, Irlanda del Nord. Ordinati tessuti leggeri e palpabili, come la seta, il lino e il cotone. Si declinano nelle tonalità del marrone, verde e grigio: i colori della guerra e dell’inverno. D’altronde, la frase tormentone della serie è proprio “the winter is coming“.

Come si legge in un articolo de La Nazione, lo sbarco ad Hollywood “iniziò nel 2001 con la vittoria dell’Oscar de Il Gladiatore. Poi una serie di premi e riconoscimenti con pellicole di successo, come Anna Karenina, Robin Hood, la serie de I Pirati dei Caraibi, ma anche soddisfazioni di altro tipo, come l’utilizzo di una portantina cinese in legno per l’allestimento della mostra La Via della Seta“.

“Le nostre porte sono aperte e gli artisti si sentono liberi di esprimere la loro creatività direttamente in azienda o di trovare oggetti non reperibili nelle catene commerciali fa la differenza”, conclude Gori.

Costumisti di Hollywood arrivano in Italia, passano ore nei magazzini Gori di Calenzano per scegliere con cura oggetti e tessuti. I capannoni diventano un universo fatto di migliaia di oggetti e tessuti diversi, in cui è possibile immaginarsi ogni piccolo dettaglio della futura realizzazione.

Questo anche grazie all’impegno e alla passione della famiglia Gori: oggetti e tessuti sono selezionati direttamente da Fabio, Paolo e Tommaso Gori durante i loro viaggi in oriente, a caccia di particolarità e oggetti di loro gusto.

Come racconta Tommaso Gori:  “E’ una esperienza incredibile assistere al processo creativo di questi grandi personaggi. Vengono in azienda, stanno anche una giornata immerse fra tessuti e oggettistica, poi ritagliano campioni e tornano in patria, per effettuare le prove pratiche. E’ stato incredibile notare che un nostro tappeto di pelle è diventato, per esempio, l’armatura dei crociati nel film Le Crociate”.

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Sindaci Piana scrivono a prefetture : ‘contrastare abbandono rifiuti’

Sindaci Piana scrivono a prefetture :  ‘contrastare abbandono rifiuti’

Lo hanno chiesto, all’incontro che si è tenuto a Firenze tra le prefetture di Firenze, Prato e Pistoia e i comuni dell’area vasta dedicato
all’abbandono e al traffico irregolare di rifiuti sul territorio, il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, di Calenzano, Alessio Biagioli, e l’assessore all’Ambiente del Comune di Signa, Federico La
Placa.

“Maggiore sforzo nel contrasto all’abbandono dei rifiuti e al traffico di rifiuti speciali, nella stragrande maggioranza dei casi provenienti dal pratese, e
dispersi o smaltiti irregolarmente nei nostri territori, fenomeno che carica le nostre comunità di maggiori costi e che scoraggia l’affermazione delle buone pratiche. Lo hanno chiesto, all’incontro che si è tenuto a Firenze tra le prefetture di Firenze, Prato e Pistoia e i comuni dell’area vasta dedicato
all’abbandono e al traffico irregolare di rifiuti sul territorio, il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, di Calenzano, Alessio Biagioli, e l’assessore all’Ambiente del Comune di Signa, Federico La
Placa. “È altresì importante che venga posta la dovuta attenzione all’individuazione dell’origine dei rifiuti, anche perché l’attività repressiva e di controllo, per quanto importante, non può essere efficace se il traffico non viene stroncato alla fonte – hanno detto ancora gli amministratori della Piana – È fondamentale essere riusciti ad aprire un confronto con tutta l’area vasta Firenze-Prato-Pistoia, poiché il problema non riguarda soltanto i singoli comuni e la soluzione non può che nascere dal coordinamento e dal lavoro collettivo tra i diversi enti coinvolti”. (ANSA).

Y2G-FBB
27-LUG-17 17:24 NNNN

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DON MILANI, BETORI: “NESSUN PROCESSO CANONICO FINCHE’ CI SONO IO”

cardinale giuseppe betori milani

“Non credo alla santità di don Milani e non ci farò un santuario a Barbiana” ha detto il card. Betori sulla figura del prete degli ‘ultimi': “si è speso per i poveri e non si è mai sentito escluso dalla Chiesa perciò non c’è niente da riparare.”

Per don Lorenzo Milani non ci sarà alcun “processo canonico. Assolutamente no, almeno fino a quando ci sarò io. Dopo non tocca a me dirlo… ma io non credo alla santità di don Lorenzo: qui non ci farò un santuario”. Lo ha detto l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, al termine della visita di Papa Francesco a Barbiana.

“A Barbiana mi aspetto che non cambi nulla”, ha aggiunto Betori ricordando che già ora la piccola chiesa di don Lorenzo è meta di oltre 10 mila persone l’anno, moltissimi studenti, e soffermandosi a lungo sulle parole del Papa che ha richiamato la fedeltà di don Milani alla Chiesa. “La giornata di oggi porta luce ulteriore sulla figura di don Lorenzo” e nella chiesa fiorentina, “e spero che questa nostra chiesa sia capace di riprendere in mano pagine difficili. Una chiesa – ha concluso il cardinale – mai rifiutata da questo suo figlio”.

“Io credo poco a riabilitazioni postume. Don Milani non si è mai sentito escluso dalla Chiesa, ha sempre rivendicato di starci dentro” ha aggiunto il cardinale Betori, ricordando che don Lorenzo “non appartiene alla contestazione ecclesiastica, è stato utilizzato da questa, come don Mazzolari, ma non e’ mai stato in contrapposizione. E per questo non c’è niente da riparare. Nella Chiesa ci si sta, soffrendo ma anche godendo e oggi abbiamo goduto”. La giornata di oggi “riporta luce sulla Chiesa fiorentina che, mi auguro, sarà capace di riprendere in mano pagine ancora difficili da recuperare, comprendere bene nella specificità delle situazioni” ha proseguito l’arcivescovo di Firenze, ribadendo che questa Chiesa “non ebbe un facile rapporto con suo figlio, ma mai fu da lui rifiutata, da un sacerdote che con il suo essere maestro ed educatore fu sacerdote fino in fondo, che visse la sua missione di riscatto degli ultimi”.

Per un verso oggi, con la visita di Papa Francesco, “si chiude il percorso di recupero della dimensione ecclesiale di don Milani, iniziato con il cardinale Silvano Piovanelli – ha spiegato ancora Betori, che al suo fianco aveva i rappresentanti degli allievi di don Lorenzo, di Calenzano e di Barbiana e il sindaco di Vicchio, Roberto Izzo – ma ora abbiamo un compito nuovo, che è capire le ragioni per cui era stato ostacolato, ragioni che vanno rimosse, e questo è il compito della Chiesa Anche per questo nel prossimo mese di ottobre organizzeremo un convegno su ‘Esperienze pastorali”.

L’arcivescovo si è detto convinto che don Milani sarebbe stato lo stesso anche in una parrocchia del centro di Firenze, come “San Lorenzo. Credo sarebbe stato se stesso anche lì. Barbiana non era Scampia: qui c’era tutto da fare anche per la dignità, e io ammiro la sua fede assoluta, senza la quale non si spiega niente: ha vissuto il suo sacerdozio spendendosi totalmente per i più poveri”.

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