Migranti, Rossi: “invasione? in Toscana 13.600 su 3,7 mln cittadini”

Migranti, Rossi: “invasione? in Toscana 13.600 su 3,7 mln cittadini”

“Necessario che fenomeno venga governato senza chiudersi a ricchio: progetti a Comuni e non hai privati” ha detto il presidente toscano Rossi. E sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti: “prendo atto ma ho diritto di fare politica.”

In Toscana “tutta questa ‘invasione’ di migranti continua ad attestarsi su 13.600 persone. Se la società toscana, che è fatta di 3,7 milioni di cittadini, non si chiude a riccio, e se il fenomeno viene governato, io credo che siamo ancora in grado di farvi fronte. Io credo poi che il modo giusto per accoglierli sarebbe quello di dare la responsabilità e i soldi ai Comuni, e non ai privati.
Questa cosa la ripeto da tre anni”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando con i giornalisti in merito alla questione dei migranti.

“I Comuni siano responsabili di fare progetti di integrazione – ha aggiunto -, di lavoro, perché in questo modo le istituzioni si espongono, ci sarebbe maggiore trasparenza, maggior coinvolgimento politico e della società civile, e forse si
otterrebbero risultati di integrazione migliori. Spero che prima o poi, come è successo con il modello di accoglienza diffusa, anche questa proposta venga accolta”. Secondo Rossi “per il resto è bene che si provi a regolare i flussi, che poi si tratta di persone, e le persone vanno salvate. Ed è bene che su questo ci sia un intervento dell’Europa”.

“Prendo atto” che la mozione di sfiducia è stata respinta ieri dalla maggioranza in Consiglio regionale, ora “sgombriamo il campo dalle chiacchiere politiche”, e del resto “non sono entrato in Articolo Uno per avere un posto in Parlamento” ma “ho diritto di fare politica perché un presidente di Regione è anche esponente politico nazionale. Devo dire la mia dal mio punto di vista, e poi
continuo a fare ancora con più impegno il presidente della Regione sul mandato ricevuto dai cittadini, mandato che riguarda il presidente della Regione e anche il Consiglio toscano”. ha detto poi parlando con i giornalisti sulla mozione di sfiducia presentata da gran parte delle opposizioni nei suoi confronti e respinta ieri dall’Assemblea regionale.

“Se mi sfiduciano si va al voto – ha aggiunto -, non mi pare che questa sarebbe una grande cosa visto il buongoverno della Toscana, e visto il fatto che la Toscana non ha mai avuto crisi ma anzi è sempre stata complessivamente ben governata, anche se ci sono state posizioni diverse a livello nazionale”. Rossi ha ricordato che “ci sono stati anni nei quali il presidente della Regione era socialista e i comunisti partecipavano al governo
con la Dc, anni in cui il presidente era socialista e i comunisti continuavano a stare all’opposizione a livello nazionale. Mi pare che da questo punto di vista, le cose dette e fatte anche da parte del Pd e anche quelle dette da Renzi siano
sagge e in linea con le considerazioni che avevo fatto fin da subito”, ha concluso.

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GIUNTA TOSCANA APPROVA MOZIONE ANTI TELEFONATE PROMOZIONALI

Consiglio telefonate promozionali

Approvata la mozione Pd, il cui primo firmatario è Antonio Mazzeo, che chiede alla Giunta di impegnarsi  per modificare normativa nazionale.” Emendamento 5 stelle contro telefonate “politiche”.

La Giunta toscana si impegni ad “attivarsi, nei confronti del Parlamento ed in ogni sede utile, anche mediante specifiche azioni di sensibilizzazione, affinché si possa arrivare in tempi celeri alla modifica della normativa nazionale vigente ai fini di una maggior tutela dei cittadini dalle chiamate telefoniche promozionali indesiderate, a partire dal rafforzamento e dall’ampliamento delle condizioni di tutela offerte dal Registro pubblico delle opposizioni”. E’ quanto chiede una mozione presentata dal Pd, primo firmatario Antonio Mazzeo, approvata oggi dal Consiglio regionale.

Il testo è stato emendato su proposta del consigliere Giacomo Giannarelli (M5s) per inserire, nella ricerca di una maggior tutela dei cittadini, anche chiamate telefoniche “provenienti da partiti politici” e “sms di analoga provenienza”.

Il 4 maggio scorso il Garante della Privacy Antonello Soro si era detto “sconcertato e preoccupato” per il provvedimento contenuto nel ddl sulla concorrenza che di fatto eliminava il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali. Un rischio “stalking telefonico” che interesserebbe milioni consumatori. Il Codacons aveva denunciato la “giungla” del settore, dove “il cittadino sarà totalmente indifeso” e i Cinque Stelle avevano parlato di “spam legalizzato”. Il Ministero dello Sviluppo economico aveva replicato: “L’emendamento è chiaramente finalizzato a fornire un ulteriore strumento di tutela dei consumatori” ma l’Antitrust aveva avviato un’istruttoria sul telemarketing “aggressivo” di Telecom e Vodafone per sollecitare acquisti e contratti.

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