M5s: di Figline uno dei candidati che sfiderà Di Maio alle primarie

M5s: di Figline uno dei candidati che sfiderà Di Maio alle primarie

Il candidato Frallicciardi: “Mia candidatura esempio democrazia dentro Movimento”.

“Di Maio ha dimostrato negli anni di essere una persona seria, che sa lavorare, che piace, e che si presenta benissimo con i media. Faccio il tifo per lui e non ho aspirazioni di vincere ma solo la voglia di partecipare per dare il mio contributo alla visibilità e all’operato del Movimento. Sono la prova tangibile della democrazia pura che c’è all’interno del 5Stelle”. Parola di Andrea Davide Frallicciardi, unico toscano tra gli sfidanti per decidere il candidato premier M5s che correranno insieme al vicepresidente della Camera, grande favorito, Luigi Di Maio.
Valdarnese, perito elettronico e da 20 anni impiegato in un’azienda fiorentina dove si occupa di assistenza tecnica informatica, Frallicciardi è stato consigliere comunale pentastellato a Figline Valdarno dal 2011 al 2013, prima che il Comune fosse commissariato per fondersi con quello di Incisa. Da allora non ha svolto altra attività politica.
“In nessun paese al mondo si offre la possibilità ai cittadini comuni di essere eletti in quella che è la prima forza politica di un paese – ha aggiunto -. Questa è democrazia”.
“La mia attività politica è iniziata nel 2011 – ha ricordato – quando sono diventato consigliere comunale fino al 2013. Da allora non ho fatto altra politica, ho ritenuto positivo lasciare l’opportunità di svolgere anche ad altri la carica di consigliere, e quindi non mi sono ricandidato”.
Per Frallicciardi, “la regola di aver svolto almeno un mandato” per potersi presentare alla candidatura a premier M5s, “è per me fondamentale perché vuol dire non aver fatto semplicemente una legislatura ma aver dimostrato la propria qualità, la propria incorruttibilità, e la capacità di ascolto verso i cittadini, soprattutto in una realtà come un Consiglio comunale”.
“Ho visto che il mio nome è stato accettato e questo mi onora ma sono rimasto stupito perché credevo che molti più parlamentari si candidassero per dare il loro contributo. Non mi interessa come andrà a finire ma nel mio piccolo penso che con la mia azione avrò dato un contributo”, ha concluso.

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Toscana, aggredito un altro capotreno

Toscana, aggredito un altro capotreno

L’episodio proprio nel giorno dello sciopero dei sindacati accaduto nei pressi della stazione di Figline Valdarno.

Episodio meno grave rispetto a quello di domenica mattina a Prato ma comunque raffigurativo di un’emergenza già denunciata dai sindacati. Il capotreno, nei pressi della stazione di Figline Valdarno, è stato insultato, spintonato e ha ricevuto uno sputo da un viaggiatore. Il ferroviere ha ricevuto 7 giorni di prognosi dopo essersi infortunato a una mano.

Atto che assume una valenza simbolica ancora più forte perché commesso nel giorno dello sciopero indetto dai sindacati per chiedere maggiore sicurezza a bordo dei treni e nelle stazioni, condizionando da troppo tempo i lavoratori.

Lo sciopero, iniziato stamattina alle 9 e protratto fino alle 17 per 8 ore, riguarda i treni regionali, Intercity e il personale di Rfi, della protezione aziendale e delle biglietterie della stazioni toscane.

Alla stazione di Firenze Santa Maria Novella, questa mattina, tutti i treni hanno ritardato perché oltre allo sciopero, si è aggiunto un guasto agli impianti dell’alta velocità a Chiusi.

“Sappiamo di poter creare dei disagi ai viaggiatori – hanno detto i sindacati – ma è l’unico modo che abbiamo per attirare l’attenzione pubblica. Le aggressioni devono finire, non possiamo aver paura di andare al lavoro”.

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Incendi senza sosta in Toscana, evacuato rifugio sulle Apuane

Incendi senza sosta in Toscana, evacuato rifugio sulle Apuane

La stagione dei roghi non sembra essersi conclusa: anche oggi, a quanto risulta alla sala operativa della protezione civile regionale, i vigili del fuoco e i volontari stanno lottando contro le fiamme in numerosi luoghi.

Anzitutto, a Campaniletti, nel territorio di Massa Carrara sulle Apuane. Una prima stima dei danni parla di 35 ettari fra bosco e vegetazione colpiti dal
rogo. Nella zona e’ stato evacuato il rifugio Nello Conti (foto).

Altri quattro incendi sono in corso: in localita’ San Baronto, a Sarravalle Pistoiese (Pistoia) dove sono interessati 150 ettari, a Bettola nel comune di Pieve Fosciana (Lucca), a Brandeglio nel comune di Bagni di Lucca. Qui sono gia’ andati in fumo tre ettari di castagno.

Un’ulteriore segnalazione riguarda un incendio divampato a Dudda, nel comune di Greve in Chianti (Firenze). Quest’ultimo rogo e’ cosi’ rilevante da vedere l’intervento di
tre elicotteri regionali.

Un incendio è inoltre scoppiato nel pomeriggio in località Ponte agli Stolli, nel comune di Figline Incisa, e risulta complesso e di vaste proporzioni.  L’incendio riguarda una vasta area nel territorio di Incisa e Figline Valdarno.

Al momento sono impegnate una ventina di squadre, per un totale di circa cinquanta persone, tra personale degli Enti locali e della Regione, operai forestali, volontari e Vigili del fuoco del distaccamento di Figline. Quattro elicotteri della Regione Toscana e un elicottero Drago dei Vigili del fuoco sono già in azione ed attorno alle 18 arriverà anche un aereo Canadair.

Complessivamente, la situazione si conferma pesante. Al punto da spingere l’assessore regionale con delega all’Agricoltura, Marco Remaschi a ribadire il divieto di bruciare residui vegetali, agricoli e forestali fino al prossimo 15 settembre.

L’assessore chiede impegno e attenzione ai cittadini, alle istituzioni e alle forze dell’ordine. “Purtroppo- sottolineacirca il 50% degli incendi che la struttura regionale di protezione civile si trova ad affrontare ormai quotidianamente e’ causato da disattenzioni che determinano vere e proprie devastazioni del territorio e del patrimonio forestale toscano che meritano invece di essere preservati e tutelati”.

Remaschi preme le istituzioni e le autorita’ affinche’ facciano rispettare i divieti di abbruciamento, in modo tale che “i comportamenti scorretti vengano sanzionati e sia possibile contenere gli ingenti costi necessari per il personale e per i mezzi utili alla
riduzione dei danni”.

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