Arezzo: riapre dormitorio Caritas

Arezzo: riapre dormitorio Caritas

“Dormitorio sarà fruibile da tutte le persone maggiorenni, senza fissa dimora, che stazionano nel territorio cittadino e provinciale”.

Riaprirà lunedì 4 dicembre e resterà a disposizione fino al giorno dopo Pasquetta, ovvero martedì 3 aprile il dormitorio di piazza San Domenico ad Arezzo, struttura di proprietà del comune, gestita con la Caritas diocesana in collaborazione con altri enti tra cui la Croce Rossa.
“Ma siamo pronti ad aprirlo anche prima – ha detto  l’assessore alle politiche sociali del comune di Arezzo Lucia Tanti – nel caso in cui il gelo arrivi a novembre. Lavoreremo – prosegue Tanti – affinché gli agenti della polizia municipale e della polizia privata siano messi nelle migliori condizioni operative e di collaborazione per dare agio ai volontari che danno la loro disponibilità. Sempre in tema sicurezza, non cambiano rispetto allo scorso anno le modalità di accoglienza e di registrazione, il dormitorio sarà fruibile da tutte le persone maggiorenni, senza fissa dimora, che stazionano nel territorio cittadino e provinciale. Sarà possibile accedervi tramite un pass personale, corredato da foto, la cui durata massima sarà di 15 giorni e i cui contenuti verranno trasmessi alla questura”.

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Arezzo: in piazza flashmob dei senzatetto

Arezzo: in piazza flashmob dei senzatetto

Ieri sera flashmob dei senzatetto ad Arezzo per chiedere che venga aperto il dormitorio comunale gestito dalla Caritas prima dell’inverno.

Flashmob dei senzatetto ad Arezzo: i clochard hanno organizzato la manifestazione in piazza San Domenico, di fronte al portone, ancora chiuso, del dormitorio comunale.

Senzatetto ma anche persone che un tetto lo hanno sono stati presenti in piazza con cartelli e striscione per spingere a far aprire le porte della struttura prima dell’arrivo dell’inverno e del freddo, visto anche il calo di temperatura registrato in queste notti.

I locali, che si trovano all’interno del palazzo Fossombroni in piazza San Domenico, furono ristrutturati e riaperti il 13 gennaio scorso, grazie ai volontari coordinati dalla stessa Caritas.

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Bimbo cade da finestra appartamento Caritas, prognosi riservata

Bimbo cade da finestra appartamento Caritas, prognosi riservata

Arezzo – Un bambino di venti mesi è caduto dalla finestra di un appartamento della Caritas posto al primo piano, facendo un volo di cinque metri. Soccorso dal 118, e’ stato trasportato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze con l’elisoccorso Pegaso.

E’ accaduto stamattina intorno alle 6 in via della Fonte Veneziana ad Arezzo. Secondo una versione che gli inquirenti ritengono attendibile, in casa c’erano la mamma 35enne, due gemellini di 20 mesi e un fratellino più grande.

Il piccolo è in prognosi riservata. E’ quanto si apprende dall’ospedale pediatrico Meyer. Il bambino è sottoposto agli accertamenti, ma le sue condizioni vengono
definite gravi, sebbene in una situazione di stabilità.

Mentre la mamma ancora dormiva, uno dei gemelli si sarebbe arrampicato su una seggiola e poi sul tavolo appoggiato alla finestra e da lì sarebbe poi precipitato. Immediato l’allarme, con l’arrivo di polizia e 118.

Il pm Angela Masiello ha disposto il sequestro dell’appartamento in cui è avvenuto l’incidente. Il magistrato ha anche dato disposizione perché gli altri figli venissero dati in affido provvisorio. La mamma è in questura dove è sentita come testimone dai poliziotti che conducono le indagini.

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A PISA PRIMO ESPERIMENTO NAZIONALE PER RECUPERO CIBO PRO CARITAS

caritas

L’ accordo del 2015 tra Caritas diocesana Pisa e Firenze e l’Istituto zooprofilattico di Toscana e Lazio ha permesso di donare 350 kg carne e pesce e dato un pasto a 1.338 persone.

Dai laboratori pisani dell’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana alle mense per i poveri delle Caritas diocesane di Pisa e Firenze e ai banchi frigo della Cittadella della Solidarietà, l’emporio solidale pisano che nel 2016 ha assicurato sostegno alimentare a 1.338 persone. Lo rende noto la Caritas diocesana. E’ il percorso di carne e pesce d’importazione, aliquote integre sottoposte ad analisi dall’Izslt e giudicati idonei al consumo, una sperimentazione unica a livello nazionale e suggellata in un protocollo d’intesa, approvato dal ministero della Salute, siglato a settembre e avviato a Pisa da ottobre 2015 ed esteso a Firenze dal 2016, che ha già permesso di donare circa 350 kg di carni e prodotti della pesca congelati alla Caritas di Pisa, oltre una tonnellata di alimenti a quella fiorentina.

“Il progetto di solidarietà – spiega una nota della Caritas – è al centro di un’attività che ha come protagonista una nuova prassi di gestione del cibo, già sottoposto a verifica per l’idoneità al consumo e mantenuto in idonee condizioni di conservazione, non altrimenti commercializzabile ma ancora buono, con controllo di tutto l’iter (dal prelievo al posto d’ispezione frontaliera allo stoccaggio in laboratorio e infine alla consegna) nel rispetto di tutti i parametri della sicurezza alimentare . L’istituto Zooprofilattico recupera e rimette in circolo cibo idoneo al consumo in favore delle persone meno fortunate di cui si occupano le associazioni caritatevoli”.

Un’esperienza citata come modello direttamente dal ministero della Salute che proporrà di estenderla anche “agli altri dieci Istituti zooprofilattici d’Italia e ai 23 posti di ispezione frontaliera presenti sul territorio nazionale”. Presso le sezioni di Pisa e Firenze, vengono esaminati campioni di carne, pesce o altre matrici alimentari prelevate dal Posto d’ispezione frontaliera di Livorno per le attività di controllo sanitario di frontiera sugli alimenti di origine animale provenienti da Paesi Terzi.
Ciò permette di contrastare significativamente il cosiddetto spreco alimentare e lo dimostrano i numeri, basti considerare che nel biennio antecedente al progetto nella sola sezione di Pisa sono stati avviati allo smaltimento, circa 900 chili di carni bovine.

“Numeri – ha commentato Ugo della Marta, dg dell’istituto zooprofilattico di Toscana e Lazio – che evidenziano quanto sia importante intervenire per evitare lo spreco di risorse alimentari”. Ulteriori vantaggi sono l’ abbattimento dei costi energetici e la riduzione della quantità di rifiuti speciali da smaltire. A Pisa la carne distribuita in questo modo è finita nei banchi frigo della Cittadella della Solidarietà e nelle tre mense della Caritas, che nel 2016 ha assistito 1338 persone bisognose: “Di queste – conclude il direttore don Emanuele Morelli – 464 sono minori, praticamente più di uno su tre (34,7%), un dato in crescita rispetto al 2015. Quasi il 60% di essi ha meno di 10 anni”.

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A PISA PRIMO ESPERIMENTO NAZIONALE PER RECUPERO CIBO PRO CARITAS

caritas

L’ accordo del 2015 tra Caritas diocesana Pisa e Firenze e l’Istituto zooprofilattico di Toscana e Lazio ha permesso di donare 350 kg carne e pesce e dato un pasto a 1.338 persone.

Dai laboratori pisani dell’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana alle mense per i poveri delle Caritas diocesane di Pisa e Firenze e ai banchi frigo della Cittadella della Solidarietà, l’emporio solidale pisano che nel 2016 ha assicurato sostegno alimentare a 1.338 persone. Lo rende noto la Caritas diocesana. E’ il percorso di carne e pesce d’importazione, aliquote integre sottoposte ad analisi dall’Izslt e giudicati idonei al consumo, una sperimentazione unica a livello nazionale e suggellata in un protocollo d’intesa, approvato dal ministero della Salute, siglato a settembre e avviato a Pisa da ottobre 2015 ed esteso a Firenze dal 2016, che ha già permesso di donare circa 350 kg di carni e prodotti della pesca congelati alla Caritas di Pisa, oltre una tonnellata di alimenti a quella fiorentina.

“Il progetto di solidarietà – spiega una nota della Caritas – è al centro di un’attività che ha come protagonista una nuova prassi di gestione del cibo, già sottoposto a verifica per l’idoneità al consumo e mantenuto in idonee condizioni di conservazione, non altrimenti commercializzabile ma ancora buono, con controllo di tutto l’iter (dal prelievo al posto d’ispezione frontaliera allo stoccaggio in laboratorio e infine alla consegna) nel rispetto di tutti i parametri della sicurezza alimentare . L’istituto Zooprofilattico recupera e rimette in circolo cibo idoneo al consumo in favore delle persone meno fortunate di cui si occupano le associazioni caritatevoli”.

Un’esperienza citata come modello direttamente dal ministero della Salute che proporrà di estenderla anche “agli altri dieci Istituti zooprofilattici d’Italia e ai 23 posti di ispezione frontaliera presenti sul territorio nazionale”. Presso le sezioni di Pisa e Firenze, vengono esaminati campioni di carne, pesce o altre matrici alimentari prelevate dal Posto d’ispezione frontaliera di Livorno per le attività di controllo sanitario di frontiera sugli alimenti di origine animale provenienti da Paesi Terzi.
Ciò permette di contrastare significativamente il cosiddetto spreco alimentare e lo dimostrano i numeri, basti considerare che nel biennio antecedente al progetto nella sola sezione di Pisa sono stati avviati allo smaltimento, circa 900 chili di carni bovine.

“Numeri – ha commentato Ugo della Marta, dg dell’istituto zooprofilattico di Toscana e Lazio – che evidenziano quanto sia importante intervenire per evitare lo spreco di risorse alimentari”. Ulteriori vantaggi sono l’ abbattimento dei costi energetici e la riduzione della quantità di rifiuti speciali da smaltire. A Pisa la carne distribuita in questo modo è finita nei banchi frigo della Cittadella della Solidarietà e nelle tre mense della Caritas, che nel 2016 ha assistito 1338 persone bisognose: “Di queste – conclude il direttore don Emanuele Morelli – 464 sono minori, praticamente più di uno su tre (34,7%), un dato in crescita rispetto al 2015. Quasi il 60% di essi ha meno di 10 anni”.

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