Vaccini: Sarti “Ambulatori ingolfati, con genitori e scuole sommersi da burocrazia”

Vaccini: Sarti “Ambulatori ingolfati, con genitori e scuole sommersi da burocrazia”

Decreto vaccini e circolari operative. Una riflessione di Paolo Sarti, pediatra e consigliere regionale di Sì – Toscana a Sinistra

Il governo va avanti senza ascoltare suggerimenti e critiche, d’altra parte sono quelli “del fare” … anche se di fatto fanno tutto da incompetenti e male! La circolare attuativa della legge sui vaccini emanata dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) obbliga i dirigenti scolastici, i responsabili dei servizi educativi e dei centri di formazione professionale regionale a farsi carico di acquisire e controllare tutta la documentazione concernente l’obbligo vaccinale e in caso di omissioni da parte dei genitori segnalare entro 10 giorni alla ASL di competenza. Ma la Ministra ha presente il caos che regna nelle scuola prima dell’apertura anche solo per far sì che si possa iniziare l’anno scolastico con tutti gli insegnanti e i custodi che servono?! Saranno le scuole a dover sopportare il carico più pesante di una procedura per altro estranea al servizio di istruzione.

Entro il 10 settembre i genitori per far frequentare i figli alla scuola dell’infanzia devono presentare gli attestati di vaccinazione o altrimenti di differimento od omissione per motivi di salute o ancora di avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale. Ma la Ministra è mai entrata o quanto meno preso un appuntamento in un consultorio, in un ambulatorio dell’ASL, in un ambulatorio del medico di medicina generale o del pediatra, in un laboratorio di analisi?! Perché è in questi luoghi che i genitori, rientrati dalle vacanza, in tutta fretta dovranno farsi rilasciare certificati vaccinali, certificati che ne spieghino l’omissione e ancora analisi di laboratorio che attestino l’avvenuta immunizzazione.

Sono previste aperture straordinarie di queste strutture? I pediatri e i medici di famiglia faranno ambulatorio 24 ore su 24? E ammesso e non concesso che questo accada, sono previsti gli stanziamenti per pagare il lavoro straordinario o si confida sulla carità del buon medico?! Forse saranno i laboratori di analisi privati e i professionisti a libera professione che ringrazieranno la Lorenzin: sarà un giro di affari niente male e soprattutto concentrato in pochi giorni.

Come pediatra che ho vaccinato convintamente nel servizio pubblico da più di quarant’anni non ho certo critiche da fare ai vaccini o ai calendari vaccinali: mi rimetto alla scienza documentata e seria. Ma questa legge e la sua circolare attuativa dimostrano l’incompetenza totale del Governo sia sul piano scientifico che strategico: allontaneranno ancor di più i cittadini dallo Stato, dalle Istituzioni, dalla Sanità, faranno emergere ancor più l’estremismo e l’intolleranza. La forza di un governo non si dimostra col mostrare i pugni ingolfando i cittadini di burocrazia: la salute non si impone, si fa sì che convenga!

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Rifiuti: cancellato l’impianto di Selvapiana

Rifiuti: cancellato l’impianto di Selvapiana

Con l’approvazione definitiva delle modifiche al piano sulla gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati della Regione Toscana, approvato ieri, “scriviamo finalmente la parola fine sull’impianto di Selvapiana, nel comune di Rufina. Soddisfatta per l’esito di questa vicenda per cui ringrazio la Giunta regionale, e sottolineo il ruolo centrale svolto dai sindaci che in questi anni hanno investito su modelli innovativi di smaltimento dei rifiuti, promuovendo circolarità e riuso, e segnando un salto di qualità notevole”. Così Serena Spinelli, capogruppo Articolo Uno Mdp in Regione Toscana, commenta l’approvazione del piano regionale dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati che sancisce il superamento del termovalorizzatore di Selvapiana.

“Un risultato raggiunto grazie anche alla collaborazione della comunità, che non ha mai cessato di impegnarsi in questa direzione – aggiunge la consigliera regionale Mdp – Pochi mesi fa, alla fine di marzo, avevamo annunciato il superamento dell’impianto, oggi siamo felici di poter ribadire in maniera definitiva una decisione che la comunità attendeva da tempo”.

“La Regione aveva già recepito il protocollo d’intesa sottoscritto circa un anno fa dai sindaci del territorio, con il quale sia chiedeva di stabilire l’effettivo bisogno dell’impianto – continua Spinelli – Dopodiché le valutazioni portate avanti da Ato Toscana Centro hanno confermato che la realizzazione della struttura non era più necessaria, soprattutto per una sensibile diminuzione della produzione dei rifiuti, legata in particolare all’intensificazione delle raccolte differenziate”. “Un risultato doppiamente positivo e di buon auspicio per l’incremento sia della differenziata e per il processo di riutilizzo dei materiali. Così ci avviciniamo agli obiettivi europei e sosteniamo un indotto che porterà benefici in tutta la Toscana“, conclude Serena Spinelli.

“Negli ultimi tre anni – spiegano i sindaci della Val di Sieve interessati dall’impianto – abbiamo lavorato per questo obiettivo. Oggi vediamo sancita dal Consiglio Regionale questa volontà. Era l’esito, che ci aspettavamo dopo il protocollo del 2015 e dopo aver già preso atto della adozione fatta nel mese di marzo, e di questo siamo molto soddisfatti”. “Soddisfazione, che si unisce – concludono i sindaci – ai ringraziamenti a tutti i soggetti coinvolti, in modo particolare al Presidente e all’Assessore regionale e ai funzionari coinvolti per la serietà e professionalità con cui è stato portato avanti il percorso. Oggi, con questo ulteriore passaggio grazie anche al Consiglio regionale, è stata data una risposta politica importante alle nostre comunità, togliendo ogni dubbio sull’impegno che avevamo preso con i cittadini”. Ripercorrendo questi ultimi anni vanno ricordati oltre alla sigla del protocollo del 2015, le date del 17 novembre 2016 quando sulla “Gazzetta Ufficiale” fu pubblicata la delibera della Giunta Regionale che sanciva ufficialmente l’avvio del procedimento per portare alla cancellazione dell’impianto dalla pianificazione regionale e dopo i vari passaggi nelle commissioni regionali, l’adozione del Piano Regionale del 29 marzo 2017 a cui è seguita la decisione votata oggi che mette un punto fermo alla questione che ha impegnato le amministrazioni locali perché si arrivasse a questa soluzione.

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