Siccità: miele toscano, giù la produzione del 50%

Siccità: miele toscano, giù la produzione del 50%

Confagricoltura: “Un’annata da dimenticare, il caldo ha ucciso le api e danneggiato le fioriture”.

Temperature roventi e siccità hanno fatto sprofondare del 50% la produzione di miele toscano. A parlare della situazione estremamente critica del settore è la Confagricoltura con Gianluca Ghini, che fa parte anche dell’associazione toscana apicoltori:

“E’ stata un’annata devastante per il miele toscano – commenta Ghini – la stagione estiva ha danneggiato enormemente il settore dell’apicoltura perché il grande caldo che ha fatto innalzare le temperature anche sopra i 40 gradi e il periodo prolungato di siccità hanno ucciso una gran parte delle api, ma il clima rovente ha influito negativamente anche sulle fioriture. Le api rimaste non hanno trovato sufficiente nutrimento, la quantità di nettare e polline è stata nettamente inferiore a quella degli altri anni”.

Nelle zone del Casentino e della Valdichiana, nel Senese e nel Grossetano, nelle zone di Pistoia e Lucca dove è concentrata la produzione di miele toscano si parla di un dimezzamento del prodotto arrivato sul mercato a prezzi più alti degli anni scorsi: “Speriamo adesso che sia riconosciuto lo stato di calamità per tutto il settore agricolo e che un sostegno sia riconosciuto anche per gli apicoltori”, conclude Ghini.

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Firenze, Confagricoltura : “Comitato contro abbattimenti ippocastani si assuma la responsabilità dei danni”

Firenze, Confagricoltura : “Comitato contro abbattimenti ippocastani  si assuma la responsabilità dei danni”

Il comitato è disposto ad assumersi la responsabilità civile e penale per eventuali danni provocati dagli ippocastani di viale Corsica che potrebbero crollare alla prossima tempesta di vento? La provocazione viene dalla Confagricoltura che commenta lo stop all’abbattimento di una sessantina di alberi nel viale fiorentino. 

“E’ importante lavorare per ricreare una cultura del verde anche tra i cittadini, che è giusto richiedano informazioni e chiarimenti ma non che si sostituiscano agli esperi del settore”, commenta Francesco Mati, presidente della sezione florovivaistica di Confagricoltura Toscana che spiega come un’alberatura che si trova in un contesto urbano subisca una serie di traumi durante l’arco della sua vita e per questa ragione, anche una pianta all’apparenza “sana” è importante che sia sostituita una volta trascorso un certo periodo.

“In Francia ad esempio ogni viale alberato ha una sua “scadenza” stabilita perché dai 30 ai 60 anni (o più), a seconda della specie, un albero che in città e lungo una strada può aver raggiunto lo stadio di senescenza o ha sicuramente subito danni per colpa ad esempio degli scavi per le infrastrutture (dall’energia elettrica, alle tubature del gas alla fibra, tutto passa sotto terra), dei cambiamenti climatici – in un contesto al quale non è particolarmente adatto, come nel caso dell’ippocastano che richiede cure specifiche – diventa un pericolo. Ci siamo già scordati le conseguenze provocate dalla caduta delle centinaia di alberi nel 2015?”.

Una buona notizia per la città, osserva Confagricoltura, è il programma del Comune di reintegrare il patrimonio arboreo con 800 alberi da piantare in autunno, ma per far crescere al meglio i giovani alberi che hanno un ruolo fondamentale per la salute dei cittadini (ripuliscono l’aria dall’inquinamento e contribuiscono al risparmio energetico con la propria ombra) è importante che le file di nuove piante siano omogenee (le giovani piante si proteggeranno a vicenda e non entreranno in competizione con le piante più vecchie): “Per questo motivo è necessario abbattere tutta la fila degli ippocastani di viale Corsica e sostituirli con varietà arboree più adatte alla città, con buone capacità di crescita e che necessitano di poca manutenzione. Non serve fare congetture complottistiche per capire che una buona gestione del verde pubblico deve prevedere ogni anno abbattimenti e nuovi reimpianti”, conclude Mati. “Ritengo ragionevole far firmare un atto in cui il comitato contrario agli abbattimenti degli alberi di viale Corsica si assume la responsabilità civile e penale per eventuali danni a persone o che si possano manifestare in un arco temporale di dieci anni sia dovuto. Naturalmente con una fideiussione a garanzia”.

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Bellavista la mattina di Controradio

In questo  numero:

  • CARLO SORRENTINO
    Le notizie della settimana commentate dal docente Unifi.
  • ALESSANDRO MAZZEI
    Il Direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana sulla situazione siccità nella nostra Regione.
  • CLEMENTE PELLEGRINI
    Il Presidente dei giovani di Confagricoltura della Toscana sugli effetti della siccità su olio e vino.
  • BERNARDO GOZZINI
    L’Amministratore delegato del Consorzio Lamma commenta le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente in merito alla siccità come fenomeno strutturale del clima in Italia oggi.
  • CICCIO AULETTA
    Il Consigliere di opposizione a Pisa racconta il voto sulla revoca della cittadinanza a Benito Mussolini.
  • SARA FUNARO                                                                                     L’assessore al welfare del Comune di Firenze interviene sul crollodelle domande di contributi di affitto.

 

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SICCITA’, CONFAGRICOLTURA “IN GINOCCHIO CEREALI E APICOLTURA”

wheat-spike-609884_960_720Coltivazioni a rischio, foraggi per il bestiame che scarseggiano, apicoltura in crisi: la scarsità di precipitazioni dei primi mesi del 2017 sta mettendo in ginocchio il mondo agricolo toscano che parla di vera e propria calamità.

I coltivatori hanno scritto alla Regione Toscana per chiedere di poter attivare, con urgenza, “percorsi a sostegno del mondo produttivo analoghi a quello intrapreso per la gelata primaverile, anche per la siccità 2017”.

A essere in crisi è soprattutto il territorio della Maremma, per la quale gli agricoltori chiedono alla Regione di attivarsi al più presto presso il Governo per venire incontro agli effetti della situazione di emergenza.

La scarsità di precipitazioni, che, dall’inverno trascorso, si è protratta anche nel periodo primaverile (come emerge anche dai dati del Consorzio Lamma) sta infatti provocando danni soprattutto sulla fascia costiera della provincia di Grosseto (tra le zone più colpite del centro Italia) e rischia di compromettere gravemente l’annata agraria, come segnala Confagricoltura. La siccità aggrava una situazione già critica, spiega Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana: “Si pensi al comparto cerealicolo, che ha risentito lo scorso anno del crollo del prezzo del grano e delle scarse semine, alle perdite delle coltivazioni di erba e fieno e alle semine di girasoli e mais che sono già a rischio, con conseguenze anche sul settore zootecnico (in Maremma è concentrato il 60 per cento della produzione toscana) che ha a disposizione poco foraggio. Senza contare che se non piove nelle prossime settimane a rischio potrebbe essere anche la produzione di pomodori”.Aggiunge Miari Fulcis: “La Regione deve ascoltare il nostro grido d’allarme perché il rischio vero è che i coltivatori abbandonino le produzioni soprattutto di cereali, con ripercussioni non di poco conto”.

All’allarme della Maremma si aggiunge poi il dramma dell’apicoltura toscana. Le associazioni degli apicoltori spiegano che i primi cinque mesi del 2017 sono stati letali per la produzione di miele in tutta la regione. La siccità, le forti escursioni termiche tra giorno e notte, il vento e le gelate di metà aprile hanno privato il territorio di fioriture ricche di nettare. In queste condizioni climatiche, gli alveari hanno divorato le scorte di miele del nido, costringendo gli apicoltori a ricorrere a nutrizioni di emergenza, con costi imprevisti ed elevati. Gli apicoltori segnalano che la produzione di miele di acacia 2017 è già stata pesantemente ridotta, come pure si prospetta una situazione molto poco rosea per le successive fioriture.

Secondo una stima dal 2012 al 2016 i danni connessi a tali eventi climatici alle imprese ed al patrimonio agricolo sono stimati in misura superiore ai 400 milioni di euro.

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