CONFINDUSTRIA FIRENZE SU TURISMO: “INVASIONE SOFFOCA LA CITTA’”

Confindustria Turismo Regolamento unesco: federalberghi contro Palazzo Vecchio

“Firenze è ‘da sogno’ per il turista, ‘da incubo’ per chi ci vive” ha detto il presidente di Confindustria Salvadori “senza governo flussi la città diventa finta e morta.”

Firenze deve diventare 4.0, ma “è zero punto zero un turismo ciabattone che ha ormai le caratteristiche di un’invasione che soffoca la città: una città forse ‘da sogno’ per chi la visita, ma ‘da incubo’ per chi ci vive e ci lavora”. Lo ha detto Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze, nella sua relazione all’assemblea annuale dell’associazione. “Uno dei nostri settori industriali più promettenti, quello turistico – ha spiegato – è sospeso fra le liberalizzazioni che hanno trasformato la città in un unico gigantesco B&B e le chiusure corporative di un servizio pubblico strategico come quello dei taxi. Chi ha atteso un taxi per meno di mezz’ora negli ultimi 15 giorni alzi la mano”.

Secondo Salvadori “il numero chiuso non risolve”, ma “senza un governo dei flussi che alleggeriscano il quadrilatero romano, la nostra sorte è segnata: e sta fra Venezia e Carcassonne; fra una città morta e una città finta”. Fra gli altri elementi “zero punto zero” elencati da Salvadori, il mancato potenziamento dell’aeroporto, e la sentenza della Cassazione che ha bloccato le trasformazioni urbanistiche.

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Confindustria Turismo Regolamento unesco: federalberghi contro Palazzo Vecchio

“Firenze è ‘da sogno’ per il turista, ‘da incubo’ per chi ci vive” ha detto il presidente di Confindustria Salvadori “senza governo flussi la città diventa finta e morta.”

Firenze deve diventare 4.0, ma “è zero punto zero un turismo ciabattone che ha ormai le caratteristiche di un’invasione che soffoca la città: una città forse ‘da sogno’ per chi la visita, ma ‘da incubo’ per chi ci vive e ci lavora”. Lo ha detto Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze, nella sua relazione all’assemblea annuale dell’associazione. “Uno dei nostri settori industriali più promettenti, quello turistico – ha spiegato – è sospeso fra le liberalizzazioni che hanno trasformato la città in un unico gigantesco B&B e le chiusure corporative di un servizio pubblico strategico come quello dei taxi. Chi ha atteso un taxi per meno di mezz’ora negli ultimi 15 giorni alzi la mano”.

Secondo Salvadori “il numero chiuso non risolve”, ma “senza un governo dei flussi che alleggeriscano il quadrilatero romano, la nostra sorte è segnata: e sta fra Venezia e Carcassonne; fra una città morta e una città finta”. Fra gli altri elementi “zero punto zero” elencati da Salvadori, il mancato potenziamento dell’aeroporto, e la sentenza della Cassazione che ha bloccato le trasformazioni urbanistiche.

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