Migranti: don Biancalani, non giustifico ragazzo arrestato

Migranti: don Biancalani, non giustifico ragazzo arrestato

“Suo caso umano difficile, ora è in Nord Italia”.

“Ho semplicemente cercato di collocare questa vicenda, soprattutto per quanto riguarda il
nostro ragazzo, nel suo contesto, per far capire che l’accoglienza è un’operazione difficile”: così don Massimo Biancalani, il sacerdote pistoiese finito più volte sulle cronache per la sua attività di accoglienza dei richiedenti asilo, all’indomani dell’intervista rilasciata a La Zanzara su Radio 24 sul caso del ragazzo nigeriano che soggiorna nella sua comunità e che la polizia ha arrestato a Pistoia per spaccio in un giardino pubblico qualche giorno fa.

“Non è vero, come può apparire dall’intervista – prosegue – che giustifico l’operato di questo ragazzo. I tempi della trasmissione sono velocissimi e non è semplice esprimere alcun concetto compiuto, gli intervistatori magari interrompono: ho cercato di far capire che i casi umani sono complessi, le storie di questi ragazzi e in particolare quella di questo nostro assistito è la storia di un giovane molto fragile, con tante problematiche”.

“Noi eravamo a lui vicini – ribadisce il sacerdote – sapevamo non certamente che spacciasse, ma di una figura, la sua, un pochino problematica. Purtroppo è caduto in questo tentativo di trovare una scorciatoia per realizzare piccoli guadagni. Così è
andata, c’è un provvedimento certamente duro di allontanamento dalla provincia, il ragazzo in queste ore ci risulta sia nel Nord Italia, purtroppo a vagare tra le stazioni di Milano, di Bergamo o di altre città”.

Don Biancalani ribadisce di avere la sensazione che “i migranti siano un po’ il capro espiatorio di tutti i problemi dell’Italia o dell’Europa” e non fa marcia indietro rispetto alle sue affermazioni sulla legalizzazione delle droghe leggere.

“Penso alla Spagna – dice – forse è arrivato il momento, lo dico da inesperto, ma anche da insegnante con quasi 30 anni di esperienza sulle spalle, di forme controllate di legalizzazione, non liberalizzazione, legalizzazione”.

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Pistoia, Comune e Polizia organizzano corsi autodifesa per ragazze

Pistoia, Comune e Polizia organizzano corsi autodifesa per ragazze

Il corso si rivolge alle ragazze dai 16 ai 18 anni per la prevenzione della violenza di genere e l’apprendimento di tecniche di autodifesa

Al via a Pistoia un corso di autodifesa rivolto alle ragazze dai 16 ai 18 anni. Il Comune di Pistoia, in collaborazione con la polizia, ha organizzato il corso “La miglior Difesa sei tu”, per la prevenzione della violenza di genere e l’apprendimento di tecniche di autodifesa. Istruttori della polizia ed esperti in arti marziali insegneranno alle ragazze le tecniche per difendersi da sole in caso di necessità. Da dieci anni amministrazione comunale e polizia organizzano corsi rivolti alle donne adulte; adesso si partirà anche con le minorenni, visto che il fenomeno della violenza contro le donne si manifesta in tutte le fasce di età. “Pochi mesi fa – è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa – una donna che aveva frequentato uno di questi corsi nel pistoiese è riuscita a difendersi da sola da due aggressori e successivamente a farli arrestare, mettendo in pratica le tecniche apprese durante le lezioni”.

“L’adolescenza è una fase della vita molto complessa – ha detto il vicesindaco e assessore al sociale Anna Maria Celesti – dove comportamenti e atteggiamenti già fonte di sofferenza possono, in alcuni casi, essere dei segnali di disagio che nel tempo si possono trasformare in violenza non necessariamente solo fisica e sessuale ma anche e soprattutto psicologica. Per questo è importante individuare questi segnali attraverso un percorso culturale e di formazione così da prevenirli”. Il corso si articolerà in quattro incontri a cadenza settimanale, ogni mese a partire da dicembre. In base al numero di adesioni, il ciclo di lezioni riprenderà a gennaio per poi proseguire, se necessario, fino a maggio 2018.

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Pistoia: striscione Forza Nuova contro Don Biancalani

Pistoia: striscione Forza Nuova contro Don Biancalani

Appeso all’ingresso della scuola Anna Frank. “Pizzeria del rifugiato, specialità della casa: pizza connection”.

Questa mattina alcuni genitori degli alunni della scuola Anna Frank-Carradori in via Donati, a 300 metri dalla pizzeria del rifugiato di Don Biancalani, hanno scoperto lo striscione appeso al cancello d’ingresso e chiamato le forze dell’ordine. “Pizzeria del rifugiato, specialità della casa: pizza connection”, così recita lo striscione che è stato appeso nella notte tra domenica 19 e lunedì 20; a Vicofaro nessuno si era accorto di nulla. La Digos della Questura di Pistoia è intervenuta per rimuoverlo.

L’episodio in questione è l’arresto di un migrante di 25 anni della Repubblica del Biafra, ospite del centro di accoglienza della parrocchia di Ramini, trovato con 10 grammi di marijuana e 260 euro in tasca durante un controllo della polizia in piazza della Resistenza venerdì 10 novembre.

“I militanti di Forza Nuova hanno affisso uno striscione goliardico presso la cosiddetta pizzeria del rifugiato, riguardo alle tristemente note vicende di don Biancalani – afferma Leonardo Cabras, Coordinatore Regionale di Forza Nuova in Toscana -. La Pizza Connection è quella che unisce la droga a tale pizzeria che vede impiegati quei pseudorifugiati che il parroco mondialista di Vicofaro spaccia per candidi alfieri della nuova società felice e multietnica mentre nella realtà risultano essere spacciatori, oltre che portatori di sostituzione etnica”.

“Sappiamo bene che il legame tra invasione, speculazione economica, ideologie esterofile masochiste e criminalità è ormai noto e ben chiaro al popolo italiano: per questo la nostra azione, più che una denuncia, è una risata verso un mondo marcio – conclude Leonardo Cabras – che è prossimo ad essere spazzato via dalla rivoluzione nazionalista e sociale di Forza Nuova”.

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Mafia: M5s; 18 operazioni da gennaio, Pd-Rossi battano colpo

Mafia: M5s; 18 operazioni da gennaio, Pd-Rossi battano colpo

“Nostra proposta di una Conferenza permanente antimafia non ha avuto alcun sostegno”.

“Da inizio anno ad oggi ci sono state 18 operazioni antimafia in Toscana. Tre solo negli ultimi due giorni, con l’emersione inquietante di un sistema estorsivo in mano alla ‘ndrangheta a Firenze, il maxi sequestro di 2 milioni di euro in mano ad un boss tra Prato e Pistoia, e il riciclaggio nel Valdarno dei soldi della camorra. In molte occasioni il Pd e Rossi hanno speso parole sulla necessità di maggiore impegno in materia antimafia ma intanto l’Osservatorio regionale è fermo da due anni, e la nostra proposta di una Conferenza permanente antimafia, di sostegno anche agli enti locali, non ha avuto alcun sostegno”. Lo afferma il capogruppo M5s in Consiglio regionale Gabriele Bianchi.

“Battano un colpo quanto prima perchè lo scenario regionale sta peggiorando pericolosamente – aggiunge in una nota -. Stamattina abbiamo sentito il sindaco Nardella parlare di Ostia. Qualcuno gli spieghi che la mafia sta operando nel suo territorio. Non serve andare a cercarla a centinaia di chilometri di distanza” conclude.

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Pistoia, morta incendio: dette fuoco a casa, pm chiede 16 anni

Pistoia, morta incendio: dette fuoco a casa, pm chiede 16 anni

Donna si era rifugiata in bagno per sfuggire avance 30enne.

Lamiae Chriqi, 28 anni, marocchina, morì bruciata nel bagno della sua abitazione a Sammommè, una frazione collinare di Pistoia, la sera del 6 ottobre dello scorso anno. Qui la donna si era rifugiata per sfuggire alle avance di Afzal Hussein, un 30enne profugo pakistano, ospite di una struttura di accoglienza nel paese, che accecato dalla rabbia dette fuoco all’abitazione usando una bombola di gas. Fu lui, poi, a chiamare i soccorsi e il marito della donna per crearsi un alibi. Oggi il pm Giuseppe Grieco, che ha diretto le indagini della squadra mobile di Pistoia, ha chiesto, in abbreviato, la condanna a 16 anni.
La richiesta tiene conto anche delle attenuanti generiche concesse per la confessione resa dall’imputato che secondo il pm devono essere considerate equivalenti alle aggravanti contestate: crudeltà e futili motivi.
La sentenza è attesa per il prossimo 16 novembre.

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