‘Cure a domicilio’, martedì allo Stensen il film sul senso della vita

‘Cure a domicilio’, martedì allo Stensen il film sul senso della vita

Martedì 7 novembre alle ore 21, verrà proiettato alla Fondazione Stensen  ‘Cure a domicilio’, un film alla ricerca del senso più profondo dell’esistere, diretto dal regista della Repubblica Ceca Slavek Horak. La proiezione è organizzata in collaborazione con File, l’associazione che organizza assistenza a domicilio ai malati gravi. A introdurre la proiezione sarà Mariella Orsi dell’associazione File.

Vlasta, la protagonista, è un’infermiera che effettua visite a domicilio in una cittadina della Moravia. È una donna generosa, che ha dedicato tutta la sua vital marito, alla figlia e ai pazienti. Un giorno però, a seguito di un incidente, scopre di essere anche lei ammalata di cancro. Vlasta inizia allora la ricerca di quell’amore che dà un senso pieno all’esserci e che deve innanzi tutto trovare in sé, prima ancora che negli altri (o per gli altri). Sarà tentata di trovare soluzioni in un gruppo che non crede nella medicina tradizionale ma non sarà quella la soluzione. Perlomeno non sul piano del decorso della malattia. Perché invece sul versante del prendere coscienza della necessità di volersi bene, di accettare di avere bisogno dell’affetto da ricevere e non solo dell’aiuto da dare un progresso inizia a manifestarsi.
Con un marito fondamentalmente buono ma incapace di esternare i propri sentimenti e con una figlia che non sopporta il suo costante altruismo che nei suoi confronti legge come iperprotettività, Vlasta sembrerebbe avere poche possibilità di avviarsi verso la fine riconciliata con se stessa. Questa è la scommessa che progressivamente si legge sul volto e sul corpo della Mihulová che sa offrire una sofferta verosimiglianza a una ricerca, seppur tardiva, di riconoscimento dei propri bisogni più essenziali…

Martedì 7 novembre alle ore 21, verrà proiettato alla Fondazione Stensen, Viale Don Minzoni 25, Firenze

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Da domani allo Stensen, poi all’Odeon ‘Il mio Godard’, il film sul celebre regista francese

Da domani allo Stensen, poi all’Odeon ‘Il mio Godard’, il film sul celebre regista francese

Un ritratto di una delle figure più importanti del cinema francese e mondiale, Jean-Luc Godard. Arriva da domani (martedì 31 ottobre) a Firenze – prima al Cinema Stensen poi al Cinema Odeon – ‘Il mio Godard’ di Michel Hazanavicius (Francia 2017, 103’). Il film sarà da domani, martedì 31 ottobre, al Cinema Stensen (orari: 16.30, 18.45, 21.00) per poi approdare al Cinema Odeon da lunedì 6 novembre, in versione originale (francese) con sottotitoli in italiano.

Parigi 1967. Jean-Luc Godard, il cineasta più in vista della sua generazione, gira La cinese con la donna che ama, Anne Wiazemsky, più giovane di lui di 20 anni. Sono felici, innamorati, affascinanti e si sposano. Ma quando il film esce, l’accoglienza che riceve porta Jean-Luc a rimettere profondamente in discussione le sue idee. Il Maggio ’68 non fa che amplificare il processo e la crisi che scuote Jean-Luc lo trasformerà radicalmente: da cineasta star ad artista maoista fuori dal sistema, tanto incompreso quanto incomprensibile.

Il film, presentato in Concorso al Festival di Cannes, è diretto dal regista Premio Oscar Michel Hazanavicious, autore dell’acclamato The Artist. Attraverso lo sguardo dell’allora giovanissima moglie Anne, il film ripercorre il Sessantotto, il maoismo, le proteste contro la guerra in Vietnam, ma soprattutto la storia d’amore appassionata e complicata, romantica e anticonformista, con la bella Anne che ha il volto intenso di Stacy Martin, mentre Godard è interpretato da Louis Garrell.

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‘Gli Asteroidi’, viaggio tra i nostri giovani Neet

‘Gli Asteroidi’, viaggio tra i nostri giovani Neet

Lunedì 30 ottobre,ore 21.00 presso il Cinema Stensen (viale don Minzoni 25, ingresso 8 euro), anteprima nazionale del film ‘Gli asteroidi”, viaggio tra i nostri giovani Neet, senza scuola e senza lavoro, che abitano nella provincia italiana segnata dalla crisi economica. Sarà presente in sala il regista Germano Maccioni

L’universo di Ivan e Pietro, diciannovenni il lotta con tutti, è fatto di giornate annoiate dalla provincia in cui vivono. La monotonia dei due ragazzi viene interrotta dall’arrivo della “banda dei candelabri” che commette piccoli furti nelle chiese e l’incombere di un asteroide che passerà molto vicino dalla Terra…

Sin da Pavese, il luogo della provincia è stato descritto come creativo ma anche noioso. E’ su questo concetto che Germano Maccioni (il regista) struttura il suo discorso cinematografico. I suoi protagonisti sono ragazzi desiderosi di novità, carichi di aspettative ma allo stesso tempo bloccati dalla realtà in cui vivono. Gli Asteroidi è una favola giovanile sulla ricerca delle propria libertà tra balere, cavalcavia (simbolo principe della provincia) e musica de Lo Stato Sociale.

 

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Odeon e Stensen: versione restaurata ‘Blow-up’ di Antonioni

Odeon e Stensen: versione restaurata ‘Blow-up’ di Antonioni

Da Lunedì 2 Ottobre nei cinema Odeon e Stensen, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, proiettato BLOW-UP (1966), il capolavoro di Michelangelo Antonioni, in una nuova versione restaurata 4K.

Blow-up verrà proiettato (in versione originale con sottotitoli in italiano) all’Odeon Lunedì 2 e Lunedì 9 (ore 21) e allo Stensen Lunedì 2 (ore 18.50) e Martedì 3 (ore 21).

Thomas, un giovane e brillante fotografo londinese, passeggiando per caso in un parco pubblico scatta delle foto ad una misteriosa ragazza che si trova in compagnia di un uomo; lei, però, quando se ne accorge lo segue fino a casa e fa di tutto per sottrargli il rullino. Incuriosito, Thomas sviluppa i negativi, e ingrandendo le immagini si rende conto di avere tra le mani le prove di un omicidio.

Realizzato nel 1966 e girato a Londra, Blow-up è stata la prima pellicola in inglese diretta da Antonioni, co-autore anche della sceneggiatura insieme a Tonino Guerra; prodotto da Carlo Ponti, il film ha riscosso a sorpresa un clamoroso successo internazionale e si è aggiudicato la Palma d’Oro al Festival di Cannes e la nomination all’Oscar per la miglior regia.

L’importanza del film, al di là dei riconoscimenti di pubblico e di critica, viene confermata dalla storia delle sue interpretazioni. In fondo, Blow Up è uno dei film sul cui significato i critici si sono più esercitati: metafora dell’incipiente contestazione del Sessantotto, saggio filosofico sull’immagine e la sua riproduzione, autoanalisi d’artista, poesia sul cinema e sulle sue potenzialità, film d’autore travestito da opera hitchcockiana, sono soltanto alcune delle letture interpretative sorte intorno alla pellicola. Ancora più importante è stata l’influenza esercitata dal film sul cinema successivo: quella figurativa su A Clockwork Orange di Stanley Kubrick, quella teorica su Blow Out(1981) di Brian De Palma, quella narrativa su Profondo rosso di Dario Argento (che utilizza David Hemmings in forma di “citazione vivente”).

Michelangelo Antonioni su Blow Up: “L’idea di Blow Up mi è venuta leggendo un breve racconto di Julio Cortázar (Le bave del diavolo). Non mi interessava tanto la vicenda, quanto il meccanismo delle fotografie. La scartai e ne scrissi una nuova, nella quale il meccanismo assumeva un peso e un significato diversi. Tonino Guerra e, per i dialoghi inglesi, Edward Bond collaborarono con me alla sceneggiatura. Guerra mi aiuta da anni, precisamente da L’avventura. Lui è romagnolo, io sono emiliano. C’è un abisso tra di noi. Forse è per questo che andiamo d’accordo. Blow Up è un film che si presta a tante interpretazioni, perché la problematica cui si ispira è appunto l’apparenza della realtà. L’esperienza del protagonista non è né sentimentale né amorosa, riguarda piuttosto il suo rapporto con il mondo, con le cose che si trova di fronte. È un fotografo. Un giorno fotografa due persone al parco, un elemento di realtà che sembra reale. E lo è. Ma la realtà ha in sé un carattere di libertà che è difficile spiegare. Questo film, forse, è come lo Zen: nel momento in cui lo si spiega lo si tradisce”.

“Speravo, durante la lavorazione, che nessuno potesse dire, vedendo il film terminato: ‘Blow Up è un lavoro tipicamente anglosassone’. Ma, allo stesso tempo, desideravo che nessuno lo definisse un film italiano. Io non so com’è la realtà… ci sfugge, mente di continuo… Io diffido sempre di ciò che vedo, di ciò che un’immagine ci mostra, perché immagino sempre ciò che c’è al di là. Il fotografo di Blow Up non è un filosofo, vuole andare a vedere più da vicino. Ma gli succede che, ingrandendolo, l’oggetto stesso si scompone e sparisce. Quindi c’è un momento in cui si afferra la realtà, ma nel momento sfugge. Questo è un po’ il senso di Blow Up. Il mio problema per Blow Up era quello di ricreare la realtà in una forma astratta. Io volevo mettere in discussione “il reale presente”: questo è un punto essenziale dell’aspetto visivo del film, considerato che uno dei temi principali della pellicola è vedere o non vedere il giusto valore delle cose. Blow Up è una recita senza epilogo, paragonabile a quelle storie degli anni Venti dove Scott Fitzgerald manifestava il suo disgusto della vita”.

Per info: www.odeonfirenze.com www.stensen.org

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Cinema Stensen, stasera anteprima de ‘L’intrusa’

Cinema Stensen, stasera anteprima de ‘L’intrusa’

Stasera al cinema Stensen anteprima de ‘L’intrusa’ ore 21. In sala il regista Di Costanzo. Al termine del film, dibattito con il regista e don Andrea Bigalli sui temi del film.

Al cinema Stensen (viale don Minzoni 25) anteprima toscana de ‘L’intrusa’, il film del regista Leonardo Di Costanzo, che sarà presente in sala. Al termine della proiezione, organizzata in collaborazione con l’associazione Libera, dibattito con il regista e don Andrea Bigalli sui temi del film e la camorra a Napoli.

Il film, che arriverà nelle sale italiane domani, 28 settembre, è ambientato nel centro ricreativo ‘La Masseria’ di Napoli, un’oasi felice in mezzo al degrado e alle logiche mafiose della città. Le mamme del quartiere ci portano i bambini per sottrarli alle disfunzioni familiari e immergerli nella creatività del gioco. In questa cornice cerca rifugio per sé e i suoi figli Maria, giovanissima moglie di un killer arrestato per omicidio. Ma l’intrusa crea scompiglio tra gli altri genitori, che la considerano il male incarnato.

Commenta il regista Di Costanzo:L’Intrusa non è un film sulla camorra; è un film su chi ci convive, su chi giorno per giorno cerca di rubargli terreno, persone, consenso sociale, senza essere né giudice né poliziotto. Ma è anche una storia su quel difficile equilibrio da trovare tra paura e accoglienza tra tolleranza e fermezza. L’altro, l’estraneo al gruppo, percepito come un pericolo è, mi sembra, un tema dei tempi che viviamo”.

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