Da fanghi dragati porto Livorno sbocciano fragole e lattuga

Da fanghi dragati porto Livorno sbocciano fragole e lattuga

Progetto Hortised, coordinato Ateneo Firenze partecipato Cnr Pisa.

Dai sedimenti dragati del porto di Livorno sono cresciuti melograni, fragole e lattughe grazie a Hortised, progetto europeo ‘Life’ coordinato dal dipartimento di scienze della produzione agroalimentare e dell’ambiente (Dispaa) dell’Università di Firenze, al quale partecipano l’Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise-Cnr) dell’area della ricerca del
Consiglio nazionale del Cnr di Pisa, l’Università spagnola Miguel Hernandez di Elche e due aziende vivaistiche private. Il progetto, spiega una nota, vuol dimostrare che dal dragaggio dei sedimenti dei corpi idrici portuali – attività svolta regolarmente per consentire la libera navigazione delle imbarcazioni – si possano ricavare substrati per la coltivazione nel settore del vivaismo e della frutticultura.

L’attività dell’Ise-Cnr si è concentrata sui fanghi del porto di Livorno dragati e poi trattati per 18 mesi mediante l’uso di sostanza organica e piante. Il sedimento fitotrattato, si spiega ancora, ha caratteristiche simili ad un suolo ed è stato sperimentato per produrre piantine di lattuga e di melograno, fragole e melagrane. Dal punto di vista agronomico, i
risultati ottenuti in campo presso l’azienda agricola Zelari Company in provincia di Pistoia, il vivaio Caliplant (Murcia – Spagna) e l’Ateneo Hernandes “sono molto incoraggianti – spiega una nota -, con produzioni medie simili a quelle riscontrate nel terriccio commerciale puro se coltivate in una miscela con il 50% di sedimento bonificato”.

“Ad oggi non erano state individuate metodologie valide per un uso applicativo dei sedimenti dragati”, si spiega ancora, rilevando che la quantità totale di sedimenti contaminati dragati in Europa è di circa 200 milioni di metri cubi annui “che potrebbero essere utilizzati in agricoltura cambiando le normative e le linee guida europee in campo vivaistico e agricolo”.

“Nostro compito è dimostrare che questi sedimenti trattati sono congeniali all’agricoltura dal punto di vista della fertilità e della produttività agronomica – dice Grazia Masciandaro dell’Ise/Cnr – e che lo sono anche dal punto di vista della sicurezza alimentare, in quanto sarà verificata l’eventuale presenza di contaminanti nella pianta e nel frutto e saranno effettuate misure per la caratterizzazione morfologica, biochimica e sensoriale dei frutti”.

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Alluvione Livorno: Rossi, piano 40 mln per riduzione rischio

Alluvione Livorno: Rossi, piano 40 mln per riduzione rischio

Polizia idraulica contro abusi.

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, nella sua veste di commissario per
l’alluvione che ha colpito Livorno, ha annunciato oggi la creazione di un servizio di polizia idraulica per la vigilanza sui fiumi e contro gli abusi sulle sponde dei corsi di acqua che porterà, tra l’altro, anche alla creazione di alcuni posti di lavoro destinati ai giovani.

Un servizio che partirà a Livorno da gennaio, ma che poi nelle intenzioni di Rossi sarà esteso in tutta la regione: “Intendiamo creare una Polizia idraulica perchè ci siamo accorti che là dove siamo intervenuti, già ci sono stati nuovi abusi. Il controllo assiduo e costante induce al rispetto delle norme di convivenza civile”, ha precisato
Rossi.

“Faremo un progetto ed assumeremo pertanto dei giovani che saranno appositamente formati. Partiremo da Livorno, ma lo scopo è estendere questo progetto a tutta la Toscana”.

Quaranta milioni per la riduzione del rischio residuo nelle zone alluvionate della città. E’
quanto ha annunciato oggi a Livorno nella sede del genio civile il presidente della Toscana Enrico Rossi. ‘Dopo la prima emergenza e le opere fatte in somma urgenza – ha spiegato Rossi – scatta ora la fase per la riduzione del rischio residuo. Per questa nuova fase abbiamo previsto di realizzare un piano di circa 40 milioni di interventi”.

Fino ad oggi, sia per quanto riguarda la prima che la seconda fase, sono stati impegnati circa 32 milioni di euro per interventi e attività in corso d’opera. Di questi, all’incirca 3 milioni sono relativi ad attività definitivamente concluse.

“Il punto di forza della terza fase – ha aggiunto Rossi – è che, inserendo le opere nel mio commissariamento, invece che in due anni, si possono avviare i progetti in sei od otto mesi’.

Che ha precisato: “Questi 40 milioni serviranno all’avvio di una trentina di progetti circa. Le procedure sono ancora quelle ordinarie, con bandi di evidenza pubblica, ma le tempistiche, essendo in relazione all’Ufficio del commissario delegato, saranno più ristrette”.

Buone notizie anche per le imprese che hanno partecipato alle opere di ricostruzione. “Considerando che vi sono problemi tecnici per avere con immediatezza l’erogazione delle risorse dal livello nazionale – ha spiegato Rossi – la Giunta regionale nell’ultima seduta ha deliberato anche un’anticipazione di cassa che rende possibile, da subito, il pagamento degli operatori economici interessati e coinvolti nella ricostruzione”.

“Tutte le imprese – ha concluso – possono rivolgersi ai propri soggetti attuatori per richiedere l’erogazione delle risorse per il lavori effettuati”.

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Alluvione Livorno: Nogarin; servono tecnici, soldi da soli non bastano

Alluvione Livorno: Nogarin; servono tecnici, soldi da soli non bastano

“Bisogno di personale qualificato capace di trasformare i soldi in interventi concreti”.

“Se non si dà la possibilità ai Comuni di assumere tecnici e personale specializzato in grado di firmare i progetti e far partire i cantieri per la messa in sicurezza del territorio, le risorse per il dopo alluvione rischiano di essere inutili”. Così il sindaco di Livorno Filippo Nogarin , a due mesi dalla catastrofe che si è abbattuta sulla città il 10 settembre scorso, torna a lamentare limiti nella possibilità di intervento nel dopo emergenza da parte delle amministrazioni.

“Il Commissario Enrico Rossi – continua il sindaco – ha inviato una lettera ai parlamentari toscani chiedendo loro di emendare la legge di bilancio, di modo che il governo copra i due terzi delle spese per l’alluvione di Livorno. In sostanza Rossi ha chiesto all’esecutivo, che per ora ha investito 15,5 milioni, di arrivare a quota 37-38 milioni. Una richiesta che condivido in pieno, visto l’impatto devastante che l’alluvione del 10 settembre ha avuto sulla nostra città”.

“La cosa più importante però – precisa Nogarin – è che questi eventuali fondi vengano spesi per il meglio. Non basta buttarli su progetti che esistono solo sulla carta. Noi abbiamo un disperato bisogno di personale. Personale qualificato, soprattutto tecnici specializzati, geometri, architetti e ingegneri capaci di trasformare questi soldi in interventi concreti”.

“Nelle scorse settimane – aggiunge il sindaco – sono andato personalmente dal numero uno della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, per spiegargli la situazione paradossale in cui si trovano i Comuni colpiti da calamità naturali. A Livorno, ad esempio, grazie a Regione e governo abbiamo le risorse per realizzare gli interventi di messa in sicurezza del territorio e di riduzione del rischio residuo, ma ci mancano i tecnici in grado di firmare questi progetti e renderli esecutivi. Con il risultato che se gli interventi messi in preventivo non vengono conclusi entro 365 giorni dalla dichiarazione dello stato d’emergenza, ecco che i Comuni finiscono per perdere tutte le risorse messe a disposizione da Stato e Regione. Un paradosso che rischia di compromettere irrimediabilmente l’efficacia dell’intera macchina degli aiuti”.

“Per questo – conclude il sindaco – è indispensabile che una quota dei finanziamenti possa essere utilizzata per pagare consulenze tecniche e personale specializzato”.

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Manovra: alluvione, Rossi “Ci sia emendamento per i danni di Livorno”

Manovra: alluvione, Rossi “Ci sia emendamento per i danni di Livorno”

La Giunta regionale stanzia altri 12 milioni di euro per la riduzione del rischio idraulico a Livorno. È un ulteriore provvedimento di palazzo Strozzi Sacrati a seguito dell’alluvione della notte del 9-10 settembre. Tuttavia, il presidente della Regione, Enrico Rossi, non si ferma qui. Intende scrivere una lettera a tutti i parlamentari toscani, affinche’ sostengano un emendamento alle legge di bilancio, finalizzato a ottenere una parte dei 56 milioni di euro di fondi necessari per indennizzare i danni.

“La vera partita dei contributi la giochiamo a Roma- spiega, nel corso di una conferenza stampa-. Abbiamo mandato tutta la documentazione, ci auguriamo che adesso ci siano delle risposte adeguate anche grazie all’impegno di tutti i parlamentari di questa regione. Se mettessero i 2/3 dei 56 milioni di euro di danni sarebbe un successone”.
Il bisogno di fare presto e’ dettato oltre che dalla necessita’ territoriale, soprattutto dall’impellenza di una scadenza tecnica, quella della fine della legislatura. “Sarebbe
importante- aggiunge- che questo emendamento passasse e non se ne dovesse riparlare dopo le elezioni politiche”. Su Livorno, del resto, l’impegno della Regione si e’ rivelato finora rilevante.
Ai 30 milioni di euro gia’ iniettati, si sommano i 12 milioni deliberati nella riunione della Giunta di questa settimana.
“Pensiamo, in questo modo, di arrivare a fare un intervento di dimensioni davvero notevoli”, rivendica Rossi. Che richiama anche l’attenzione sul contributo offerto dall’istituzione nei confronti dei cittadini, colpiti dall’inondazione di due mesi fa,
che arriva fino a 8 mila euro per chi vanta una situazione Isee inferiore ai 20 mila euro annui.

“Ci auguriamo che adesso ci siano risposte adeguate anche con l’impegno dei parlamentari tutti toscani – ha aggiunto -. Noi chiediamo al governo due terzi dei soldi per i danni derivanti dall’alluvione. L’importante comunque è che l’emendamento passi”.

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Livorno: sentenza Tar su rifiuti, per Nogarin “è morte autonomia Comuni”

Livorno: sentenza Tar su rifiuti,  per Nogarin “è morte autonomia Comuni”

“La sentenza del Tar della Toscana non mette a rischio il concordato preventivo in continuità di Aamps (l’azienda municipale di raccolta e gestione rifiuti): i creditori continueranno ad essere pagati regolarmente e il percorso di risanamento dell”azienda procederà senza sosta”.

Così il sindaco di Livorno Filippo Nogarin su Facebook replica oggi alla notizia in merito alla sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima la decisione del Comune di Livorno di affidare il servizio di gestione dei rifiuti fino al 2030 in difformità con quanto deciso dall’Autorità di servizio Ato Toscana Costa.
“Ciò che il Tar per ora ha fatto – prosegue Nogarin – è decretare la morte dell’autonomia dei Comuni per quanto riguarda la gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Gli
Enti locali dovranno sottostare alle direttive imposte dalla Regione e dall’Ato. E poco importa se queste direttive determineranno per i cittadini livornesi tariffe più alte,
necessarie a garantire il ”giusto profitto” al socio privato di Reti Ambiente. Uno scenario che a me, da cittadino e da primo cittadino di Livorno, continua a non piacere”.

Secondo il sindaco di Livorno è presto per dire come si comporterà l’amministrazione dopo la sentenza del Tar: “Questo è il momento di studiarla a fondo e comprenderne le implicazioni sul medio e lungo periodo. Dopodiché decideremo come muoverci. Non mi sorprende per nulla – conclude Nogarin – invece la reazione estasiata di autorevoli esponenti del Pd livornese e regionale. Finalmente hanno gettato la maschera: il loro unico
obiettivo è privatizzare le aziende di raccolta e smaltimento rifiuti. Con buona pace degli interessi dei cittadini. E qui sta tutta la differenza tra noi e loro”.

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