Volontariato: un ponte tra carcere e città

Volontariato: un ponte tra carcere e città

L’associazione Pantagruel onlus porta avanti il progetto di formazione per l’anno 2017, che vuole essere un momento di formazione di nuovi e vecchi volontari per sviluppare un sentire comune basato sulla collaborazione.

Da anni l’associazione di volontariato Pantagruel opera nel carcere di Sollicciano e promuove e gestisce progetti all’interno e all’esterno del carcere per il reinserimento nella società dei detenuti e detenute.

L’idea di mettere in opera corsi di formazione parte dalla necessità di creare uno stretto collegamento tra volontari con esperienza e le persone che vorrebbero aprirsi a questo tipo di attività. Questo consentirebbe di valorizzare le competenze presenti, nel quadro dell’applicazione del metodo dell’educazione tra pari.

Si prevede che alle lezioni frontali, della durata di 30’ minuti, potrà seguire una parte di rielaborazione, analisi critica, effettuata in piccoli gruppi, al fine di allargare la dimensione progettuale. La struttura del percorso sarà più centrata su una didattica attiva (simulazioni colloqui; gioco di ruolo su situazioni che si possono incontrare; giochi fra gruppi) puntando molto a far emergere il sapere essere.

Le competenze in uscita saranno non solo di tipo informativo, ma molto anche di tipo emotivo ed affettivo. Sarebbe molto importante che nascesse un gruppo di nuovi volontari dove fosse centrale la conoscenza di sé e degli altri. Per questo, un modulo chiave verrà gestito  da una psicoterapeuta con la quale si affronterà il tema della solitudine del volontario e del suo saper ascoltare.

Programma:

1° incontro – lunedì  2/10/2017 Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21 Firenze ore 19.00-21.00. Introduzione del presidente Salvatore Tassinari  – presentazione dell’Associazione e presentazione del corso. In questo primo incontro verranno eventualmente creati i gruppi di lavoro ed assegnato un tutor (vecchio volontario di riferimento) per ognuno di questi.

2° incontro – lunedì 9/10/2017 Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21   ore 19.00-21.00. Saper ascoltare, sapersi ascoltare  – conduce la Psicoterapeuta Roberta BARSOTTI.

3° incontro – lunedì 16/10/2017 Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21   ore 19.00-21.00. Il Magistrato di Sorveglianza: una figura speciale  incontro con un Magistrato della  Sorveglianza di Firenze.

4° incontro – lunedì 23/10/2017 Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21   ore 19.00-21.00. La solitudine del volontario: acqua nel deserto – conduce la Psicoterapeuta Roberta BARSOTTI.

5°incontro – lunedì 6/11/2017 Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21   ore 19.00-21.00. Il compito di un servizio educativo – incontro con un educatore del carcere di Sollicciano.

6° incontro – lunedì 13/11/2017 Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21   ore 19.00-21.00. Che cosa è un carcere a custodia attenuata  incontro con Margherita MICHELINI, direttrice del carcere a custodia attenuata “Mario Gozzini”.

7 ° incontro – giovedì 16/11/2015 Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21 ore 19.00-21.00. Intervista aperta a chi l’ha vissuto  – incontro con Jacopo, Agnese, Desdemona.

8° incontro – lunedì 20/11/2017 Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21   ore 19.00-21.00. Il 41 bis: perché no  incontro con Giuliano CAPECCHI,  fondatore dell’Associazione Pantagruel e presidente dell’Associazione Liberarsi.

9° incontro – lunedì 27/11/2017 Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21 ore 19.00-21.00. Il volontariato fra carcere e città: facciamo il punto – Incontro con Saverio MIGLIORI della Fondazione Michelucci  e Chiara BABETTO dell’Associazione Antigone Toscana.

10°incontro – lunedì 4/12/2017 Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21   ore 19.00-21.00. Comunicare il carcere. L’esperienza del giornale Ristretti Orizzonti e de Lottava Onda – incontro con Ornella FAVERO, direttrice di Ristretti Orizzonti e presidente della Conferenza nazionale volontariato Giustizia, e Alberto MORINO, redattore de Lottava Onda, periodico dell’ottava sezione di Sollicciano.

11° incontro – lunedì 11/12/2017  Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21   ore 19.00-21.00. A che punto siamo con il reinserimento delle persone detenute – incontro con Barbara BOSI, UEPE – Ufficio di Esecuzione penale esterna.

12° incontro – sabato 16/12/2017  Biblioteca Oblate – via dell’Oriuolo, 24 ore 18.00-20.00. Presentazione del libro “Liberi dall’ergastolo” alla presenza dell’autore Nicola VALENTINO, e del libro “Fine pena ora” di Elvio FASSONE.

13° incontro – lunedì 18/12/2017   Centro comunitario Valdese – via Manzoni 21 ore 19.00-21.00. Il volontariato che siamo  conduce la Psicoterapeuta Roberta BARSOTTI.

L'articolo Volontariato: un ponte tra carcere e città proviene da www.controradio.it.

Hendel a Firenze servirebbe un nuovo carcere , altro che stadio…

Hendel a Firenze servirebbe un nuovo carcere , altro che stadio…

“Più che fare un nuovo stadio a Firenze ci sarebbe da fare un nuovo carcere. Ma i fratelli Della Valle non credo che avranno molto interesse in questo”. Lo ha detto, ironizzando, il comico Paolo Hendel al termine di una visita al carcere fiorentino di Sollicciano, insieme a una
delegazione di Radicali.

“Si sbaglia moltissimo a pensare che il carcere non riguardi tutti noi – ha aggiunto Hendel -. Ci si può capitare tutti nella vita e bisognerebbe fare di tutto perché in questi luoghi ci siano condizioni umane dignitose”. “Quando uno viene condannato al carcere la sentenza non prevede la tortura e la sofferenza”. ha concluso Hendel.

Intanto sono arrivati nel carcere di Sollicciano i 60 ventilatori forniti dalla Regione Toscana per
fare fronte al caldo torrido nel penitenziario ma non è possibile installarli senza il via libera dell’Asl e inoltre ne servirebbero almeno duecento per poterne installare almeno uno
per cella. E’ quanto lamentato oggi al termine di una visita dei Radicali all’istituto fiorentino, insieme al cappellano del carcere Don Vincenzo Russo, al comico Paolo Hendel, al
presidente della Camera penale di Firenze Eriberto Rosso, e al consigliere di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi. A guidare la delegazione radicale il segretario del partito Rita
Bernardini e Massimo Lensi dell’associazione Luca Coscioni.

“Sappiamo che i ventilatori della Regione sono arrivati – ha sottolineato Lensi – e sono già dentro il carcere ma non sono attivi. Adesso siamo in attesa che la Asl dia l’autorizzazione
per poterli usare e stili una graduatoria dei detenuti con problemi che ne hanno maggior bisogno di ventilazione. Abbiamo potuto constatare anche oggi che il caldo dentro il carcere è
veramente torrido. Qui manca tutto, e mi chiedo come sia possibile in questo modo recuperare la dignità delle persone, e dare un senso a strutture come questa”. Hendel ha auspicato che “questi benedetti ventilatori non glieli diano a dicembre perché sennò invece di risolvere il problema del caldo faranno venire il raffreddore ai detenuti. Ci sono delle condizioni di caldo spaventose dentro questo carcere che è tutto in cemento e completamente esposto al sole”.

L'articolo Hendel a Firenze servirebbe un nuovo carcere , altro che stadio… proviene da www.controradio.it.

Hendel a Firenze servirebbe un nuovo carcere , altro che stadio…

Hendel a Firenze servirebbe un nuovo carcere , altro che stadio…

“Più che fare un nuovo stadio a Firenze ci sarebbe da fare un nuovo carcere. Ma i fratelli Della Valle non credo che avranno molto interesse in questo”. Lo ha detto, ironizzando, il comico Paolo Hendel al termine di una visita al carcere fiorentino di Sollicciano, insieme a una
delegazione di Radicali.

“Si sbaglia moltissimo a pensare che il carcere non riguardi tutti noi – ha aggiunto Hendel -. Ci si può capitare tutti nella vita e bisognerebbe fare di tutto perché in questi luoghi ci siano condizioni umane dignitose”. “Quando uno viene condannato al carcere la sentenza non prevede la tortura e la sofferenza”. ha concluso Hendel.

Intanto sono arrivati nel carcere di Sollicciano i 60 ventilatori forniti dalla Regione Toscana per
fare fronte al caldo torrido nel penitenziario ma non è possibile installarli senza il via libera dell’Asl e inoltre ne servirebbero almeno duecento per poterne installare almeno uno
per cella. E’ quanto lamentato oggi al termine di una visita dei Radicali all’istituto fiorentino, insieme al cappellano del carcere Don Vincenzo Russo, al comico Paolo Hendel, al
presidente della Camera penale di Firenze Eriberto Rosso, e al consigliere di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi. A guidare la delegazione radicale il segretario del partito Rita
Bernardini e Massimo Lensi dell’associazione Luca Coscioni.

“Sappiamo che i ventilatori della Regione sono arrivati – ha sottolineato Lensi – e sono già dentro il carcere ma non sono attivi. Adesso siamo in attesa che la Asl dia l’autorizzazione
per poterli usare e stili una graduatoria dei detenuti con problemi che ne hanno maggior bisogno di ventilazione. Abbiamo potuto constatare anche oggi che il caldo dentro il carcere è
veramente torrido. Qui manca tutto, e mi chiedo come sia possibile in questo modo recuperare la dignità delle persone, e dare un senso a strutture come questa”. Hendel ha auspicato che “questi benedetti ventilatori non glieli diano a dicembre perché sennò invece di risolvere il problema del caldo faranno venire il raffreddore ai detenuti. Ci sono delle condizioni di caldo spaventose dentro questo carcere che è tutto in cemento e completamente esposto al sole”.

L'articolo Hendel a Firenze servirebbe un nuovo carcere , altro che stadio… proviene da www.controradio.it.

Carico di “Folletti” rubato, arrestati da Polstrada

Carico di “Folletti” rubato, arrestati da Polstrada

La Polizia Stradale di Firenze ha arrestato due uomini per furto di Folletti. Gli autori dei furti conoscevano bene il sistema di allarme della ditta di spedizioni in località Calenzano.

Aveva “ripulito”, con un complice, il furgone della ditta del fratello portando via un intero carico di aspirapolvere “Folletto”: adesso lui, un italiano 44enne che aveva lavorato nella ditta del fratello dalla quale era stato licenziato, ed il complice brasiliano di 24, sono stati arrestati dalla polizia stradale di Firenze.

Il carico di Folletti, pronti per la consegna, era su un furgone nel piazzale della ditta di Calenzano (Firenze), che opera nel settore delle spedizioni. Il colpo risale al gennaio scorso e gli autori conoscevano il sistema di allarme della ditta ed il posizionamento delle telecamere di sicurezza, grazie ai molti anni trascorsi dall’italiano alle dipendenze dell’azienda del fratello e che durante il furto era rimasto fuori in auto a fare da palo.

l complice aveva scavalcato il cancello: attento a non farsi riprendere dalle telecamere e con la testa coperta da un cappuccio aveva usato i guanti per aprire gli imballaggi dei “Folletti”.

Al proprietario della ditta non era rimasto altro che sporgere denuncia al Compartimento Polstrada della Toscana, consegnando i filmati registrati, dalle quali però non si riusciva a vedere la targa dell’auto usata dai ladri.

Ma i poliziotti l’hanno scoperta visionando altre immagini catturate dalle telecamere piazzate nelle zone limitrofe e a risalire ai due. Nel corso delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Ledda, gli agenti hanno perquisito i due, sequestrando i loro telefonini, nonché il giubbotto, i guanti, il coltello e il cappuccio usati dal brasiliano.

Le prove hanno consentito al gip Anna Liguori di disporre per ambedue le misure cautelari, che sono state eseguite dalla Polizia Stradale. Ora l’italiano si trova nel carcere di Sollicciano, mentre il brasiliano è ai domiciliari

L'articolo Carico di “Folletti” rubato, arrestati da Polstrada proviene da www.controradio.it.

Anarchici arrestati per attentati a Firenze, solo uno resta in carcere

Anarchici arrestati per attentati a Firenze, solo uno resta in carcere

Dei sei anarchici fermati a Firenze giovedì scorso nell’operazione per le indagini sull’ordigno rudimentale che ferì gravemente un artificiere della polizia il Capodanno scorso e per il lancio di molotov contro la caserma dei carabinieri di Rovezzano il 21 novembre scorso, ne rimane in carcere solo uno. Il gip oggi non ha infatti convalidato il fermo per gli altri cinque, non rilevando l’esistenza nei loro confronti di gravi indizi.

E’ terminato intorno alle 22 di ieri sera il presidio degli anarchici davanti al carcere di Sollicciano (Firenze). Il gruppo, alcune decine di persone, si è allontanato dopo aver scandito slogan in solidarietà verso i loro compagni  e dopo aver sostato nella serata davanti al penitenziario. Il gruppo è stato controllato a distanza dalle forze dell’ordine.

Due degli indagati, un uomo e una donna, sono rimasti molte ore sul tetto di un edificio occupato alle porte di Firenze, a Galluzzo, dove gli investigatori li avevano raggiunti giovedì per arrestarli; sono poi scesi nel pomeriggio e sono stati fermati anche loro. Le indagini che hanno portato all’arresto degli anarchici sono scattate un attimo dopo l’esplosione della bomba: l’attento sopralluogo della polizia scientifica, durato per quasi 24 ore, ha permesso di estrapolare un campione Dna, rivelatosi poi l’elemento essenziale che ha permesso agli investigatori della digos di chiudere il cerchio.

Il Dna, trovato su un frammento di scotch sul luogo dell’esplosione, appartiene a Salvatore Vespertino, 30 anni, nato a Nuoro ma gravitante a Firenze, considerato colui che ha materialmente costruito l’ordigno. Avrebbe agito insieme a Pierloreto Fallanica, 30 anni, presunto ispiratore dell’azione, Roberto Cropo, anche lui 30enne, Giovanni Ghezzi, 30 anni, e Nicola Almerigogna, 34 anni.

L’idea dell’attentato sarebbe maturata nel tempo diventando concreta nel corso di una “cena intima”, come viene definita dagli stessi indagati in un’intercettazione, avvenuta alcune settimane prima di Capodanno, il 7 dicembre scorso, a villa Panico, un edificio occupato dagli anarchici a Firenze.

Scopo dell’incontro, ipotizzano gli investigatori, sarebbe stato proprio il trasferimento di competenze nella costruzione di bombe, grazie alla consulenza di un anarchico torinese, Roberto Cropo, tra gli arrestati.

L'articolo Anarchici arrestati per attentati a Firenze, solo uno resta in carcere proviene da www.controradio.it.