Sciopero: voli cancellati a Firenze e Pisa

Sciopero: voli cancellati a Firenze e Pisa

Manifestazioni a Firenze e altre città. Risulta regolare il servizio tramvia, il 90% dei treni regionali circola normalmente

Voli praticamente tutti cancellati, fatta eccezione per quelli delle fasce di garanzia di stamani e stasera oltre ai collegamenti con le isole, negli aeroporti di Firenze e Pisa a causa dello sciopero generale indetto da Usb, Cobas e Unicobas nel settore pubblico e nel privato, contro le politiche del governo. Diversa la situazione per i treni in Toscana: Fs spiega che circola più del 90% dei regionali, regolari le Frecce. Riguardo agli autobus, nel capoluogo toscano eventuali disagi si attendono per il pomeriggio.

Regolare, così comunica la società di gestione, il servizio della tramvia a Firenze. In occasione dello sciopero organizzata anche una manifestazione nel capoluogo toscano: il corteo è partito alle 10.30, da piazza Indipendenza, circa 300 i partecipanti che sfileranno per il centro passando da piazza Duomo, verso piazza Santissima Annunziata dove il corteo terminerà coi comizi finali. Manifestazioni analoghe sono in corso a Pisa, Livorno, e a Piombino dove si protesta contro il pericolo di chiusura della Aferpi.

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Richard Ginori, i lavoratori occupano la fabbrica

Richard Ginori, i lavoratori occupano la fabbrica

Richard Ginori, i lavoratori hanno occupato la fabbrica. Stamattina in assemblea, è stato votato lo sciopero di otto ore e per l’occupazione dello stabilimento di Sesto Fiorentino per la giornata di oggi.

Stamattina i lavoratori della Richard Ginori, riuniti in assemblea, hanno votato per lo sciopero di otto ore e per l’occupazione dello stabilimento per la giornata di oggi.

“Motivo – si legge in una nota diffusa dai sindacati confederali –  chiedere con forza che si realizzi il piano di rilancio promesso dall’azienda a cominciare dall’acquisizione dei terreni”.

Alle 12 è indetta una conferenza stampa dei lavoratori e di Filctem Cgil, Femca Cisl, UilTec e Cobas presso i cancelli dello stabilimento in viale Giulio Cesare a Sesto Fiorentino.

(notizia in aggiornamento)

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Sciopero generale dell’USB Comune di Firenze

Sciopero generale dell’USB Comune di Firenze

Firenze, sciopero generale per l’intera giornata di venerdì 10 novembre, convocato da USB – COBAS – CIB UNICOBAS con manifestazione alle 9:30 in Piazza Indipendenza.

“Dopo dieci anni dall’inizio della crisi, prosegue l’attacco a diritti, salari e pensioni – si legge in un comunicato della USB Comune Firenze – Dopo dieci anni dall’inizio della crisi, prosegue l’attacco a diritti, salari e pensioni.

Il Governo Gentiloni e l’Unione Europea continuano ad annunciare una ripresa economica che vedono soltanto loro, mentre i padroni, attraverso continue decontribuzioni, impoveriscono le casse dell’INPS e fanno dire a Banca d’Italia che si deve innalzare l’età pensionabile a 70 anni!

Giovani, donne, disoccupati/e vengono illusi con statistiche che glorificano l’aumento dell’occupazione senza segnalare che oltre l’80% sono precari a tempo determinato, a chiamata oppure a weekend.

Sono buoni solo a dare sgravi fiscali alle imprese, come previsto anche nella prossima finanziaria”.

Lo sciopero viene indetto per chiedere un radicale cambiamento basato su:

“Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

Per lavorare tutti, lavorare meglio e in condizioni di salute e sicurezza.

Contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle aziende strategiche in crisi.

Per una vera politica industriale in Italia.

Per il diritto a una vita dignitosa per tutti, senza ricorrere a straordinari ad oltranza.

Diminuzione dell’età pensionabile, cancellazione della Legge Fornero, e aumento delle pensioni.

Per dare un futuro sostenibile a tutti e liberare posti di lavoro pubblici e privati”.

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Lavoratori Ginori organizzano laboratorio per bimbi Meyer

Lavoratori Ginori organizzano laboratorio per bimbi Meyer

Sindacati, “iniziativa per rinnovare appello soluzione vertenza”.

I lavoratori della Richard Ginori hanno tenuto oggi un laboratorio didattico di lavorazione e
modellazione per i piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
“Un’iniziativa – spiegano in una nota i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Cobas – che simboleggia il sapere messo a disposizione della comunità e rinnova l’appello alle parti per risolvere la
vertenza Richard Ginori”.
“Per rappresentare per l’ennesima volta il valore civile insito nella vertenza – si legge nel
comunicato – i lavoratori della Ginori hanno deciso di “donare” ai bambini del Meyer ciò che di più prezioso possono condividere del loro lavoro, cioè l’abilità che risiede nelle proprie mani di fare cose belle”.
Scopo dell’iniziativa, prosegue il documento, anche quello di “rinnovare l’appello alle parti in causa della vertenza (banche e proprietà) e alle istituzioni tutte, affinché si raggiunga un accordo definitivo sull’acquisizione dei terreni su cui sorge la fabbrica, condizione essenziale per realizzare investimenti nello stabilimento e per la riapertura del museo”.
I lavoratori devolveranno un’ora del loro stipendio lavorato nella giornata alla Fondazione Meyer.

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Cobas: annunciato sciopero generale della scuola

Cobas: annunciato sciopero generale della scuola

I Cobas e Unicobas annunciano per il 10 novembre uno sciopero generale “contro la politica scolastica del governo e lo strapotere dei presidi, fonte di continui soprusi nei confronti di docenti ed ATA”.

Ad annunciare lo sciopero sono Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas, e Stefano d’Errico, segretario nazionale Unicobas. “Nei prossimi giorni – annunciano – comunicheremo le modalità, i tempi e i luoghi delle manifestazioni che si terranno in tutta Italia il 10 novembre”.

“Durante lo scorso anno scolastico, pur lottando con forza e continuità, non siamo riusciti – spiegano i due sindacalisti, a nome di Cobas e Unicobas – ad impedire che gli otto decreti attuativi della legge 107, varati dal governo Gentiloni per chiudere nella gabbia della ‘cattiva scuola’ docenti, ATA e studenti, venissero approvati dal Parlamento e aggravassero ulteriormente i disastri della legge. A partire dai superpoteri dei presidi – che disgregano il tessuto unitario e collaborativo nelle scuole con soprusi continui nei confronti dei docenti ed ATA che non si piegano alle sciagurate logiche aziendalistiche – al dilagare di una grottesca ‘Alternanza scuola-lavoro’, forma sfacciata di apprendistato gratuito e inutile; dalla centralità data agli assurdi quiz Invalsi al famigerato ‘bonus’ per gli insegnanti più ‘collaborativi’; dalla chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi (in estate naufragata ma già riproposta pervicacemente) alla minaccia della riduzione di un anno di scolarità: tutti gli effetti nefasti della politica scolastica governativa sono oramai squadernati in forma eclatante.

Continuano i due sindacalisti: “Il tutto condito da un aumento esponenziale della conflittualità tra docenti, con una sorta di ‘aristocrazia docente’ che, senza alcun merito, riceve significative integrazioni salariali attraverso ‘bonus’, FIS e altri corrompenti dispositivi, e la maggioranza dei docenti (ed ATA) che nell’ultimo decennio ha perso circa il 20% del salario e deve tirare avanti con stipendi intorno alla metà della media europea”.

“Per contrastare e invertire tale immiserimento materiale e culturale abbiamo convocato per il 10 novembre lo sciopero generale della scuola. Vogliamo aumenti salariali per recuperare almeno quanto perso da docenti ed ATA nell’ultimo decennio con adeguati investimenti nella Legge di Stabilità ed eliminando il “bonus premiale” usandone i soldi per gli aumenti; diciamo No all’inserimento nel contratto dei distruttivi contenuti della legge 107; vogliamo l’eliminazione della “chiamata diretta”, una drastica limitazione dei poteri dei presidi, che ponga fine alla gestione padronale, autoritaria e illegale delle scuole e del personale.

I punti base di Cobas: “Diciamo NO all’obbligo esorbitante di 400/200 ore di Alternanza scuola-lavoro, le scuole tornino a decidere se fare l’Alternanza e per quante ore; NO al taglio di un anno del percorso scolastico, né nel Liceo, né nella Media, né nella Primaria; NO all’Invalsi come strumento di valutazione delle scuole, dei docenti e degli studenti. Per quel che riguarda poi la marea di precari/e non ancora stabilizzati/e, SI’ all’immediata assunzione dei vincitori dell’ultimo concorso, degli abilitati e dei precari con tre anni di servizio su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto; e per gli ATA, SI’ al potenziamento degli organici, le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e il ripristino supplenze temporanee anche per i docenti”.

Infine, per stabilire nelle scuole “una accettabile democrazia sindacale”, Cobas e Unicobas chiedono il diritto di assemblea per tutti, e una scheda nazionale alle prossime elezioni RSU per misurare chi davvero rappresenta i lavoratori e le lavoratrici.

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