Pd: Dems, in Toscana problema politico su idea partito

Pd: Dems, in Toscana problema politico su idea partito

Fabiani, attendiamo risposte da segretario Parrini. Nardini, congressi siano momenti dialogo e no spartizione.

Nel tesseramento del Pd in Toscana “sappiamo che, come hanno stabilito tutte le commissioni, ci sono state irregolarità. Nella fattispecie, a Piombino ci sono state 300 tessere che non sono passate dal partito locale ma che sono state consegnate direttamente dal livello regionale ad uno, e uno soltanto, dei candidati al congresso. Per questo problema ci sono le commissioni di garanzia ma a questo punto la questione è politica: noi abbiamo fatto delle domande a cui non sono giunte delle risposte” da parte della segreteria regionale. Lo ha detto il segretario Pd della Val di Cornia, e coordinatore regionale dell’area Dems che fa capo al ministro Orlando, Valerio Fabiani intervenendo oggi in conferenza stampa a Firenze. Presenti anche il consigliere regionale Alessandra Nardini, il capogruppo Pd in Consiglio comunale di Montignoso Marino Petracci in rappresentanza dell’area di Massa Carrara, e Ettore Neri per quella della Versilia.

“Questa risposta la attendiamo dal segretario regionale Parrini naturalmente – ha aggiunto Fabiani -. Penso che dalla risposta a questa domanda si evinca quale è l’idea di partito che abbiamo e su cui siamo impegnati a lavorare. O un partito che intendiamo come comunità
di donne ed uomini liberi che si iscrivono al Pd perché si riconoscono in un sistema di valori e in un progetto di cambiamento della società, oppure un partito governato da un sistema feudale dove si fanno delle tessere per pacchi all’insaputa di tutti, e che rispondono a qualcuno”.
Secondo Fabiani, “la preoccupazione è che questo tipo di atteggiamenti finiscono per alimentare i sospetti, e quindi le divisioni dentro il Pd. Ed io temo che un partito diviso è un partito che rischia di perdere ulteriori Comuni e di allungare una lista già troppo lunga e dolorosa delle sconfitte che abbiamo subito in Toscana”.
“Noto con preoccupazione – ha detto ancora – che alcuni dei congressi dove la conflittualità è maggiore sono proprio nei comuni dove il prossimo anno si andrà al voto: Massa, Siena e anche Pisa. E il rischio futuro è anche quello di arrivare a perdere, per la prima volta, anche il governo della Toscana”.
Intervenuta anche la consigliera regionale Pd Alessandra Nardini: “Vorremmo ricordare che laddove ci sono stati congressi unitari del Pd in Toscana, questo è dovuto anche e soprattutto al senso di responsabilità della minoranza all’interno del Pd, e anche a quella fetta, che man mano si fa fortunatamente sempre più numerosa, di esponenti del mondo renziano che riconoscono nell’inclusione e anche nelle diversità di opinione un valore, e non un limite. Chiediamo che i momenti di congresso diventino un’occasione in cui si parla di temi e non solo di persone e di spartizione di quote all’interno delle assemblee provinciali”.
“Ma soprattutto – ha aggiunto -, noi esprimiamo una preoccupazione rispetto a quei territori, penso ai capoluoghi di provincia Siena, Massa e Pisa che andranno al voto nei prossimi mesi, e verso cui è necessaria un’attenzione maggiore per far sì che non vadano ad allungare quella già troppo numerosa lista di Comuni che abbiamo perso nell’ultimo triennio”.
A Pisa, ha ricordato, “la scissione del partito ha avuto effetti più che negli altri territori. Abbiamo perso due parlamentari, e anche il presidente della Regione proviene da questo territorio. Credo che sia necessario riannodare quei fili che sono mano mano sempre più sfilacciati con le altre forze politiche. Penso che sia necessario e quanto mai urgente provare a riprendere quel dialogo, e di farlo con sempre maggior forza, come si sta cercando di fare, come noi abbiamo chiesto da settimane, e da mesi, e soprattutto non annodarci, e non parlare solo di candidati sindaci e di nomi”.

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Inchiesta diocesi Massa: accuse anche per riciclaggio denaro

Inchiesta diocesi Massa: accuse anche per riciclaggio denaro

Numerosi i capi di imputazione per don Morini, tra cui anche l’estorsione, viste le modalità con cui secondo la Procura, convinceva i fedeli ad elargizioni, offerte e beneficenza.

C’è anche l’accusa di riciclaggio e quella di estorsione (viste le modalità con cui, secondo la Procura, convinceva i fedeli ad offerte e beneficenza) tra i capi di imputazione all’interno dell’inchiesta della Procura di Massa Carrara che vede coinvolti don Luca Morini, accusato di utilizzare i soldi della chiesa e delle offerte dei fedeli a scopi personali e il vescovo della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli, monsignor Giovanni Santucci, accusato di favorirlo.
Emiliano Colombi, che fu sacerdote nella parrocchia di Avenza, retta da don Morini nel 2003, anche lui indagato dalla Procura, è accusato di aver versato sul suo conto personale il denaro che don Morini gli consegnava, trattenendo per sé ogni volta 300 euro, per poi rigirare gli assegni sul conto dello stesso Morini. Da qui l’accusa di riciclaggio di denaro.
Sotto la lente della Procura finisce anche un importante flusso di denaro, dai 10 ai 15 mila euro, partito dal conto corrente personale del vescovo Santucci a quello di don Morini. Nello specifico la Procura è in possesso di cinque assegni firmati da Santucci per don Luca Morini, tra il 2012 e il 2015.
Molto altro denaro secondo l’inchiesta della Procura veniva dato dal vescovo al parroco in contanti. Per questo motivo la procura ipotizza ci fosse sotto un ricatto. Il vescovo Santucci risulta però indagato per “tentata truffa” ai danni di una assicurazione, su cui avrebbe fatto pressione per aumentare il punteggio di invalidità di don Morini e per “impiego indebito di
denaro” appartenente al patrimonio della curia vescovile (1000 euro prelevati dalla Fondazioni Pie Legati dati al parroco).

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Frigido: ancora inquinamento da marmettola

Frigido: ancora inquinamento da marmettola

La denuncia dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus: centinaia di migliaia di metri cubi di acqua dei fiumi e dei torrenti delle Alpi Apuane inquinati dalla marmettola.

Giovedì 14 settembre 2017, il Fiume Frigido è stato inquinato nuovamente dalla marmettola (marmo finemente tritato scaricato negli impluvi e corsi d’acqua), come testimoniato dalle fotografie del prof. ambientalista Elia Pegollo. I danni ambientali ed economici sono enormi.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato una richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il pesante inquinamento ambientale da marmettola riscontrato nel Fiume Frigido. Coinvolti la magistratura e le amministrazioni pubbliche competenti, la polizia giudiziaria e le istituzioni comunitarie.

Numerose le ipotesi di reato segnalate dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, si cui si chiede lo svolgimento degli opportuni accertamenti: artt. 323 (abuso d’ufficio), 328 (omissioni di atti d’ufficio), 452 bis (inquinamento ambientale), 452 quater (disastro ambientale), 635 (danneggiamento), 674 (getto pericoloso di cose), 734 (deturpamento di bellezze naturali) cod. pen., 137 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (inquinamento delle acque), 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (violazione del vincolo paesaggistico), 30 della legge n. 394/1991 e s.m.i. (attività non autorizzate in un’area naturale protetta).

In seguito ai precedenti esposti del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, il grave stato di inquinamento dei corsi d’acqua dell’area era stato riconosciuto dal Comando delle Guardie del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane, con indicazioni precise della provenienza degli sversamenti illeciti di marmettola da “siti di cava che si trovano nella zona di Piastrone e Rocchetta al di sopra degli abitati di Caglieglia e Casette (in Comune di Massa) nei bacini industriali estrattivi dei Comuni di Massa e Carrara”.

Secondo l’associazione, l’ultimo sopralluogo del 29 agosto 2015, aveva consentito di verificare che “la marmettola proviene dal Fosso della Rocchetta che regolarmente, ad ogni evento di piogge intense, si riempie di questi fanghi bianchi che vanno a riversarsi nel fiume Frigido in corrispondenza del punto di confluenza del canale di Rocchetta con il fiume”.

Inoltre, prosegue, “è stata verificata anche la parte a monte del fiume Frigido ed in particolare il corso dell’affluente Renara che ha origine dalle pendici del monte Sella, al di sopra del quale insiste una vecchia discarica di materiale lapideo di vecchie attività estrattive che nel tempo, a seguito di abbondanti piogge, ha portato, per dilavamento, apporti di marmettola nei corsi d’acqua in questione”.

In precedenza l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (A.R.P.A.T.) aveva presentato un report sulle “Alpi Apuane e marmettola” e aveva descritto gli eventi di inquinamento ambientale altamente pregiudizievoli per la salvaguardia dei Fiumi Carrione e Frigido e gli habitat naturali connessi: nella parte alta dei bacini imbriferi dei Fiumi Carrione e Frigido sussistono perlomeno 178 cave, di cui più di 118 attive.”

“La marmettola, per l’ecosistema, è inquinante per l’azione meccanica: riempie gli interstizi, ed impermealizza le superfici perciò elimina gli habitat di molte specie animali e vegetali, modifica i naturali processi di alimentazione della falda, rende più rapido lo scorrimento superficiale delle acque, infiltrata nel reticolo carsico, modifica i percorsi delle acque sotterranee e può esser causa del disseccamento di alcune sorgenti e/o del loro intorbidamento” si legge sul report.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, consapevole della piena conoscenza del fenomeno da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti (Ministero dell’ambiente, Regione Toscana), ha ripetutamente chiesto loro di adottare gli urgenti provvedimenti, come mettere sotto sequestro le attività inquinanti, per metter fine a questo ignobile e continuo inquinamento delle acque e dell’ambiente apuano determinato da un’attività estrattiva del marmo lasciata fin troppo libera di spadroneggiare sulla Terra e sulle vite di chi quella Terra abita. Finora, però, nessun intervento risolutivo.

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Terzana, fiume sporco: sindaco chiede cittadini di non pagare tassa

Terzana, fiume sporco: sindaco chiede cittadini di non pagare tassa

Nel fiume Magra è cresciuto un bosco, ma il Consorzio di Bonifica non pulisce dal 2016: così il sindaco di Terzana (Massa Carrara) Mastrini invita i cittadini a non pagare la tassa di bonifica ma di portarla in comune.

“Chiesi al Consorzio di bonifica Toscana 1 nord di pulire il letto del fiume Magra il 26 novembre del 2016 – spiega Mastrini sulla sua pagina di Facebook – ma l’intervento di manutenzione ordinaria non è mai avvenuto. Intanto nel letto del fiume è cresciuto un bosco, abbiamo stimato quintali di legna al suo interno. I miei cittadini però continuano a pagare la tassa di bonifica, un balzello che va dai 15 ai 30 euro. Ho chiesto di portarmi quelle bollette e quando ne avrò un numero consistente provvederò io a portarle in segno di protesta davanti al presidente del Consorzio di bonifica Toscana 1 nord, e chiederò che le paghi lui”.
Secondo Mastrini il balzello è ‘ingiusto perché, seppur di piccole cifre, non
corrisponde ad un effettivo servizio erogato.
“Il fiume è pericoloso- conclude Mastrini- non oso pensare cosa potrebbe
succedere in caso di piena. Poi non si dica che non abbiamo fatto partire l’allarme”.

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Massa: entra in una pizzeria e spara, due feriti

Massa: entra in una pizzeria e spara, due feriti

Entra in una pizzeria e spara, due feriti lievi. Forse è stata usata un’arma ad aria compressa. Accertamenti ed indagini in corso.

Due persone sono rimaste leggermente ferite dai colpi sparati mentre si trovavano in una pizzeria alla periferia di Massa.

Il fatto è accaduto la notte scorsa quando, secondo una prima ricostruzione, un uomo è entrato nella veranda del locale ed ha sparato contro alcuni avventori per poi allontanarsi.

Sul posto sono intervenute ambulanze e polizia, con volanti e uomini della squadra mobile.

Gli accertamenti sono in corso e ci sarebbe una persona individuata come possibile autore del gesto che, secondo alcune ipotesi, potrebbe aver agito infastidito dal rumore che proveniva dal locale.

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