Nate le prime 50 tartarughe caretta caretta all’Isola d’Elba

Nate le prime 50 tartarughe caretta caretta all’Isola d’Elba

Sono uscite poco prima delle 22 di ieri sera circa 50 tartarughe dal nido sulla spiaggia di Marina di Campo (Livorno) all’isola d’Elba. Le piccole di tartaruga marina hanno raggiunto il mare attraverso un corridoio predisposto sulla spiaggia dall’Osservatorio toscano per la biodiversità.

“Sono uscite le prime 50 tartarughine. Sanissime, bellissime, dolcissime. L’importante è che sia andato tutto bene. E ora aspettiamo le ritardatarie”, si legge sulla bacheca Facebook di
Yuri Tiberto, titolare dell’Acquario dell’Elba.
Nella notte del 20 di giugno scorso, tra gli ombrelloni degli stabilimenti balneari da Sergio e Paglicce Beach, era stata segnalata la presenza di un grosso esemplare di caretta caretta,
intenta a scavare una buca nell’arenile a meno di 10 metri dalla battigia. Un evento rarissimo a queste latitudini. Immediato è stato il sopralluogo del responsabile dell’Acquario dell’Elba, il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago, Giampiero Sammuri, il personale della delegazione di spiaggia della Capitaneria di Porto di Portoferraio e i gestori dei bagni
coinvolti, che si sono fatti carico della sorveglianza del nido fino alla schiusa delle uova, con l’aiuto dei volontari, coordinati da Legambiente arcipelago, per la sorveglianza notturna del nido. L’incubazione mediamente compresa tra i 45 ed i 60 giorni ha rispettato le previsioni visto che la nascita delle piccole tartarughe era attesa proprio nel mese di agosto.

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13-AGO-17 08:07 NNNN

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Consiglio Toscana approva mozione per difendere tartarughe marine

Consiglio Toscana approva mozione per difendere tartarughe marine

La mozione, approvata all’unanimità è stata presentata da ‘Sì Toscana a sinistra’ e prevede adeguato monitoraggio e tutela nidificazone tartaruga caretta caretta sulle spiagge toscane. Domani Osservatorio biodiversità, istituzioni e ambientalisti all’Isola d’Elba per presidio a tutela schiusa.

Le tartarughe marine hanno cominciato a nidificare sul litorale della Toscana, sulla spiaggia di Marina di Campo all’isola d’Elba e la schiusa delle uova è ormai imminente, per questo la Regione dovrà “attivare gli operatori professionisti di Tartamare per un adeguato monitoraggio e una adeguata tutela”. È quanto dispone una mozione di Sì Toscana a sinistra approvata oggi con voto unanime dal Consiglio regionale. La regione dovrà agire “attraverso l’osservatorio toscano della biodiversità e in coordinamento con
il parco nazionale dell’Arcipelago e il Comune di Campo nell’Elba”, a tutela della tartaruga Caretta Caretta, per fare in modo che la nidificazione vada a buon fine.

Secondo il capogruppo di Sì Toscana Tommaso, “si tratta di una emergenza che potrebbe rivelarsi una felice emergenza: una tartaruga marina di quasi cento chili ha deciso di andare a nidificare sulle coste dell’Elba, fatto assolutamente inconsueto, rarissimo. Bellissima notizia , ma al momento la
tartaruga è seguita solo da volontari. Stiamo parlando della nascita tra le settanta e le centocinquanta tartarughine”.

L’esemplare è “andato a nidificare in mezzo a due stabilimenti balneari, nel pieno della stagione”, come ha spiegato ancora Fattori. “La situazione è abbastanza delicata”. Di qui, l’urgenza di “attivare immediatamente l’osservatorio della biodiversità” e di ricorrere anche “all’intervento di professionisti formati e scientificamente preparati per gestire la fase della schiusa delle uova e dell’entrata in acqua”.Le tartarughe marine hanno cominciato a nidificare sul litorale della Toscana, sulla spiaggia di Marina di Campo all’isola d’Elba e la schiusa delle uova è ormai imminente, per questo la
Regione dovrà “attivare gli operatori professionisti di Tartamare per un adeguato monitoraggio e una adeguata tutela”.

È quanto dispone una mozione di Sì Toscana a sinistra approvata oggi con voto unanime dal Consiglio regionale. La regione dovrà agire “attraverso l’osservatorio toscano della biodiversità e in coordinamento con il parco nazionale dell’Arcipelago e il Comune di Campo nell’Elba”, a tutela della tartaruga Caretta Caretta, per fare in modo che la nidificazione vada a buon fine. Secondo il capogruppo di Sì Toscana Tommaso, “si tratta di una emergenza che potrebbe rivelarsi una felice emergenza: una tartaruga
marina di quasi cento chili ha deciso di andare a nidificare sulle coste dell’Elba, fatto assolutamente inconsueto, rarissimo. Bellissima notizia , ma al momento la tartaruga è seguita solo da volontari. Stiamo parlando della nascita tra le settanta e le centocinquanta tartarughine”.

L’Osservatorio Toscano per la Biodiversità sarà domani all’Isola Elba per presentare le informazioni tecniche utili a gestire la nascita di questi piccoli di tartaruga marina in un periodo estivo così critico dal punto di vista turistico. Con l’OTB ci saranno Arpat, l’Università di Siena, il Comune di Marina di Campo, le associazioni ambientaliste presenti sull’isola, la Capitaneria di Porto, il Parco nazionale dell’arcipelago e anche il gestore dello stabilimento balneare dove la tartaruga ha deposto le uova. L’OTB sta organizzando il presidio a tutela della schiusa e della nascita.

Perciò, grazie anche al contributo delle associazioni ambientaliste, ci saranno turni di volontariato con i quali sarà protetto il percorso delle tartarughine verso il mare. Si procederà anche al conteggio dei nati, al rilievo del nido e a intervenire con i propri Centri nel caso di piccoli in difficoltà. “E’ un evento straordinario di cui la Toscana ha il privilegio di tornare ad essere protagonista. Per questo il nostro Osservatorio per la Biodiversità ne seguirà passo passo l’evoluzione – commenta l’assessore Federica Fratoni -. La Regione è impegnata insieme agli altri soggetti coinvolti affinché l’avvenimento sia concluso positivamente. Sono certa che grazie all’impegno di tutti sarà possibile conciliare la schiusa delle uova con l’elevata affluenza turistica di questo periodo”.

Quando è prevista la nascita L’incubazione è variabile mediamente tra i 45 ed i 60 giorni. Quindi potremmo assistere alla nascita delle piccole tartarughe toscane (mediamente tra 70 e 100) nel mese di agosto. Raggiunto il mare i neonati si dirigeranno nelle acque più profonde per passare i primi anni della loro vita. Ma poche saranno quelle che riusciranno a raggiungere l’età adulta (15-25 anni) per poi riprodursi.

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ISOLA D’ELBA, LA TARTARUGA ‘CARETTA CARETTA’ TORNA A NIDIFICARE

 

Tartaruga

A Marina di Campo, Isola d’Elba, dopo il primo avvistamento del 20/6, è stato avvistato un altro esemplare di tartaruga ‘Caretta Caretta’ che cercava di nidificare. Spaventata dalle luci e dalle persone, purtroppo, è fuggita.

La tartaruga marina – chiamata ” Federica” in onore del guardiano degli stabilimenti balneari che l’ha avvistata per prima- che aveva nidificato all’alba del 20 giugno sulla spiaggia di Marina di Campo, all’Isola d’Elba -il sito più a nord conosciuto in Italia- è tornata sulla stessa spiaggia per un secondo tentativo di nidificazione. O almeno, dovrebbe essere la stessa del 20 giugno.

A raccontarlo è Legambiente: uno dei suoi volontari, la notte scorsa, ha trovato l’esemplare di  “Caretta caretta”, che già aveva superato la spiaggia e cercava di attraversare la striscia di asfalto della strada litoranea. Scossa dalle luci e dalle persone che, per fortuna dice la nota, l’hanno avvistata, la tartaruga , è tornata indietro ed è scomparsa in mare senza aver depositato le uova. Il tutto è durato meno di 10 minuti.

Nonostante il fallimento, si tratta di un avvistamento eccezionale che conferma la deposizione di 10 giorni. I volontari ora sperano che “Federica” ritorni sulla spiaggia di Marina di Campo. La tartaruga Caretta caretta, o tartaruga comune, è la tartaruga marina più comune dei nostri mari. Trascorrono la maggior parte della loro vita in mare aperto tornando di tanto in tanto in superficie per respirare in quanto dotate di polmoni ma in grado di apnee lunghissime.

Come tutti i rettili sono a sangue freddo e ciò li porta a prediligere temperate. In acqua possono raggiungere velocità superiori ai 35 km/h e si nutrono solitamente di molluschi, crostacei, gasteropodi, echinodermi, pesci e meduse. Purtroppo nei loro stomaci è possibile trovare anche tappi e buste di plastica, ami scambiati per pesci, reti e fili scambiati per alghe oltre a scarti dei rifiuti umani. Questa specie, nonostante sia la più comune nel Mare Nostrum, è fortemente minacciata in tutto il Mediterraneo e al limite dell’estinzione nelle acque italiane. Per questo la presenza di ” Federica” rappresenta un avvistamento eccezionale e Legambiente rafforzera i turni di sorveglianza almeno fino al 9 luglio e invitano chi dovesse avvistare una tartaruga a contattare immediatamente Legambiente.

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