Scuola: bambini morosi a mensa; Cgil, piccoli non c’entrano

Scuola: bambini morosi a mensa; Cgil, piccoli non c’entrano

“Pagare il servizio di mensa è un dovere civico, ma questo non può giustificare in nessun modo quello che è avvenuto”.

“Non si possono usare i bambini come “scudi umani” per riscuotere le rette della mensa evase dai genitori. Rispetto alla sanatoria delle morosità di alcune famiglie l’Amministrazione comunale si è comportata come il classico elefante in una cristalleria, riuscendo a gestire nel peggiore dei modi una battaglia legittima rispetto all’equità”. É il commento della Cgil Grosseto dopo il caso dei bambini morosi che non sono stati fatti mangiare alla mensa perché i genitori non avevano pagato le mense scolastiche.
“Pagare il servizio di mensa è un dovere civico – prosegue la Cgil -, ma questo non può giustificare in nessun modo quello che è avvenuto. Anche perché in questa vicenda alla fine ci hanno rimesso proprio le famiglie più in difficoltà: ragazze madri, genitori separati in lite, nuovi disoccupati che si arrangiano con lavoretti (prima di dire cose a caso si dovrebbe conoscere il metodo di calcolo Isee). Poi certo anche qualche “furbo”. Chi non aveva problemi economici, invece, se l’è cavata con molto poco. Nel frattempo si è dato un messaggio profondamente diseducativo a tutti coloro che ruotano intorno al mondo dei servizi educativi e della scuola. Aizzando i peggiori istinti di un rancore sociale che non ha tardato a manifestarsi, a partire dalla prevedibile ondata di disprezzo a buon mercato montata sui social. Mentre le maestre dovevano spiegare ad alcuni bambini colpiti dall’esclusione dalla mensa, il motivo per cui non potevano pranzare insieme ai loro coetanei. Siamo anche convinti – aggiunge la Cgil – che in assenza di una modifica del regolamento, da qui alla fine dell’anno qualche altro bambino si troverà ad essere ingiustamente escluso dal pranzo insieme ai propri compagni”.

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Rubano suv poi schianto in Aurelia, 2 arrestati e 1 in fuga

Rubano suv poi schianto in Aurelia, 2 arrestati e 1 in fuga

Inseguimento dei carabinieri da Grosseto a Capalbio.

Notte movimentata, quella scorsa, per i carabinieri di Orbetello (Grosseto) che  hanno arrestato due romeni 31enni, domiciliati a Roma, già noti alla giustizia per reati contro il patrimonio. I due, alle 5 del mattino, in pieno centro di Grosseto, insieme ad un complice, avevano rubato un Suv di grossa cilindrata parcheggiato sotto la casa del proprietario, un pensionato. Dopo il colpo, sono scappati: i due a bordo di una Audi A4 e un terzo a bordo dell’auto rubata, verso Roma. I carabinieri del radiomobile, impegnati nel controllo del territorio, hanno intercettato le due autovetture e sono stati subito insospettiti dalla strana “scorta” al Suv da parte degli occupanti della berlina.
I carabinieri hanno subito acceso i lampeggianti per controllare i due veicoli ma i malviventi, vista la “gazzella” dell’Arma, hanno premuto il piede sull’acceleratore scappando sull’Aurelia. C’è stato un inseguimento che, partito da Ansedonia, è terminato nel comune di Capalbio quando il conducente del Suv, ormai tallonato da più pattuglie, perdendo il controllo del veicolo è andato a schiantarsi sul guardrail.
É stato costretto a fuggire a piedi nella campagna. I militari, che nel frattempo avevano ricevuto la segnalazione del furto a Grosseto, sono riusciti comunque a bloccare i due malviventi a bordo della berlina, arrestandoli immediatamente. Sono in corso le ricerche e ulteriori indagini da parte del Nucleo Operativo della compagnia di Orbetello per risalire al terzo malvivente.
Intanto i due arrestati dovranno rispondere domattina a un processo per direttissima per furto aggravato in concorso al tribunale di Grosseto.

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Incidenti stradali: frontale nel Grossetano, muore una donna

Incidenti stradali: frontale nel Grossetano, muore una donna

Incidente mortale ieri sera sulla strada statale 64 del Cipressino, nel comune di Civitella Paganico (Grosseto).

Una donna di circa sessant’anni è deceduta in seguito alle ferite riportate in uno scontro che ha visto coinvolte tre autovetture.

Un’altra persona è rimasta ferita in modo più lieve. Da quanto appreso due auto si sarebbero scontrate frontalmente mentre la terza avrebbe tamponato una delle due vetture incidentate. Sul posto, oltre ai mezzi del 118, anche i carabinieri, la polizia stradale e i vigili del fuoco.

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Accusato di abusi su bimba: arrestato carabiniere

Accusato di abusi su bimba: arrestato carabiniere

Grosseto, sospettato di aver abusato di una bambina un carabiniere cinquantenne è stato arrestato in esecuzione di una misura di custodia cautelare.

A Grosseto accusato un carabiniere per abusi su una bambina. Il militare è finito in carcere dopo aver violato la misura del divieto di dimora nello stesso comune e di avvicinamento alla piccola che il gip aveva emesso inizialmente nei suoi confronti. L’inchiesta è partita dalla denuncia di una parente della bambina che ha meno di 10 anni. Per il militare l’accusa è di violenza sessuale aggravata.

Il carabiniere, come spiega una nota della procura di Grosseto, “aveva occasione di intrattenersi con la bambina per motivi familiari”.

La procura ha chiesto l’aggravamento della misura quando è emerso che l’uomo aveva violato tutti i divieti imposti dal giudice e che la custodia cautelare in carcere era “l’unica idonea a salvaguardia le comprovate esigenze cautelari”. Le indagini, spiega sempre la nota, sono state fatte dal nucleo investigativo dei carabinieri.

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Grosseto, droga e anabolizzanti: arrestato poliziotto

Grosseto, droga e anabolizzanti: arrestato poliziotto

Agli arresti domiciliari, in esecuzione di una misura di custodia cautelare, un poliziotto in servizio alla questura di Grosseto. Diversi i reati ipotizzati, tra cui detenzione a fine di spaccio e cessione di stupefacenti e commercio di farmaci anabolizzanti.

Arrestato poliziotto a Grosseto per diversi reati. Spiega una comunicato della procura del capoluogo che ha coordinato l’inchiesta: i reati “sono detenzione a fine di spaccio e cessione di stupefacenti, commercio di farmaci anabolizzanti attraverso canali diversi dalle farmacie, detenzione abusiva di armi, ricettazione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio”.

La misura di custodia cautelare è stato eseguita stamani dai carabinieri del nucleo investigativo, che hanno svolto le indagini, insieme con la squadra mobile di Grosseto.

Il poliziotto arrestato è l’assistente capo della polizia di Stato, Stefano Giglio, 47 anni, fiorentino, in servizio all’ufficio volanti di Grosseto.

Le indagini, spiega sempre la procura nella nota, avrebbero consentito di ricostruire come, nel corso del 2016, il poliziotto “avrebbe ricevuto da più persone, tra cui anche extracomunitari e ceduto sostanze stupefacenti e in qualche caso anabolizzanti”.

Accertata inoltre la detenzione illecita di munizionamento nonché l’indebita rivelazione a terzi di notizie coperte da segreto di cui l’assistente capo era a conoscenza in ragione del proprio ufficio.

In una circostanza sarebbe poi anche emerso che “l’indagato aveva prodotto atti falsi incolpando un cittadino extracomunitario di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, pur sapendolo innocente”.

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