Firenze, Cgil: “con chiusura boutique e Caffè Giacosa Cavalli scalcia lavoratori”

Firenze, Cgil: “con chiusura boutique e Caffè Giacosa Cavalli scalcia lavoratori”

La Filcams-Cgil si dice “sgomenta” di fronte alla chiusura della boutique dello storico Caffè: “Cavalli non garantisce azione collettiva lavoratori: aprire un tavolo d’emergenza”

La Filcams Cgil di Firenze resta “sgomenta” di fronte alla chiusura del negozio Roberto Cavalli di Firenze, annunciata dalla maison, unita alla chiusura dello storico Caffè Giacosa, e all’apertura di una nuova boutique a Pechino.

“Sicuramente con questo atto Cavalli cavalca bene la moda nel mondo – accusa il sindacato – ma a Firenze scalcia i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali, in quanto tenta un confronto individuale coi dipendenti non garantendo loro una azione collettiva”.

Per questo la Filcams si attiva “pretendendo appropriate risposte sul futuro dei lavoratori fiorentini”, e chiedendo “l’apertura d’urgenza del tavolo di unità di crisi presso la città Metropolitana di Firenze, nel quale chiederemo chiarimenti al campione della moda”.

In totale sono sei i dipendenti ai quali è stato proposto il trasferimento in altri negozi. Sorte analoga ma diverso il discorso per Giacosa: il caffè fa capo a una srl del gruppo ma è un’attività che “non rientra del core business” della Cavalli. Così ai dipendenti, alcuni che lavoravano nel locale già prima dell’arrivo di Cavalli, 11 contratti a tempo indeterminato, 3 a tempo determinato, che appena un mese fa circa avevano concordato il piano ferie, è stata consegnata una lettera con la quale si comunica loro il recesso dal contratto di lavoro causa cessazione dell’attività dal 29 luglio.

 

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