PER LEGAMBIENTE TRE MLN DI CITTADINI “RIFIUTI FREE”, CINQUE I COMUNI TOSCANI

Rifiuti Legambiente

“500 comuni e 3 milioni cittadini liberi dalla spazzatura” questo il nuovo rapporto di Legambiente “Comuni Ricicloni 2017″, presentato oggi a Roma nel corso del “IV Ecoforum”. Tra i cinque comuni toscani virtuosi Empoli e Capannori.

Cinque i Comuni toscani di una certa dimensione che contengono la produzione dei rifiuti indifferenziati: tra questi Empoli (Fi) con 54 mila abitanti e Capannori (Lu) con 46 mila. Oltre a questi Carpi, in Emilia Romagna con 71 mila abitanti, Cassano Magnago, Tradate e Suzzara (tutti con più di 20 mila abitanti) in Lombardia. Dieci comuni di medie dimensioni anche in Veneto e uno (Pergine Valsugana) in Trentino. Le novità al centro: tre Comuni in più rispetto allo scorso anno nel Lazio. La ricomparsa al sud del Comune di San Michele di Ganzaria in Sicilia e il calo sostanzioso in Abruzzo che passa da 12 a 5 realtà. Per il resto, escludendo l’assenza di un buon numero di Comuni della Campania, si riconferma il trend degli anni precedenti, compresa l’assenza della Puglia.

In tutto sono oltre 3 milioni di cittadini  ‘rifiuti-free’ pari a quasi 500 Comuni liberi dalla spazzatura; in testa c’è sempre il nord con l’82% di questa amministrazioni, poi il sud (10%) e il centro (8%). Maglia rosa al Veneto che mantiene la percentuale più alta di Comuni virtuosi (29,2%); segue il Friuli Venezia Giulia (27,8%) e il Trentino Alto Adige (18,7%). Tra i capoluoghi migliori, ci sono Pordenone, Treviso, Belluno, Trento (tutti e quattro ‘rifiuti-free’). Questa la fotografia sull’Italia dei rifiuti scatta nel nuovo rapporto di Legambiente ‘Comuni Ricicloni 2017′, presentato oggi a Roma nel corso della giornata conclusiva del ‘IV Ecoforum’ (e in cui si premia il contenimento della produzione di rifiuti selezionando solo i Comuni che producono meno di 75 kg di rifiuto secco indifferenziato per abitante all’anno).

“Sull’economia circolare anche le grandi città possono fare la differenza – dichiara la presidente di Legambiente Rossella Muroni – ce lo dimostra la città di Milano, prima metropoli italiana ad aver superato la soglia del 50% di raccolta differenziata che, con un milione e trecentomila abitanti serviti dal ‘porta a porta’, è la prima metropoli in Italia e la seconda in Europa dopo Vienna”, tanto che “New York è
interessata a replicare questo modello”. In particolare, al nord, aumentano i comuni lombardi che passano dai 76 Rifiuti Free dello scorso anno agli attuali 90 di cui 20 oltre i 10 mila abitanti; e quelli trentini (+5). Stabili Friuli Venezia Giulia, Liguria ed Emilia Romagna. Assente, di nuovo, la Valle d’Aosta, mentre il Piemonte piazza il suo primo Rifiuti Free oltre i 10 mila abitanti, Cossato. Dal report emerge che “l’83% dei Comuni a bassa produzione di rifiuti indifferenziati fa parte di un consorzio o di una comunità montana”.

Nelle classifiche dedicate ai consorzi sopra i 100 mila abitanti continua il testa a testa “tra due colossi trevigiani, il Consiglio di Bacino Priula e il Consiglio di Bacino Sinistra Piave, che servono rispettivamente 554 mila abitanti e 310 mila abitanti; anche AeT2000 e Mantova Ambiente fanno la loro parte (produzione pro-capite di indifferenziato di circa 560 mila cittadini poco oltre i 75 Kg all’anno per abitante). Tutti in Trentino i consorzi della prima parte della classifica al di sotto dei 100 mila abitanti con AMNU, ASIA e Fiemme Servizi con un contenimento della produzione al di sotto dei 50 Kg all’anno per abitante. I Comuni che hanno deciso per la tariffa puntuale sono 247, 95 quelli che hanno scelto la normalizzata.

 

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LETTERA DEI GIORNALISTI STAMPA TOSCANA A CANDIDATI SINDACO

giornalisti

“Attuare la legge e istituire uffici stampa per garantire informazione corretta.” E’ la richiesta di Ast e  Gus a candidati in corsa per le comunali.

Impegnarsi a far sì che, una volta eletti, nei propri Comuni si possa attuare quanto prevede la Legge 150/2000, che istituisce e regolamenta, nella pubblica amministrazione, la figura dell’ufficio stampa, distinguendone profili, professionalità e funzioni in rapporto sia al portavoce politico che all’ufficio relazioni con il Pubblico, e regolamentando i rapporti con l’organo di vertice dell’amministrazione.

E’ quanto chiedono in una lettera inviata ai candidati sindaco alle prossime amministrative i presidenti dell’Associazione stampa Toscana (Ast) Sandro Bennucci e dei Giornalisti uffici stampa (Gus) della Toscana Dario Rosi. La legge 150/2000, si spiega, “è ancora oggi disattesa in molti Comuni toscani. Dal censimento realizzato da Ast e Anci tra 2015 e 2016, risulta che solo la metà dei Comuni toscani ha un ufficio stampa, inquadrato spesso in modo fiduciario nello staff del sindaco; rapporto questo che, per sua natura, non garantisce quella libertà e indipendenza di azione auspicata
dalla Legge e richiesta dall’Ordine dei giornalisti.

Ma la cosa più allarmante è che l’altra metà dei Comuni, che non ha ufficio stampa, svolge ugualmente attività di informazione assimilabile a quella giornalistica, demandando però tali funzioni al portavoce o alla segreteria, figure che per formazione e inquadramento non possono garantire nè sono autorizzate a fare, quanto previsto dalla legge 150/2000.

In un’epoca caratterizzata dall’aumento esponenziale dell’informazione digitale che rende difficile per il cittadino distinguere tra informazioni ufficiali e non, dal calo di fiducia nei confronti della politica e delle istituzioni, la presenza nell’ente locale dell’ufficio stampa – si spiega ancora -, oltre a rispondere ai dettami di legge, può fare la differenza nel riuscire a dare un’informazione corretta, e contribuisce a dare visibilità e trasparenza all’azione amministrativa, rafforzandone quindi anche l’autorevolezza”.

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BYPASS GALLUZZO: SPOSTATO STOP. SINDACI: COSI’ VIA IMBUTO

Bypass del Galluzzo

Via all’adeguamento dell’area del Bypass del Galluzzo per favorire il traffico. Metrocittà e Comuni con Anas e Autostrade per rendere funzionali l’area e segnaletica alla nuova opera.

In occasione dell’inaugurazione del bypass del Galluzzo erano state operate modifiche sulla viabilità e nella segnaletica che regola il traffico nell’area del casello autostradale dell’Impruneta (svincolo Firenze Certosa), tra l’altro con restringimento di carreggiata al termine dell’Autopalio e la determinazione della precedenza in punto della rotonda davanti allo svincolo. Tuttavia già nel pomeriggio di lunedì il Sindaco Metropolitano Dario Nerdella come anche i Sindaci di San Casciano Massimiliano Pescini e di Impruneta Alessio Calamandrei, si sono messi in comunicazione con Anas e Autostrade perchè i provvedimenti adottati venissero aggiornati a fronte delle code che si erano create.

Autostrade e Anas, in particolare, hanno eliminato lo stop in uscita dall’Autopalio Firenze-Siena e così alla fine della superstrada, in corrispondenza della rotonda dove confluiscono anche le auto che arrivano dall’A1, non si crea più un tappo che non consente di superare agevolmente lo svincolo della Certosa. Chi arrivava da Siena, infatti, doveva dare la precedenza rispetto alle vetture che giungono dall’A1, determinando però code per le auto provenienti dall’Autopalio, lungo l’ultimo tratto della superstrada. “In sintesi” hanno fatto sapere “è stato risolto il problema del restringimento dell’Autopalio e si è spostato lo stop sulla rotonda per i veicoli che arrivano da Siena”.

“Il by pass del Galluzzo – spiega Massimiliano Pescini, consigliere delegato alla Viabilità della Città Metropolitana – è un’opera importante e decisiva e come tutte le opere che vengono inaugurate e aperte richiedono la puntualizzazione del loro utilizzo da parte degli utenti, il rilievo di alcune difficoltà e la loro soluzione. Anche nel caso del by pass l’entusiasmo si è accompagnato al rodaggio dell’opera e i problemi che si sono evidenziati sono stati risolti in queste ore”. Adesso il traffico è scorrevole e l’invito è ad utilizzare il by pass e a coglierne i vantaggi per la viabilità e per i trasporti. Le amministrazioni della Città Metropolitana e dei Comuni coinvolti stanno dialogando con gli enti gestori della rotonda, che hanno dato da subito la loro disponibilità, per adeguare l’assetto dell’area e della segnaletica alla funzionalità del bypass.

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