RUBANO MACCHINE DA CUCIRE: DUE ARRESTATI A PRATO

Macchine da Cucine Prato gang rapina netturbino

Sorpresi a rubare macchine da cucire professionali da un ditta, tra l’altro sottoposta a sequestro, due uomini di origine cinese sono stati arrestati la notte scorsa da polizia e carabinieri mentre un terzo orientale è riuscito a scappare.

In carcere sono finiti un 34enne, immigrato irregolare in Italia, e un 43enne, già conosciuto alle forze dell’ordine. I due sono stati sorpresi dalla polizia intorno alle 2.30 in via del Romito: gli agenti si sono insospettiti per un’auto Volkswagen Touran con alla guida il 34enne mentre l’altro arrestato era fuori dall’abitacolo, nelle vicinanze, come a fare da palo.

La polizia ha poi notato l’uomo di origine cinese  che è riuscito a scappare mentre caricava sulla stessa auto le macchine da cucire. All’intervento degli agenti quest’ultimo è riuscito a fuggire, non così i due connazionali, uno dei quali bloccato dai carabinieri trovatisi a passare in zona.

In totale, secondo quanto spiegato, i tre erano già riusciti a rubare 15 macchine da cucire oltre a un tavolo da taglio per tessuto e carta modello, tutto materiale portato via da un ditta dove erano entrati forzando una finestra. La vettura su cui stavano caricando la merce è risultata anch’essa rubata, lo scorso 26 gennaio, a un cittadino cinese.

 

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ROGO AL QUINTO PIANO DI UNA PALAZZINA: DUE FERITI

Quinto

Scandicci, fiamme in appartamento, l’allarme è sattato intorno alle 23.15 quando il rogo scoppiato al quinto piano di un palazzo, ha coinvolto due persone che riversano in condizioni non gravi, evacuati tutti i residenti.

Secondo le prime informazioni, una prima persona è riuscita a uscire dalla casa mentre l’altra è stato trovato dai vigili del fuoco all’interno.

I due sono stati trasferiti con le ambulanze al pronto soccorso: il primo all’ospedale di Torregalli, il secondo a quello di Careggi. Le loro condizioni non sarebbero gravi.

I vigili del fuoco arrivati sul posto hanno fatto evacuare per precauzione il palazzo di sei piani, e hanno spento le fiamme. Ancora ignote le cause del rogo. Sul posto anche il 118 e i carabinieri. Ora sono in corso le verifiche di stabilità e agibilità degli appartamenti.

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ISOLA D’ELBA, COLTELLATE FRA COMMERCIANTI: 2 GRAVI

ColtellateA Lacona, Isola d’Elba, una lite scoppiata la scorsa sera tra due gestori di rivendite alimentari, è finita a coltellate: feriti gravi. Sull’episodio indagano i carabinieri.

Secondo quanto si è appreso il litigio scoppiato ieri sera tra due gestori di rivendite alimentari a Lacona, è iniziato tra due donne e ha poi coinvolto il marito di una delle due e il datore di lavoro dell’altra.

Erano circa le 20 di giovedì 6 luglio quando sono cominciate a volare parole grosse tra le due donne che gestiscono i chioschi che si trovano uno di fronte all’altro al Bivio di Lacona, parole che poi sono sfociate nei fatti. Le due si sono azzuffate e questo ha provocato l’intervento del marito di una delle due , un 33enne di Porto Azzurro, che ha cercato di dividerle. L’altra a qual punto ha chiamato il datore di lavoro, 41 enne, residente a Portoferraio, che è arrivato subito dopo, ed ha cominciato a litigare con il marito dell’altra donna.

La dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti, ma quel che è certo è che all’improvviso sono spuntanti i coltelli e i due uomini si sono reciprocamente feriti all’addome. I due uomini avrebbero riportato entrambi delle ferite all’addome piuttosto gravi, anche se non correrebbero pericolo di vita.  Sono stati trasportati all’ospedale di Portoferraio dove uno rimasto in osservazione, mentre l’altro è stato trasportato all’ospedale di Cisanello, entrambi sottoposti ad esami per verificare eventuali complicazioni. E intorno a mezzogiorno  di oggi anche il secondo accoltellato è stato trasportato all’ospedale di Pisa dopo che dagli accertamenti diagnostici  è emerso che sono stati interessati alcuni organi interni.  Sull’episodio indagano i carabinieri di Portoferraio.

 

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AREZZO, MIGRANTI TRASFERITI DOPO POLEMICHE

Rivolta Migranti Castiglion fiorentino

Le polemiche sul centro di accoglienza di Badia Agnano nell’aretino era scoppiate a seguito atti osceni che sarebbero stati consumati da due ospiti della struttura, ora indagati. I 16 migranti trasferiti a Rigutino, a loro posto ne arrivano 18.

Trasferimento questa mattina a Rigutino nel comune di Arezzo per i 16 migranti accolti fino a ieri in una struttura di Badia Agnano nel comune di Bucine. Tra di loro anche i due giovani che, una settimana fa, sarebbero stati visti da due bambine (che poi hanno riferito tutto ai genitori) mimare o consumare un atto sessuale. I due sono stati indagati dai carabinieri.

I 16 migranti di Badia Agnano sono partiti questa mattina e al loro posto la prefettura di Arezzo ha inviato 18 richiedenti asilo che da oggi sono sistemati nella struttura che può ospitare fino a 24 persone. I nuovi arrivati provengono tutti dal Corno d’Africa. Lo spostamento, avvenuto mentre i carabinieri stanno indagando su quanto sarebbe successo, è stato deciso dalla prefettura per motivi di opportunità, ma la decisione ha di nuovo generato malumori in paese anche se questa volta di origine diversa.

“Alcuni ragazzi – spiega Massimiliano Guazzini, residente nel paese – si erano ben integrati e due di loro avrebbero presto sostenuto un provino con la squadra di calcio locale che milita nel campionato di seconda categoria mentre altri erano destinati a lavorare”. La vicenda è tenuta sotto osservazione dal sindaco di Bucine Pietro Tanzini che è fin dall’inizio ha cercato di mediare tra le esigenze della piccola comunità e le richieste governative di accogliere un certo numero di profughi.

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FIRENZE, PICCHIA LA MOGLIE INCINTA: UOMO IN ARRESTO

Firenze moglie picchiava e abusava moglie

Il 32enne di Fucecchio (Fi), già noto alle forze dell’ordine, ha picchiato, strattonato e minacciato la moglie incinta di 7 mesi. Ora è stato arrestato e la donna ricoverata.

Sembrerebbe una questione di gelosia quella che ha spinto, questa notte, il 32enne a picchiare la moglie incinta di 7 mesi. L’uomo, un 32enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia dai carabinieri. La donna, soccorsa dai sanitari del 118, è stata portata al pronto soccorso per accertamenti, dai quali non sarebbe emerso nulla di grave né per lei né per il feto.

Per due volte i militari sono intervenuti nell’abitazione della coppia  per due volte nel giro di quattro ore. Una prima volta, intorno alle 2 la donna li aveva chiamati dicendo di essere stata minacciata dal marito, si sono poi allontanati dopo aver riportato il 32enne alla calma. Intorno alle 4 del mattino tuttavia l’uomo, che era uscito di casa, è tornato e ha aggredito la moglie, minacciandola di morte e picchiandola. Neppure due ore dopo, nuova chiamata – stavolta però a causa delle percosse – e secondo intervento delle forze dell’ordine.

Concluso con l’arresto del marito violento. L’uomo – ha in seguito spiegato ai carabinieri sua moglie, coetanea e anch’essa italiana – l’avrebbe già aggredita altre volte in passato. Verbalmente e non solo. Anche davanti a uno dei due figli minori della coppia, 10 anni. Fino a ieri sera, però, non l’aveva mai denunciato. Ogni anno sono centinaia le donne che subiscono violenze e abusi nella propria abitazione. Un indagine istat ha rilevato che il 31,5% delle 16-70enne ( 6 milioni) ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

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