Malo, Firenze: ChiantiBanca finanzia la cassa integrazione di venti dipendenti

Malo, Firenze: ChiantiBanca finanzia la cassa integrazione di venti dipendenti

L’operazione,in collaborazione con Fidi Toscana e con l’intervento a monte della Regione Toscana, consentirà di “traghettare” i dipendenti dell’azienda all’effettivo ingresso in Cigs

ChiantiBanca stanzia 100 mila euro per finanziare la cassa integrazione straordinaria di venti dipendenti della Malo, l’azienda fiorentina del cashmere che vive un periodo di crisi. L’operazione, condotta a termine in collaborazione con Fidi Toscana e con l’intervento a monte della Regione Toscana, consentirà di “traghettare” i dipendenti dell’azienda all’effettivo ingresso in Cigs, garantendo il sostegno per le mensilità che, senza l’intervento della banca, non sarebbero state erogate tempestivamente.

“La nostra banca – ha dichiarato il direttore generale di ChiantiBanca, Mauro Focardi Olmi – si è da sempre contraddistinta per sostenere fattivamente le varie realtà del territorio, in un’ottica di reciproca collaborazione che costituisce la forza dell’economia locale. Sono felice che il nostro intervento abbia contribuito alla serenità di venti famiglie”. “In un momento di grande difficoltà, anche dell’economia locale in generale – ha affermato Alessandro Picchioni (Filctem-Cgil) – è stata data una grande risposta sia per i lavoratori, che direttamente ne hanno beneficiato, che per l’azienda”.

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NUOVA ‘VISITA’ FIAMME GIALLE A CHIANTI BANCA

ChiantiBanca Guardia Finanza fatture false perquisizioni beni sequestro sindaco di Pescia indagine lampo

In occasione della “prosecuzione dell’iter istruttorio” su Chianti Banca, gli uomini della Guardia di Finanza hanno  ritirato documentazione che non era disponibile il 31/5. Perquisizioni per 15 indagati.

Nuova visita degli uomini della guardia di finanza stamani nella sede di ChiantiBanca, a San Casciano Val Di Pesa (Firenze). A comunicarlo è lo stesso istituto secondo il quale la ‘visita’ è una “prosecuzione dell’ordinario iter istruttorio a seguito dell’esposto presentato dal consiglio di amministrazione, lo scorso 10 maggio, relativo alla irregolare classificazione di un titolo di stato nel bilancio 2015″.

I militari hanno ritirato stamani “la documentazione che, per motivi strettamente tecnici, non era disponibile lo scorso 31 maggio”, continua la nota. “Anche il secondo incontro con la gdf si è svolto – continua l’istituto – come il precedente in un clima di massima trasparenza e totale collaborazione. A tal proposito, va ribadito come la banca abbia già provveduto, fin dal bilancio 2016, alla completa sistemazione delle irregolarità e rispetti ampiamente i requisiti regolamentari, anche a fronte degli importanti accantonamenti effettuati nel bilancio 2016 volti a garantire un presidio ancor maggiore dei crediti a tutela massima di soci e clienti”.

Perquisizioni domiciliari a carico di una quindicina di indagati vengono effettuate da stamani dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura. Secondo quanto appreso le perquisizioni disposte dalla procura riguardano il consiglio di amministrazione in carica fino al 2015, i membri del collegio sindacale e l’ex direttore generale. Sempre stamani sono state effettuate delle acquisizioni di documenti anche a San Casciano Val di Pesa presso la sede della Direzione generale e presso la Fondazione ChiantiBanca.

L’acquisizione di documentazione avvenuta lo scorso maggio, avvenuto “all’insegna della massima collaborazione e trasparenza” aveva fatto sapere ChiantiBanca in una nota,  “riguardava delle irregolarità di classificazione di un titolo di stato nel bilancio 2015.” Ma, si sottolineava, “per tali irregolarità ChiantiBanca abbia già provveduto alla completa sistemazione nel bilancio 2016.” Ribadendo quello che aveva “affermato l’ex presidente Bini Smaghi”: “la Banca è sana e rispetta ampiamente tutti i requisiti regolamentari e questo nonostante abbia provveduto a tutelanti accantonamenti sui crediti. Inoltre sono stati fatti importanti rafforzamenti nei processi atti a presidiare i rischi”.

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NUOVA ‘VISITA’ FIAMME GIALLE A CHIANTI BANCA

ChiantiBanca Guardia Finanza fatture false perquisizioni beni sequestro sindaco di Pescia indagine lampo

In occasione della “prosecuzione dell’iter istruttorio” su Chianti Banca, gli uomini della Guardia di Finanza hanno  ritirato documentazione che non era disponibile il 31/5. Perquisizioni per 15 indagati.

Nuova visita degli uomini della guardia di finanza stamani nella sede di ChiantiBanca, a San Casciano Val Di Pesa (Firenze). A comunicarlo è lo stesso istituto secondo il quale la ‘visita’ è una “prosecuzione dell’ordinario iter istruttorio a seguito dell’esposto presentato dal consiglio di amministrazione, lo scorso 10 maggio, relativo alla irregolare classificazione di un titolo di stato nel bilancio 2015″.

I militari hanno ritirato stamani “la documentazione che, per motivi strettamente tecnici, non era disponibile lo scorso 31 maggio”, continua la nota. “Anche il secondo incontro con la gdf si è svolto – continua l’istituto – come il precedente in un clima di massima trasparenza e totale collaborazione. A tal proposito, va ribadito come la banca abbia già provveduto, fin dal bilancio 2016, alla completa sistemazione delle irregolarità e rispetti ampiamente i requisiti regolamentari, anche a fronte degli importanti accantonamenti effettuati nel bilancio 2016 volti a garantire un presidio ancor maggiore dei crediti a tutela massima di soci e clienti”.

Perquisizioni domiciliari a carico di una quindicina di indagati vengono effettuate da stamani dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta della procura. Secondo quanto appreso le perquisizioni disposte dalla procura riguardano il consiglio di amministrazione in carica fino al 2015, i membri del collegio sindacale e l’ex direttore generale. Sempre stamani sono state effettuate delle acquisizioni di documenti anche a San Casciano Val di Pesa presso la sede della Direzione generale e presso la Fondazione ChiantiBanca.

L’acquisizione di documentazione avvenuta lo scorso maggio, avvenuto “all’insegna della massima collaborazione e trasparenza” aveva fatto sapere ChiantiBanca in una nota,  “riguardava delle irregolarità di classificazione di un titolo di stato nel bilancio 2015.” Ma, si sottolineava, “per tali irregolarità ChiantiBanca abbia già provveduto alla completa sistemazione nel bilancio 2016.” Ribadendo quello che aveva “affermato l’ex presidente Bini Smaghi”: “la Banca è sana e rispetta ampiamente tutti i requisiti regolamentari e questo nonostante abbia provveduto a tutelanti accantonamenti sui crediti. Inoltre sono stati fatti importanti rafforzamenti nei processi atti a presidiare i rischi”.

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CHIANTIBANCA: FINANZA ACQUISISCE DOCUMENTI IN SEDE

bankitalia chiantibanca firenzeGli uomini della guardia di finanza si sono presentati ieri pomeriggio nella sede di ChiantiBanca, a San Casciano Val di Pesa (Firenze), per acquisire una serie di documenti.

L’operazione rientra nell’ambito dell”inchiesta condotta dal pm Luca Turco, aperta dopo l’invio alla procura di Firenze della relazione degli ispettori di Bankitalia da parte dell’ex presidente dell’istituto Lorenzo Bini Smaghi, entrato in carica nell’aprile 2016 e poi non riconfermato dai soci nelle scorse settimane.

Secondo quanto si apprende i reati ipotizzati sarebbero falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza e, come scrive il Corriere Fiorentino che riporta la notizia, l’inchiesta riguarda fatti accaduti fino al 2015.

L’acquisizione di documentazione da parte della guardia di finanza, è la “normale prosecuzione dell’iter istruttorio a seguito della segnalazione inviata da ChiantiBanca”. Lo scrive in una nota l’istituto, ora presieduto da Cristiano Iacopozzi, spiegando tutto si è svolto “all’insegna della massima collaborazione e trasparenza”. “Quanto segnalato dalla Banca alla procura della Repubblica riguardava delle irregolarità di classificazione di un titolo di stato nel bilancio 2015. Si sottolinea come per tali irregolarità ChiantiBanca abbia già provveduto alla completa sistemazione nel bilancio 2016″, continua la nota dell’istituto che ricorda quanto “affermato anche dall’ex presidente Lorenzo Bini Smaghi e da lui correttamente ribadito anche dopo il 14 maggio”, ossia che “la Banca è sana e rispetti ampiamente tutti i requisiti regolamentari e questo nonostante abbia provveduto a tutelanti accantonamenti sui crediti. Inoltre sono stati fatti importanti rafforzamenti nei processi atti a presidiare i rischi”. “Nel contempo ChiantiBanca – conclude la nota – sta continuando ad essere un importante supporto per l’economia del territorio”.

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