Sicurezza, la Regione finanzia con 170 mila euro due progetti a Livorno

LIVORNO -  La zona di piazza Garibaldi, ovvero uno dei cuori del quartiere San Marco a Livorno, rinascerà entro agosto. Più vissuto e per questo dunque anche più sicuro. Lo farà con il contributo della Regione Toscana, che investirà 90 mila euro. Presentato stamani in un ristorante della piazza che si affaccia sui canali della città,  il progetto di Confesercenti è già pronto a partire: un esperimento di sei mesi, per una rinascita che duri poi nel tempo. Come è stato ad esempio, si racconta, dieci anni fa per un quartiere forse ancora più fragile ed ugualmente multietnico a Piombino. Che multietnico è rimasto (e tale rimarrà probabilmente anche piazza Garibaldi), ma ha cambiato volto e si è arricchito al suo interno di nuove relazioni, vincendo diffidenze e pregiudizi attraverso la conoscenza reciproca e attività di animazione sociale.

"Il primo nostro obiettivo è far sì che non ci siano più saracinesche chiuse – sottolinea l'assessore alla partecipazione e sicurezza della Toscana, Vittorio Bugli  – ed è una linea di azione che intendiamo portare avanti anche altrove. Anzi, già lo abbiamo fatto, aiutando eventi Pop Up per riaprire temporaneamente per uno, due o tre mesi fondi sfitti recuperati, con bandi aperti a idee innovative e a giovani che poi, in qualche caso, sono rimasti anche dopo". "Commercianti e cittadini sono infatti i primi che devono convivere e animano il quartiere dove svolgono la propria attività. - aggiunge Bugli -  Il nostro intervento è anzitutto mirato a riappropriarsi degli spazi comuni e a creare così un ambiente più vivibile, per tutti. C'è anche la necessità di costruire la pianificazione della città sulle sue fragilità ed anche su questo stiamo investendo". "Del resto – conclude - la  Regione non è né uno sceriffo né le forze dell'ordine: ad ognuno il suo compito".

Accanto al recupero di situazioni delicate e al contrasto del degrado di certi quartieri, naturalmente rimangono altre azioni, come le telecamere per un miglior controllo del territorio: un secondo progetto, proposto dalla polizia municipale del Comune e finanziato anche questo dalla Regione con 80 mila euro, pari al 70 per cento del costo complessivo. In tutta la Toscana sono sessantré gli interventi che partiranno subito, finanziati dalla giunta con 1 milione e 522 mila di euro (mezzo milione in più di quanto all'inizio previsto), grazie anche all'aiuto del Consiglio regionale che ha messo a disposizione fondi propri risparmiati nel 2016. Un deterrente per ladri, scippatori e malavitosi, perché è evidente che aree buie, poco illuminate e frequentate o poco sorvegliate sono il contesto dove certi crimini e delitti possono compiersi più facilmente.

Telecamere saranno installate anche in piazza Garibaldi a Livorno, spiegano gli uffici del Comune,  ma non solo: ci saranno nelle vie pedonali del centro, in piazza XX settembre, in viale Carducci, nei giardini della stazione e in via dell'Artigianato. L'ubicazione precisa sarà comunque decisa assieme al prefetto. 

Il centro della conferenza stampa di oggi è stato comunque la nuova vita del quartiere Garibaldi.  Con Bugli c'erano il vicesindaco di Livorno Stella Sorgente, l'assessore al commercio Paola Baldari, l'assessore all'urbanistica e arredo urbano Alessandro Aurigi e il consigliere regionale Francesco Gazzetti. Hanno partecipato naturalmente anche  il direttore regionale di Confersercenti Massimo Biagioni, il direttore provinciale Alessandro Ciapini e la responsabile della comunicazione esterna dell'associazione Annalisa Coli, la presidente del centro commerciale naturale di piazza Garibaldi Daniela Barli Carboncini e per la polizia municipale del comune di Livorno il comandante Riccardo Pucciarelli. 

Cinque progetti speciali per altrettante città
Il progetto di piazza Garibaldi a Livorno è uno dei cinque interventi speciali e pilota su cui la Regione ha stanziato nei mesi scorsi quasi seicentomila euro e il cui obiettivo è aumentare la sicurezza nelle città, partendo dal recupero delle aree degradate. Si punta ad agire laddove esistono fragilità, sociali o nel tessuto urbano, per capirle anzitutto e poi migliorarne il contesto. Finanziati a novembre, riguardano per ora  i capoluoghi con un indice di delittuosità superiore alla media regionale - ovvero Firenze, Prato, Lucca, Pisa e Livorno – e nel caso della città labronica la Regione finanzierà l'intero costo: "un premio – spiega l'assessore Bugli - per il fatto che a farsi avanti è stata un'associazione di categoria". Una novità assoluta.

Come cambierà piazza Garibaldi
L'intervento interesserà appunto la zona di piazza Garibaldi, da molti anni segnata da polemiche e proteste da parte di cittadini ed operatori economici che lamentano situazioni di crescente degrado, atti di vandalismo, disturbo della quiete pubblica e comportamenti illegali di varia natura. La Confersercenti ha proposto momenti di formazione rivolti ai commercianti (ma aperti anche alla cittadinanza), animazioni territoriali e interventi di micro-riqualificazione urbana scaturiti da un percorso partecipativo. Meno degrado e trovarsi a proprio agio vuol dire anche offrire un'agile offerta di servizi digitali, a partire magari da una wifi gratuita. E' quello che viene proposto, in modo da trasformare piazza Garibaldi in un'area smart da vivere, con totem anche che consentano di ricaricare gratuitamente i propri dispositivi elettronici. Si punta a riaprire temporaneamente alcuni fondi sfitti recuperati, attraverso anche incentivi economici ai proprietari: i locali verrebbero concessi gratuitamente ad artigiani, artisti o associazioni selezionati con un bando. Sono previsti inoltre sostegni agli imprenditori che affitteranno i fondi sfitti in modo da rilanciare commercialmente l'area. "L'obiettivo  - sottolinea per l'associazione Alessandro Ciapini - è far tornare la gente in piazza, con un progetto di fatto riproducibile anche altrove. Ne siamo orgogliosi, ma siamo anche consapevoli delle difficoltà e per questo chiederemo aiuto alle forze sane del quartiere, che ci sono e hanno voglia di impegnarsi". Un'idea di condivisione degli interventi, a partire dallo loro progettazione, che piace anche al Comune, convinto che un simile percorso possa aiutare a considerare quei luoghi uno spazio di tutti.

Parallelamente al progetto di Confesercenti, l'amministrazione comunale annuncia altri investimenti sul rinnovo dell'arredo urbano e per il rilancio economico. Entro l'estate al centro di piazza Garibaldi sorgerà un palco per ospitare esibizioni di musicisti e artisti di strada che ne faranno richiesta, troveranno posto  sei pali per allestire una quinta scenica semplice e facilmente removibile, nuovi paletti e balaustre faranno invece da deterrente contro la sosta selvaggia. A breve sono attesi anche cinque bandi per la gestione di altrettante baracchine, ora vuote, delle diciotto che circondano la piazza su tre lati e destinate ad ospitare una panetteria, un frutta e verdura con succhi e frullati, una mescita di bevande della tradizione livornese e una birreria, con l'ex edicola che diventerà invece un ufficio di informazioni turistiche, web radio e rivendita di piccoli manufatti artigianali. 

Sicurezza, la Regione finanzia con 170 mila euro due progetti a Livorno

LIVORNO -  La zona di piazza Garibaldi, ovvero uno dei cuori del quartiere San Marco a Livorno, rinascerà entro agosto. Più vissuto e per questo dunque anche più sicuro. Lo farà con il contributo della Regione Toscana, che investirà 90 mila euro. Presentato stamani in un ristorante della piazza che si affaccia sui canali della città,  il progetto di Confesercenti è già pronto a partire: un esperimento di sei mesi, per una rinascita che duri poi nel tempo. Come è stato ad esempio, si racconta, dieci anni fa per un quartiere forse ancora più fragile ed ugualmente multietnico a Piombino. Che multietnico è rimasto (e tale rimarrà probabilmente anche piazza Garibaldi), ma ha cambiato volto e si è arricchito al suo interno di nuove relazioni, vincendo diffidenze e pregiudizi attraverso la conoscenza reciproca e attività di animazione sociale.

"Il primo nostro obiettivo è far sì che non ci siano più saracinesche chiuse – sottolinea l'assessore alla partecipazione e sicurezza della Toscana, Vittorio Bugli  – ed è una linea di azione che intendiamo portare avanti anche altrove. Anzi, già lo abbiamo fatto, aiutando eventi Pop Up per riaprire temporaneamente per uno, due o tre mesi fondi sfitti recuperati, con bandi aperti a idee innovative e a giovani che poi, in qualche caso, sono rimasti anche dopo". "Commercianti e cittadini sono infatti i primi che devono convivere e animano il quartiere dove svolgono la propria attività. - aggiunge Bugli -  Il nostro intervento è anzitutto mirato a riappropriarsi degli spazi comuni e a creare così un ambiente più vivibile, per tutti. C'è anche la necessità di costruire la pianificazione della città sulle sue fragilità ed anche su questo stiamo investendo". "Del resto – conclude - la  Regione non è né uno sceriffo né le forze dell'ordine: ad ognuno il suo compito".

Accanto al recupero di situazioni delicate e al contrasto del degrado di certi quartieri, naturalmente rimangono altre azioni, come le telecamere per un miglior controllo del territorio: un secondo progetto, proposto dalla polizia municipale del Comune e finanziato anche questo dalla Regione con 80 mila euro, pari al 70 per cento del costo complessivo. In tutta la Toscana sono sessantré gli interventi che partiranno subito, finanziati dalla giunta con 1 milione e 522 mila di euro (mezzo milione in più di quanto all'inizio previsto), grazie anche all'aiuto del Consiglio regionale che ha messo a disposizione fondi propri risparmiati nel 2016. Un deterrente per ladri, scippatori e malavitosi, perché è evidente che aree buie, poco illuminate e frequentate o poco sorvegliate sono il contesto dove certi crimini e delitti possono compiersi più facilmente.

Telecamere saranno installate anche in piazza Garibaldi a Livorno, spiegano gli uffici del Comune,  ma non solo: ci saranno nelle vie pedonali del centro, in piazza XX settembre, in viale Carducci, nei giardini della stazione e in via dell'Artigianato. L'ubicazione precisa sarà comunque decisa assieme al prefetto. 

Il centro della conferenza stampa di oggi è stato comunque la nuova vita del quartiere Garibaldi.  Con Bugli c'erano il vicesindaco di Livorno Stella Sorgente, l'assessore al commercio Paola Baldari, l'assessore all'urbanistica e arredo urbano Alessandro Aurigi e il consigliere regionale Francesco Gazzetti. Hanno partecipato naturalmente anche  il direttore regionale di Confersercenti Massimo Biagioni, il direttore provinciale Alessandro Ciapini e la responsabile della comunicazione esterna dell'associazione Annalisa Coli, la presidente del centro commerciale naturale di piazza Garibaldi Daniela Barli Carboncini e per la polizia municipale del comune di Livorno il comandante Riccardo Pucciarelli. 

Cinque progetti speciali per altrettante città
Il progetto di piazza Garibaldi a Livorno è uno dei cinque interventi speciali e pilota su cui la Regione ha stanziato nei mesi scorsi quasi seicentomila euro e il cui obiettivo è aumentare la sicurezza nelle città, partendo dal recupero delle aree degradate. Si punta ad agire laddove esistono fragilità, sociali o nel tessuto urbano, per capirle anzitutto e poi migliorarne il contesto. Finanziati a novembre, riguardano per ora  i capoluoghi con un indice di delittuosità superiore alla media regionale - ovvero Firenze, Prato, Lucca, Pisa e Livorno – e nel caso della città labronica la Regione finanzierà l'intero costo: "un premio – spiega l'assessore Bugli - per il fatto che a farsi avanti è stata un'associazione di categoria". Una novità assoluta.

Come cambierà piazza Garibaldi
L'intervento interesserà appunto la zona di piazza Garibaldi, da molti anni segnata da polemiche e proteste da parte di cittadini ed operatori economici che lamentano situazioni di crescente degrado, atti di vandalismo, disturbo della quiete pubblica e comportamenti illegali di varia natura. La Confersercenti ha proposto momenti di formazione rivolti ai commercianti (ma aperti anche alla cittadinanza), animazioni territoriali e interventi di micro-riqualificazione urbana scaturiti da un percorso partecipativo. Meno degrado e trovarsi a proprio agio vuol dire anche offrire un'agile offerta di servizi digitali, a partire magari da una wifi gratuita. E' quello che viene proposto, in modo da trasformare piazza Garibaldi in un'area smart da vivere, con totem anche che consentano di ricaricare gratuitamente i propri dispositivi elettronici. Si punta a riaprire temporaneamente alcuni fondi sfitti recuperati, attraverso anche incentivi economici ai proprietari: i locali verrebbero concessi gratuitamente ad artigiani, artisti o associazioni selezionati con un bando. Sono previsti inoltre sostegni agli imprenditori che affitteranno i fondi sfitti in modo da rilanciare commercialmente l'area. "L'obiettivo  - sottolinea per l'associazione Alessandro Ciapini - è far tornare la gente in piazza, con un progetto di fatto riproducibile anche altrove. Ne siamo orgogliosi, ma siamo anche consapevoli delle difficoltà e per questo chiederemo aiuto alle forze sane del quartiere, che ci sono e hanno voglia di impegnarsi". Un'idea di condivisione degli interventi, a partire dallo loro progettazione, che piace anche al Comune, convinto che un simile percorso possa aiutare a considerare quei luoghi uno spazio di tutti.

Parallelamente al progetto di Confesercenti, l'amministrazione comunale annuncia altri investimenti sul rinnovo dell'arredo urbano e per il rilancio economico. Entro l'estate al centro di piazza Garibaldi sorgerà un palco per ospitare esibizioni di musicisti e artisti di strada che ne faranno richiesta, troveranno posto  sei pali per allestire una quinta scenica semplice e facilmente removibile, nuovi paletti e balaustre faranno invece da deterrente contro la sosta selvaggia. A breve sono attesi anche cinque bandi per la gestione di altrettante baracchine, ora vuote, delle diciotto che circondano la piazza su tre lati e destinate ad ospitare una panetteria, un frutta e verdura con succhi e frullati, una mescita di bevande della tradizione livornese e una birreria, con l'ex edicola che diventerà invece un ufficio di informazioni turistiche, web radio e rivendita di piccoli manufatti artigianali. 

Ambulanti, Ciuoffo “Situazione in evoluzione, sosterremo i Comuni”

"In una situazione ancora in evoluzione in attesa della legge di conversione del decreto "sarebbe inopportuno sospendere o interrompere un procedimento amministrativo comunale già avviato, considerato che il 7 maggio o, al più, il 4 luglio 2017, in caso di mancata conversione, le concessioni in essere scadrebbero, esponendo i Comuni al rischio di contenziosi qualora non ci fossero i tempi tecnici per una ripubblicazione dei bandi. Per questo motivo la Toscana insieme alle altre regioni sta proponendo un emendamento al decreto MIlleproroghe che faccia salvo i contenuti nell'Intesa Stato Regioni del 2012, mantena la validità delle procedure di gara avviate e uniformi le scadenze delle concessione a decorrere dal 31 dicembre 2018.

Questa in sintesi la visione della situazione dell'assessore al commercio della Regione Toscana Stefano Ciuoffo circa la proroga della scadenze delle concessioni del commercio su area pubblica contenuto nel "Milleproroghe" del 30 dicembre 2016 rispetto alle sollecitazioni arrivate dai comuni e espressa con una Comunicazione nell'ultima Giunta

In attesa dell'evolversi del percorso parlamentare l'assessore Ciuoffo traccia alcuni percorsi operativi per i Comuni che si trovano in situazioni diverse in base alle varie fasi di espletamento delle procedure per le gare per l'assegnazione delle concessioni in base a quanto stabilito dall'Intesa Stato Regioni del 2012 in vista delle scadenze della primavera 2017.

"Un primo scenario – spiega Ciuoffo – riguarda quei comuni che stanno definendo e approvando piano e regolamento comunale, oppure che stanno svolgendo le ricognizioni dei posteggi esistenti e definendo gli eventuali interventi di razionalizzazione e adeguamento: per questi il suggerimento è che portino a compimento tali attività. Quelli che, all'entrata in vigore del decreto-legge, avevano già pubblicato i bandi e i termini per la presentazione delle domande che erano già scaduti, procedano con l'istruttoria delle domande ricevute. I Comuni che avevano già approvato e pubblicato i bandi, con conseguente apertura dei termini per la presentazione delle domande, completino tali fasi sebbene, in considerazione dello stato di incertezza, si può suggerire di prolungare i termini di apertura dei bandi non ancora scaduti, almeno fino alla conversione del decreto. Per quelli invece che non hanno ancora provveduto ad approvare e pubblicare i bandi, decidano se proseguire l'iter o attendere la legge di conversione prima di procedere, e questo vale anche per i Comuni che non hanno ancora provveduto ad approvare e pubblicare i bandi per il rilascio delle concessioni relative alle altre attività economiche che si svolgono su aree pubbliche".

Ambulanti, Ciuoffo “Situazione in evoluzione, sosterremo i Comuni”

"In una situazione ancora in evoluzione in attesa della legge di conversione del decreto "sarebbe inopportuno sospendere o interrompere un procedimento amministrativo comunale già avviato, considerato che il 7 maggio o, al più, il 4 luglio 2017, in caso di mancata conversione, le concessioni in essere scadrebbero, esponendo i Comuni al rischio di contenziosi qualora non ci fossero i tempi tecnici per una ripubblicazione dei bandi. Per questo motivo la Toscana insieme alle altre regioni sta proponendo un emendamento al decreto MIlleproroghe che faccia salvo i contenuti nell'Intesa Stato Regioni del 2012, mantena la validità delle procedure di gara avviate e uniformi le scadenze delle concessione a decorrere dal 31 dicembre 2018.

Questa in sintesi la visione della situazione dell'assessore al commercio della Regione Toscana Stefano Ciuoffo circa la proroga della scadenze delle concessioni del commercio su area pubblica contenuto nel "Milleproroghe" del 30 dicembre 2016 rispetto alle sollecitazioni arrivate dai comuni e espressa con una Comunicazione nell'ultima Giunta

In attesa dell'evolversi del percorso parlamentare l'assessore Ciuoffo traccia alcuni percorsi operativi per i Comuni che si trovano in situazioni diverse in base alle varie fasi di espletamento delle procedure per le gare per l'assegnazione delle concessioni in base a quanto stabilito dall'Intesa Stato Regioni del 2012 in vista delle scadenze della primavera 2017.

"Un primo scenario – spiega Ciuoffo – riguarda quei comuni che stanno definendo e approvando piano e regolamento comunale, oppure che stanno svolgendo le ricognizioni dei posteggi esistenti e definendo gli eventuali interventi di razionalizzazione e adeguamento: per questi il suggerimento è che portino a compimento tali attività. Quelli che, all'entrata in vigore del decreto-legge, avevano già pubblicato i bandi e i termini per la presentazione delle domande che erano già scaduti, procedano con l'istruttoria delle domande ricevute. I Comuni che avevano già approvato e pubblicato i bandi, con conseguente apertura dei termini per la presentazione delle domande, completino tali fasi sebbene, in considerazione dello stato di incertezza, si può suggerire di prolungare i termini di apertura dei bandi non ancora scaduti, almeno fino alla conversione del decreto. Per quelli invece che non hanno ancora provveduto ad approvare e pubblicare i bandi, decidano se proseguire l'iter o attendere la legge di conversione prima di procedere, e questo vale anche per i Comuni che non hanno ancora provveduto ad approvare e pubblicare i bandi per il rilascio delle concessioni relative alle altre attività economiche che si svolgono su aree pubbliche".

Ambulanti, Ciuoffo: “Situazione in evoluzione, sosterremo i Comuni”

"In una situazione ancora in evoluzione, in attesa della legge di conversione del decreto, sarebbe inopportuno sospendere o interrompere un procedimento amministrativo comunale già avviato, considerato che il 7 maggio o, al più, il 4 luglio 2017, in caso di mancata conversione, le concessioni in essere scadrebbero, esponendo i Comuni al rischio di contenziosi qualora non ci fossero i tempi tecnici per una ripubblicazione dei bandi. Per questo motivo la Toscana insieme alle altre regioni sta proponendo un emendamento al decreto 'Milleproroghe' che faccia salvo i contenuti nell'Intesa Stato Regioni del 2012, mantenga la validità delle procedure di gara avviate e uniformi le scadenze delle concessione a decorrere dal 31 dicembre 2018".

Questa in sintesi la visione della situazione dell'assessore al commercio Stefano Ciuoffo circa la proroga della scadenze delle concessioni del commercio su area pubblica contenuto nel 'Milleproroghe' del 30 dicembre 2016 rispetto alle sollecitazioni arrivate dai comuni e espressa con una Comunicazione nell'ultima Giunta.

In attesa dell'evolversi del percorso parlamentare l'assessore Ciuoffo traccia alcuni percorsi operativi per i Comuni che si trovano in situazioni diverse, in base alle varie fasi di espletamento delle procedure per le gare per l'assegnazione delle concessioni ed a quanto stabilito dall'Intesa Stato Regioni del 2012 in vista delle scadenze della primavera 2017.

"Un primo scenario – spiega Ciuoffo – riguarda quei Comuni che stanno definendo e approvando piano e regolamento comunale, oppure che stanno svolgendo le ricognizioni dei posteggi esistenti e definendo gli eventuali interventi di razionalizzazione e adeguamento: per questi il suggerimento è che portino a compimento tali attività. Quelli che, all'entrata in vigore del decreto-legge, avevano già pubblicato i bandi e i termini per la presentazione delle domande che erano già scaduti, procedano con l'istruttoria delle domande ricevute. I Comuni che avevano già approvato e pubblicato i bandi, con conseguente apertura dei termini per la presentazione delle domande, completino tali fasi sebbene, in considerazione dello stato di incertezza, si può suggerire di prolungare i termini di apertura dei bandi non ancora scaduti, almeno fino alla conversione del decreto. Per quelli invece che - conclude l'assessore - non hanno ancora provveduto ad approvare e pubblicare i bandi, decidano se proseguire l'iter o attendere la legge di conversione prima di procedere, e questo vale anche per i Comuni che non hanno approvato e pubblicato i bandi per il rilascio delle concessioni relative alle altre attività economiche che si svolgono su aree pubbliche".