Scuola: Cgil, no a discriminazioni tra bambini, si intervenga

Scuola: Cgil, no a discriminazioni tra bambini, si intervenga

Dopo i provvedimenti di Montevarchi che, a causa del mancato pagamento della retta per la mensa, ha servito pane e olio in un tavolo separato ai bambini.

“Intollerabile che si creino diseguaglianze e discriminazioni nelle mense scolastiche e che siano i bambini a pagare per disagi economici o comportamenti sbagliati dei genitori. Si intervenga”. Così i segretari confederali della Cgil Rossana Dettori e Giuseppe Massafra commentano il provvedimento del Comune di Montevarchi che, in caso di mancato pagamento della retta per la mensa, prevede che ai bambini sia servito pane e olio in un tavolo separato.

“È inaccettabile – prosegue il dirigente sindacale – che nei luoghi deputati alla formazione si applichino misure discriminatorie e palesemente contrarie ai valori fondanti della nostra società e della convivenza civile, valori che i bambini imparano proprio tra i banchi”.

“Apprezziamo la presa di posizione del ministro Fedeli – conclude Massafra – e riteniamo sia necessario agire affinchè casi così gravi e umilianti non si ripetano in nessuna scuola
del Paese”.

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Scuola: bimbi a pane e olio; sindaco, genitori irresponsabili

Scuola: bimbi a pane e olio; sindaco, genitori irresponsabili

Difende sua scelta, ‘chi pagava servizi era considerato stupido’.

“Io non ho lasciato i bambini senza pasto come hanno fatto i loro genitori da irresponsabili, non lo avrei mai fatto”. E’ quanto afferma il sindaco di Montevarchi (Arezzo) Silvia Chiassai al termine della conferenza stampa tenutasi oggi presso la sede comunale sul provvedimento che lascia i bambini cdi genitori ‘morosi’ con un pasto a pane e olio. Silvia Chiassai ha aggiunto: “Non dovevamo neppure arrivare a questo perchè un genitore che sa di non aver pagato, che viene avvisato e al termine della scadenza lascia il proprio figlio senza mangiare compie un atto non responsabile. Noi il pasto con olio, pane, frutta e acqua glielo abbiamo dato”.

Il sindaco difende la sua scelta e ribadisce: “Qui a Montevarchi chi pagava i servizi era considerato ‘uno stupido’ dal momento che il comune non controllava e nessuna pagava, prova ne è che mi sono ritrovata un buco di 530mila euro costituito da trasporti e mense per l’appunto. Io sono psicoterapeuta e non avrei mai lasciato i bambini soli, tanto è vero che hanno mangiato con altri 200 bambini che scelgono di portare il pasto da casa e che non si sentono discriminati per il fatto che mangiano in una stanza diversa, per ragioni logistiche e di servizio, da chi usufruisce dei pasti mensa. Ci tengo a precisare che, se una famiglia non può provvedere, viene seguita dai servizi sociali che a Montevarchi seguono il 100 per cento dei non abbienti, non abbiamo mai lasciato solo nessuno”.

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Scuola: pane e olio a bimbi, coro di critiche

Scuola: pane e olio a bimbi, coro di critiche

Sindaco Castiglion Fiorentino difende la ‘fettunta’.

Dopo la notizia del pane e olio dato ai bimbi, i cui genitori sono in ritardo con i pagamenti della mensa, al posto del pasto in una scuola di Montevarchi (Arezzo), sono continuate oggi le critiche di molti esponenti politici.

La senatrice di Sinistra Italiana, Alessia Petraglia, ha chiesto la ‘costituzione di un fondo di 1 miliardo e mezzo di euro annui, a cui i comuni possano attingere, finalizzato alla gratuità delle mense nelle scuole che adottano il tempo pieno’.

“Chiediamo – ha aggiunto – a chi si indigna per situazioni in cui i bambini sono privati della mensa scolastica di sostenere questo nostro emendamento”.

“I figli non possono ‘pagare’ per i genitori. Non è accettabile punire i bambini per sanzionare genitori ‘morosi’ che non pagano la mensa”, ha commentato Paolo
Sarti, pediatra e consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra. “Piuttosto invitiamo la sindaca Chiassai a seguire l’esempio di quanto accade a San Giovanni Valdarno dove le insolvenze sono addebitate nelle cartelle esattoriali, senza mai rivalersi sui bambini”.

Da Castiglion Fiorentino (Arezzo) il sindaco Mario Agnelli difende l’immagine della ‘fettunta’. “Da persona cresciuta a pane e olio nostrani e da sindaco di una delle ‘citta’ dell’olio’, non considero certo una punizione nutrirsi con la ‘fettunta’ anzi anche da genitore adempiente la vorrei per la mensa di tutti i bambini invece che le merendine preconfezionate. Come sindaco di Castiglion Fiorentino, città che rientra tra quelle riunite nell’associazione ‘citta’ dell’olio’ mi sento di difendere questo prodotto”.

Per Simona Malpezzi, responsabile scuola del Pd “è molto grave che l’amministrazione di Montevarchi, per recuperare le rette della mensa dei genitori morosi, metta a ‘pane e acqua’ i bambini. Questa, o poco più, è la dieta riservata agli alunni che non hanno alcuna colpa se non quella di appartenere a famiglie in ritardo con i pagamenti. Si possono lasciare dei bambini senza mangiare per ripianare i buchi di bilancio? Chiunque abbia un minimo di assennatezza sa che consumare un pasto adeguato ed equilibrato è fondamentale per i più piccoli’.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione regionale su questo caso. “Un caso emblematico dell’immoralità di governo dei partiti, da sinistra a destra. Il Pd uscente lascia, anche a Montevarchi, bilanci disastrosi da ripianare e il centrodestra, che gli subentra al governo, non si esime da segregare dei bambini per vetrina politica’, ha sottolineato Andrea Quartini, consigliere regionale M5S firmatario dell’atto.

Intanto a Bagno a Ripoli diminuiscono le famiglie che non pagano la retta della mensa scolastica. Erano un centinaio durante l’anno scolastico 2015-2016, sono state poco meno di 70 durante l’anno scolastico 2016-2017. Per il sindaco Francesco Casini bisogna andare ‘avanti con il sistema di rateizzazione per andare incontro alle famiglie in difficoltà, tariffe eque e prodotti di alta qualità”.

“I fatti di Montevarchi sono inaccettabili. Un’amministrazione comunale che risolve i problemi di pagamento del servizio mensa scolastico danneggiando bambine e bambini è da condannare. È paradossale che, di fronte a buchi di bilancio, siano le alunne e gli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria a pagare. La scuola è per eccellenza luogo di inclusione, di accoglienza, di uguaglianza. Le discriminazioni e le emarginazioni non appartengono a questa istituzione. Mi auguro che la sindaca si attivi immediatamente per risolvere la questione seguendo altre e più opportune strade”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, commentando la notizia riportata da organi di stampa relativa alla decisione della Sindaca di Montevarchi di penalizzare bambine e bambini figli di genitori non in regola con il pagamento del servizio mensa erogato dal Comune.

Sulla vicenda alcuni parlamentari hanno annunciato un’interrogazione alla Ministra Fedeli, che è intervenuta per condannare la decisione dell’amministrazione comunale toscana, cui spetta formalmente la gestione delle mense scolastiche. “Il servizio mensa è parte del progetto educativo di ogni scuola. Si tratta di un momento formativo di condivisione e accoglienza, di un’occasione di crescita attraverso la quale le bambine e i bambini prendono parte a percorsi di educazione alimentare, entrano in contatto con corretti stili di vita e con aspetti culturali e scientifici dell’alimentazione. Come tale va affrontato”, conclude la Ministra.

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