Sacerdote sequestrato in Nigeria, 63 anni, fiorentino

Sacerdote sequestrato in Nigeria, 63 anni, fiorentino

Sacerdote Maurizio Pellù bloccato ieri, insieme ad altre 4 persone, mentre si stava recando a Benin city, nel sud della Nigeria.

Il sacerdote Maurizio Pellù, nato a Firenze il 18 ottobre 1954 ma non appartenente al presbiterio fiorentino (bensì quello romano), è stato bloccato ieri, insieme ad altre 4 persone, mentre si stava recando a Benin city, nel sud della Nigeria.
Sull’accaduto è già stata allertata l’unità di crisi della Farnesina e la Procura di Roma, gruppo Antiterrorismo, ha aperto un fascicolo di indagine per il reato di sequestro per fini di terrorismo. Nel paese africano è attivo il gruppo terrorista di Boko Haram.
Nel 1971 Pellù ha incontrato il Cammino Neocatecumenale. Nel 1977, si legge in una breve biografia pubblicata dalla parrocchia di San Bartolomeo in Tuto a Casellina (Firenze), si è laureato in storia e dopo sei anni è partito come missionario laico per 11 anni in vari Paesi del mondo. Nel 1988, alla morte del padre, è entrato nel seminario “Redemptoris Mater” di Roma. Nel 1991 è stato ordinato presbitero e dopo due anni, trascorsi lavorando come cappellano, in due parrocchie di Roma, è stato inviato in Olanda.
Monsignor Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, è stato avvisato del sequestro del sacerdote della diocesi di Roma in missione nel sud della Nigeria. Vive insieme a tutta la Chiesa di Roma un’apprensione, sperando e pregando, soprattutto, che questo suo figlio possa tornare presto in libertà ed essere riabbracciato e riaccolto dalla sua Chiesa madre”. È quanto afferma al Sir don Walter Insero, responsabile dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, a seguito del rapimento avvenuto ieri del sacerdote romano Pellù, in missione da tre anni, sequestrato mentre con altre quattro persone stava raggiungendo Benin City nel sud del Paese.
“C’è apprensione e preoccupazione – aggiunge don Insero – ma allo stesso tempo la Chiesa si unisce in preghiera, pregando per lui e per la sua liberazione”.

L'articolo Sacerdote sequestrato in Nigeria, 63 anni, fiorentino proviene da www.controradio.it.

Latitante scappa e pedala centinaia di km, arrestato

Latitante scappa e pedala centinaia di km, arrestato

Latitante in city-bike arrestato sull’Aurelia dalla Polstrada mentre tentava di raggiungere, evitando controlli, Roma dal Friuli.

Il latitante è un uomo di 72 anni, originario di Noale (Venezia). Una pattuglia della polizia stradale lo ha individuato nei pressi di Albarese mentre pedalava sull’Aurelia.

A suo carico c’è un mandato di cattura emesso alcuni mesi fa dalla procura di Udine per un cumulo di pene per più furti commessi tra Lignano Sabbiadoro (Udine) e Vada (Livorno) e per le quali doveva scontare oltre 18 mesi di carcere.

Per giungere a Roma, osserva la Polstrada, il 72enne avrebbe valutato più conveniente farlo con una bici accessoriata, anziché in treno, in modo da evitare controlli. E’ invece incappato in una pattuglia del distaccamento di Arcidosso. I poliziotti, appena lo hanno notato sulla city-bike, corredata di portapacchi e vistosi catarifrangenti alle ruote, si sono insospettiti e l’hanno fermato.

L’uomo, che era anche privo di documenti, è stato accompagnato presso la caserma della Stradale di Grosseto dove, anche a seguito dell’esame delle impronte digitali, gli agenti hanno scoperto il mandato di cattura a suo carico e lo hanno arrestato.

Ora è in carcere, a disposizione della procura di Udine.

L'articolo Latitante scappa e pedala centinaia di km, arrestato proviene da www.controradio.it.

Migranti sgomberati: Rossi, scontri non degni di un paese civile

Migranti sgomberati: Rossi, scontri non degni di un paese civile

“Gli scontri e le violenze accadute ieri a Roma non sono degne di un Paese civile, di una democrazia sociale e inclusiva”. “Dove è il comune di Roma?”. Queste le parole del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

Rossi commenta lo sgombero e gli scontri avvenuti ieri a Roma con un post su Facebook:” le occupazioni abusive di migranti regolati o di cittadini italiane non si risolvono con gli sgomberi ma trovando soluzioni alternative”. Concorda con il presidente anche il capo della polizia Gabrielli.

Rossi continua: “Allora perché è accaduto quello che si è visto? Dov’era il Comune di Roma, perché il sindaco tace? Si attendono risposte e fatti concreti”.

“Intanto – scrive – prendiamo atto che la svolta nelle politiche nazionali dell’immigrazione si sta delineando: 1. si è alzato un muro nel Mediterraneo centrale delegittimando le ONG e affidando alla guardia costiera libica il compito di bloccare i ‘flussi umani’; 2. Si è deciso di abbandonare oltre quel muro, in Libia, la gran parte dei migranti senza preoccuparci del rispetto dei diritti umani e senza distinzione tra migranti economici e chi fugge dalla guerra e dalle dittature; 3. Si usa la mano forte in Italia anche contro migranti con regolare permesso come gli eritrei e gli etiopi di Roma, decretando così il fallimento dell’accoglienza”.

Conclude il presidente Rossi: “Tutto questo ha contribuito a sviluppare nel Paese un’ondata di razzismo come mai si era vista in passato. Il ministro dell’interno Minniti temeva la ‘rottura democratica’. Ora a quella rottura si è più vicini e la destra xenofoba è più forte che mai. Complimenti!”.

L'articolo Migranti sgomberati: Rossi, scontri non degni di un paese civile proviene da www.controradio.it.