Nubifragio a Livorno: aziende agricole in ginocchio

Nubifragio a Livorno: aziende agricole in ginocchio

La bomba d’acqua che ha colpito Livorno nella notte tra sabato e domenica ha provocato enormi danni anche per le aziende agricole. Coldiretti scrive a Regione Toscana: accertare subito i danni ed affrontare l’emergenza.

Aziende agricole in ginocchio soprattutto nel Comune di Livorno ed in quello di Collesalvetti. Decine e decine di ettari di campi sommersi sotto acqua e fango, stalle, serre e capannoni completamente allagati, strutture, macchinari ed attrezzi danneggiati, impianti elettrici saltati, balle di fieno ed ortaggi da buttare: è il primo bilancio all’indomani dell’ondata di maltempo.

Secondo i dati forniti dal servizio meteorologico, nella notte tra sabato e domenica, sono caduti 175 millimetri di acqua nel centro di Livorno e ben 256 sulle colline circostanti. Tanta acqua in pochi minuti dopo una siccità che perdurava da molti mesi. In poche ore è caduta più pioggia di quanta registrata negli ultimi otto mesi, questo per evidenziare l’eccezionalità del fenomeno.

Commenta Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana: “il maltempo si è abbattuto violentemente sui terreni resi aridi da una estate calda e siccitosa con la caduta in Toscana del 57% in meno di pioggia. Dopo una lunga assenza di precipitazioni il suolo diventa incapace di gestire il flusso idrico. Le precipitazioni per poter essere assorbite dal terreno devono cadere in modo continuo e non violento mentre gli acquazzoni aggravano i danni e pericolo di frane e smottamenti”.

Per questo Coldiretti Toscana ha inviato una nota dettagliata alla Regione Toscana affinché si adoperi per attivare, nel più breve tempo, tutti gli interventi finalizzati a consentire la ripresa delle attività produttive.

Si legge nella lettera: “sarà necessario valutare, in primo luogo, quali azioni e interventi potranno essere sostenuti dagli strumenti di cui dispone il sistema della Protezione Civile avviando, contestualmente, tutte le procedure al fine di accedere alle risorse del Fondo di solidarietà nazionale”.

“Abbiamo chiesto alla Regione Toscana – dice Antonio De Concilio, direttore regionale – di attivare, sul sistema informatico di Artea, la procedura che consente alle imprese agricole di dichiarare i danni subiti, in modo da individuare tutta l’area interessata dall’evento calamitoso. E’ necessario inoltre attivare al più presto la misura 5.2 del PSR”.

“Ci rendiamo sin da ora disponibili a realizzare qualsiasi forma di possibile collaborazione, – continua De Concilio – al fine di rendere quanto più efficace il soccorso ed il ristoro alle aziende ed alle comunità colpite da questo straordinario evento calamitoso”.

 

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Toscana, inizia in anticipo la vendemmia 2017

Toscana, inizia in anticipo la vendemmia 2017

Che vendemmia sarà quella del 2017 ormai alle porte tra siccità ed alte temperature? E’ questa la domanda ricorrente che le imprese agricole toscane si pongono in questi giorni di agosto.

A prendere le prime mosse, in anticipo per l’andamento stagionale caldo e siccitoso, già questa settimana la raccolta delle uve di Pinot e Chardonnay nel Montecarlo lucchese per la produzione di vini bianchi e spumanti.

Dopo ferragosto sarà la volta di Merlot e Syrha e poi arriveranno i vitigni tardivi come Sangiovese e Canaiolo. I vigneti toscani sono circa 58mila ettari con una produzione di circa 4milioni di quintali di uve che vengono trasformati in 2milioni e 800mila ettolitri di vino. 

“La toscana del vino rappresenta il 6.3% del vino italiano – dice Tulio Marcelli, Presidente di Coldiretti Toscana – attestandosi come sesta regione per produzione. Il settore vitivinicolo, uno dei punti di forza dell’agricoltura toscana, mostra una grande vitalità, che si traduce in un aumento degli investimenti e nella profonda riorganizzazione delle aziende e della filiera”.

La  Toscana, che vanta le più prestigiose denominazioni di origine dei vini, conta 11 Docg,  41 Doc e 6 Igt. La produzione di VQPRD supera 1,7 milioni  di ettolitri. Il Chianti rappresenta la quota più importante della produzione di vini a Docg. Province leader  sono Siena e Firenze, da cui arrivano più di 1,2 milioni di ettolitri di vino a denominazione di origine, ovvero il 40% dell’intera produzione regionale. Oltre il 70% dei vini è venduto sui mercati esteri (export 2016: 900 milioni di euro). In pratica una bottiglia  su cinque di vino italiano bevuta oltre confine, viene dalla Toscana. Questo dice l’importanza del settore per l’agricoltura regionale.

“La vendemmia 2017 in Toscana sarà nel segno meno per le quantità non raggiungendo gli stessi livelli del 2016 – dice Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana –  si nutrono però speranze fondate invece sul versante della qualità con acini sani ed un alto profilo qualitativo”.

Il distretto del Brunello di Montalcino ha sofferto per la mancanza d’acqua fino a giugno inoltrato, ma le piogge delle ultime settimane, compresa quella del 24/25 luglio, sembrano avere rimesso le cose a posto.

Nell’area dei vini della Maremma Toscana, si inizierà a vendemmiare i primi di settembre, senza anticipi particolari, la problematica più attuale è comunque la siccità, nelle aree pianeggianti più vicine al mare, ma al momento non si riscontrano perdite di prodotto.

Nei vigneti della Doc Cortona, il monitoraggio tra i produttori stima un -15% sulla media stagionale a causa di siccità e del caldo eccessivo di giugno e luglio, che però porteranno un aumento della gradazione delle uve.

Più segnata dallo strano andamento climatico è l’area del Chianti dove ci sono zone con viti ed uva con segni evidenti della siccità, e si ipotizza un anticipo della vendemmia compreso tra una o due settimane.

Dove è possibile si fronteggia la siccità con l’irrigazione di soccorso, ma sono relativamente pochi i vigneti con impianti irrigui. Insomma la speranza è che prima o dopo “santa Maria” arrivi un po’ di pioggia per far tornare il sorriso agli agricoltori toscani, senza far dimenticare alle istituzioni il dramma che questa siccità sta facendo vivere alle imprese agricole ed ai cittadini.

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Siccità, Coldiretti: arriva il carburante agricolo per irrigazione

Siccità, Coldiretti: arriva il carburante agricolo per irrigazione

Via libera al Decreto della Regione Toscana che autorizza l’assegnazione di quote aggiuntive di carburante agevolato alle imprese agricole che, a causa della siccità, sono state costrette a ricorrere a cospicue irrigazioni di soccorso per salvare le coltivazioni.

Sulla Toscana, nei mesi da gennaio a luglio 2017,  un lungo periodo di siccità associata ad elevata temperatura, con conseguente alto tasso di evaporazione dal suolo ha reso necessari numerosi interventi di irrigazione suppletiva.

Tra l’altro il Presidente della Giunta Regionale Enrico Rossi con specifico decreto ha dichiarato, il 16 giugno 2017, per la perdurante crisi idrica, lo stato di emergenza regionale su tutto il territorio della Toscana.

Nei giorni scorsi Coldiretti Toscana, facendosi carico del disagio espresso da molte imprese agricole, aveva richiesto, con una nota scritta all’Assessore all’Agricoltura Marco Remaschi, l’attivazione delle procedure di assegnazione di carburante agricolo agevolato per irrigazione di soccorso.

A stretto giro il decreto che autorizza l’erogazione di quantitativi di carburante agricolo agevolato, ai beneficiari che ne facciano richiesta, per far funzionare gli impianti di irrigazione. “Un sospiro di sollievo per molte imprese agricole – dice Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – strette tra la siccità e le alte temperature di questi giorni, che mettono a rischio coltivazioni e allevamenti”.

 

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Irrigazioni straordinarie: Coldiretti Toscana chiede supplementi di carburante agevolato

Irrigazioni straordinarie: Coldiretti Toscana chiede supplementi di carburante agevolato

Resta alto l’allarme per la siccità e per salvare le colture gli agricoltori sono costretti a ricorrere ad eccezionali irrigazioni di soccorso in particolare per gli ortaggi e la frutta, ma anche per il mais ed il girasole, ed anche i vigneti, per ridurre lo stress, sono oggetto di interventi irrigui.

Questi straordinari interventi di irrigazioni, oltre ad aumentare i costi di produzione. determinano un elevato consumo di carburante agricolo è per questo che Coldiretti Toscana ha scritto una nota alla Regione nella quale si richiede di attivare le procedure per concedere una assegnazione supplementare di carburante agevolato.

“Abbiamo scritto all’Assessore Remaschi – ha detto Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – affinché a fronte di una situazione di estrema difficoltà per le imprese agricole si attivino tutti gli strumenti disponibili per alleviare nell’immediato le difficoltà. Certo occorre anche attivare nuovi interventi che affrontino il problema in modo più strutturale come la misura 4.1.4 del PSR relativa alla “Gestione della risorsa idrica per scopi irrigui da parte delle aziende agricole” che fino ad oggi è stata bloccata dalla Commissione europea e che noi contiamo – continua De Concilio – possa essere attivata nei mesi prossimi e potrà finanziare gli investimenti per migliorare la gestione e la razionalizzazione dell’utilizzo dell’acqua per l’irrigazione delle colture”.

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Siccità: oltre l’emergenza anche in Toscana

Siccità: oltre l’emergenza anche in Toscana

Salgono a oltre 2 miliardi le perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamenti da un andamento climatico del 2017 che lo classifica tra i primi posti dei più caldi e siccitosi da oltre 200 anni.

Oltre 200 milioni di euro è la stima dei danni da siccità all’agricoltura stimati dalla Coldiretti in Toscana dove la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza. Solo la perdita di prodotto per grano tenero e duro è valutata in circa 50 milioni di euro; altri 35 milioni sono i danni al mais, altre foraggere e girasole, ma guasti da quantificare sono destinati a riguardare anche i vigneti e gli oliveti.

Particolarmente scioccante l’annuncio che Roma è a secco perché nella provincia le precipitazioni sono risultate in calo del 72% a luglio nella prima decade dopo che la riduzione era stata del 74% a giugno del 56% a maggio come ad aprile, mentre a marzo il calo è stato del 56%, a febbraio del 37% e a gennaio del 34% provocando una crisi idrica di portata storica.

Per superare l’emergenza  il Governatore della Toscana Enrico Rossi si è fatto carico del problema del mondo agricolo ponendo al centro la necessità di una programmazione e di una pianificazione degli interventi che consentiranno di evitare il ripetersi in futuro di crisi dovute a situazioni climatiche che ormai si verificano ciclicamente.

In particolare sul versante irriguo la Regione intende realizzare un Piano Idrico che prenda le mosse dopo un censimento di tutti gli invasi presenti in Toscana, se ne stimano circa 4000, che ne calcoli il bilancio idrico e la portata, considerando che queste dovranno essere risorse polifunzionali da impiegare nel caso di nuove crisi idriche come quella attuale.

Nell’ultimo tavolo regionale per affrontare l’emergenza siccità è stata rilanciata la disponibilità della Regione Toscana a varare questo Piano Idrico Regionale da 200milioni di euro con una serie di interventi definiti da una tasck force composta oltre che dalla stessa Regione dall’Autorità Idrica Regionale e dai Consorzi di Bonifica.

Di questo e di una seria politica di valorizzazione della risorsa idrica si parla oggi nel  convegno organizzato da Coldiretti e ANBI Toscana a Firenze nell’auditorium del Consiglio Regionale.

“E’ necessario passare dalla gestione dell’emergenza con enorme spreco di risorse, per abbracciare una nuova cultura delle prevenzione in una situazione in cui quasi 9 litri di pioggia su 10 sono perduti”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Toscana Tulio Marcelli. “L’Italia resta un paese piovoso – continua –  con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che annualmente cadono, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattengono solo l’11%. Una risorsa troppo importante per le imprese agricole e per il loro sviluppo che richiede una tutela più accorta”.

“I Consorzi di Bonifica sono impegnati in prima linea nel contrasto della siccità – spiega il presidente di Anbi Toscana, Marco Bottino -. La politica degli invasi promossa da Regione vede infatti una preziosa sinergia fra Consorzi, agricoltori e Regione stessa. Gli invasi a uso plurimo costituiscono uno degli investimenti migliori per la prevenzione dal rischio alluvioni, per la lotta agli incendi e per l’irrigazione. Una strada che è importante continuare a percorrere incentivando la creazione di nuovi bacini e la manutenzione di quelli esistenti”

“Parlare di siccità o meglio ancora di come prevenirla è doveroso – ha dichiarato Massimo Gargano Direttore Generale ANBI – in una stagione caratterizzata dalla consapevolezza che le crisi idriche sono ormai un fenomeno consolidato, che si ripete con periodicità sempre più ravvicinata e non più, quindi, un’evenienza  eccezionale. Se da un lato deve proseguire la ricerca per ottimizzare l’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura così come va migliorata l’efficienza della rete idrica, dall’altro bisogna aumentare la capacità di trattenere le acque di pioggia attraverso il varo di un Piano Nazionale degli Invasi; si tratta di bacini medio-piccoli, ma la realizzazione non può prescindere da una diffusa consapevolezza dell’opinione pubblica  sulla loro utilità come riserva idrica, ma anche come vitalizzatore ambientale e bacini di espansione contro le alluvioni. Per ciò devono moltiplicarsi occasioni di confronto come questa.”

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