FIRENZE, TURBATIVA PISCINE: DIRIGENTI ‘SCAGIONANO’ POLITICI

dirigenti scagionano

Rispondendo al gip di Firenze, i dirigenti comunali Troppino e Corti hanno ribadito l’estraneità politica da gare appalti per gestione piscine. Il Pm vuole l’interdizione.

Non c’è stata influenza di politici sulle gare per l’assegnazione della gestione di due piscine comunali di Firenze, e i relativi bandi sono stati legittimi, hanno seguito le regolari procedure amministrative: si sono difesi così, davanti al gip Angelo Pezzuti, due funzionari dell’assessorato allo sport di Firenze, Elena Troppino e Loris Corti, per i quali i pm Giuseppina Mione e Filippo Focardi hanno chiesto l’interdizione dai pubblici uffici. Il gip Pezzuti si è riservato la decisione.

Troppino e Corti hanno risposto alle domande del gip, la prima per oltre un paio d’ore, l’altro per un tempo minore. Entrambi sono indagati per turbativa d’asta in concorso con altre persone, non solo imprenditori privati ma anche, secondo quanto emergerebbe, altre figure dell’amministrazione comunale. L’inchiesta della procura riguarda la gestione, affidata dal Comune, di due piscine importanti per la pratica sportiva in città, la piscina Paganelli e quella a San Marcellino.

L’interdizione per Troppino e Corti sarebbe stata chiesta dai pm anche in vista del prossimo bando, previsto a luglio, per un’altra piscina di Firenze, quella storica nel quartiere Isolotto. In realtà secondo quanto emerge in ambiti giudiziari, l’inchiesta potrebbe risultare un faro acceso sulle modalità di affidamento in gestione a privati degli impianti sportivi comunali fiorentini e sul ruolo delle associazioni sportive.

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GIURLANI: GIP SI RISERVA DECISIONE

 Giurlani: no fusioni dall'alto per piccoli comuni arresto Pescia Giurlani

Il sindaco dimissionario di Pescia Giurlani si è difeso dal gip da accuse corruzione e peculato.  Intanto il Pd di Pistoia ha sospeso l’ex sindaco. Trallori (Pd): “si apre nuova fase.”

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia del Pd agli arresti domiciliari per peculato e dimessosi ieri, ha risposto alle domande e si è difeso davanti al gip di Firenze Anna Liguori, stamani, nell’interrogatorio di garanzia. Il gip si è riservato la decisione, attesa per i prossimi giorni. I fatti risalgono a quando Giurlani era presidente dell’Uncem Toscana, fino al 2016. Assistito dal difensore,
avvocato Gabriele Melani, che ha presentato istanza di revoca dei domiciliari, al gip Oreste Giurlani ha rappresentato i fatti contestati dal suo punto di vista.

Quindi, tra le accuse, ha spiegato che il numero esorbitante di chilometri di benzina fattisi rimborsare dall’ente (10-11.000 al mese, con un picco di 15.000) corrispondeva alla reale percorrenza delle strade compiuta in auto per seguire le attività dell’Uncem, l’associazione dei comuni montani. E avrebbe anche affermato che presso l’Uncem c’è tutta la documentazione contabile, con scontrini e fatture, che può attestare tutte le spese sostenute, senza lacune. Giurlani avrebbe chiarito e motivato anche la tipologia e il motivo degli acquisti fatti coi soldi dell’Uncem, come telefonini e Ipad, spese che hanno richiamato l’attenzione degli investigatori.

Il gip Liguori con le sue domande si sarebbe soffermato anche sull’altro aspetto per cui Giurlani è indagato, la corruzione, ipotesi relativa a fatti più vicini al suo ruolo pubblico a Pescia. In udienza il pm titolare dell’inchiesta, Tommaso Coletta, era insieme al procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo. Gli inquirenti hanno ribadito la necessità di un periodo di arresti domiciliari per scongiurare il pericolo di inquinamento delle prove. Invece, nella discussione sulla possibile reiterazione del reato, la condizione sembra decadere di fronte alle dimissioni date ieri da Giurlani sia da sindaco di Pescia sia da vicepresidente dell’Anci Toscana con delega alla montagna.

E intanto la commissione di garanzia del Pd della provincia di Pistoia ha deciso di sospendere dal partito l’ormai ex-sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, che con una lettera spedita ieri al Comune aveva dato le dimissioni da primo cittadino. “Dopo aver sollecitato questa presa di posizione – commenta il segretario provinciale del Pd Riccardo Trallori – ho ritenuto opportuno convocare anche una riunione con il gruppo consiliare del Pd pesciatino e con la segreteria comunale del partito per assumere le necessarie determinazioni. Con la notizia delle dimissioni da parte di Giurlani dal suo ruolo istituzionale si apre una nuova fase”.

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IL SINDACO DI PESCIA GIURLANI SI DIMETTE DA ANCI

Pescia Anci dimette Pescia

Oreste Giurlani, sindaco di Pescia arrestato per peculato, ricopriva la carica di vicepresidente dell’Anci Toscana. Associazione: “ribadiamo la fiducia nella magistratura.”

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia (Pistoia) arrestato lo scorso 1 giugno per peculato nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze, ha presentato stamani le sue dimissioni dall’incarico di vice presidente dell’Anci Toscana. Lo rende noto la stessa Associazione dei Comuni, il cui direttivo toscano, già convocato per oggi pomeriggio nella sede fiorentina e presieduto dal presidente Matteo Biffoni, ha preso atto delle dimissioni. Giurlani, ricorda Anci, era uno dei cinque vicepresidenti dell’Associazione toscana. “Il direttivo – conclude la nota – ha ribadito la fiducia nelle indagini della magistratura, auspicando che la vicenda si possa chiarire al più presto”.

Giurlani sarebbe accusato di essersi impossessato di oltre 570mila euro dalle casse dell’Uncem (Unione Comunità Montane) Toscana, di cui è stato presidente dal 2005 al 2016. Agli arresti domiciliari, misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Firenze, Anna Donatella Liguori, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal procuratore capo, Giuseppe Creazzo, Giurlani aveva inserito, tra le presunte giustificazioni di spese fasulle accertate, quelle per il carburante, come se avesse percorso 500 chilometri al giorno per lunghi periodi. I finanzieri hanno perquisito l’abitazione di Giurlani e un altro appartamento nella sua disponibilità a Pescia, l’ufficio del sindaco nella sede del Comune di Pescia, e un locale ancora nella sua disponibilità nella sede dell’Uncem a Firenze.

Appena 15 giorni erano bastati al sostituto della procura di Firenze Tommaso Coletta e agli investigatori della guardia di finanza per controllare la contabilità dell’Uncem Toscana e arrivare a mettere alla sbarra il sindaco di Pescia. “Duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”. Aveva fatto notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’è stato controllo della contabilità, non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo”.

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PESCIA, GIURLANI INDAGATO ANCHE PER CORRUZIONE

Oreste Giurlani
foto tratta da profilo FB

Il procuratore Creazzo:”duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”.

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia arrestato per peculato per fatti relativi al suo precedente ruolo di presidente di Uncem Toscana, sarebbe indagato dalla procura di Firenze anche per corruzione in merito a vicende collaterali, ma distinte, scoperte dagli inquirenti con la stessa inchiesta. Su questo filone gli accertamenti sono in corso e, secondo quanto emerge in ambienti investigativi, Giurlani non è l’unico indagato.
Nella vicenda dell’arresto del sindaco di Pescia (Pistoia) Oreste Giurlani, per fatti di
peculato relativi alla sua precedente presidenza di Uncem Toscana, “duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di
questo tipo”. Lo fa notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’èstato controllo della contabilità”.
Anche il gip di Firenze Anna Liguori, nella sua ordinanza, scrive che “le note per i rimborsi erano predisposte dallo stesso Giurlani, nessuno effettuava il controllo delle spese portate a rimborso e puntualmente pagate da Uncem perché non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo. Esistono dei sindaci revisori nominati dalle assemblee generali formate da tutti i soci aderenti, sindaci dei Comuni ed unioni dei Comuni, ma che di fatto non hanno mai effettuato  alcuni tipo di controllo”, inoltre “non esiste un regolamento Uncem per le spese di rappresentanza”.
Secondo le indagini della guardia di finanza “le somme complessivamente locupletate da Giurlani (578.000 euro) hanno sottratto all’Uncem (pur oberato da ingenti debiti: bilancio 2016 chiuso con perdite per 2,4 mln euro) importanti disponibilità economiche e creato un debito verso l’Inps di
oltre 712.000 euro (nonostante il piano di riparto già sottoposto all’ente)”.

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PESCIA, GIURLANI INDAGATO ANCHE PER CORRUZIONE

Oreste Giurlani
foto tratta da profilo FB

Il procuratore Creazzo:”duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”.

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia arrestato per peculato per fatti relativi al suo precedente ruolo di presidente di Uncem Toscana, sarebbe indagato dalla procura di Firenze anche per corruzione in merito a vicende collaterali, ma distinte, scoperte dagli inquirenti con la stessa inchiesta. Su questo filone gli accertamenti sono in corso e, secondo quanto emerge in ambienti investigativi, Giurlani non è l’unico indagato.
Nella vicenda dell’arresto del sindaco di Pescia (Pistoia) Oreste Giurlani, per fatti di
peculato relativi alla sua precedente presidenza di Uncem Toscana, “duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di
questo tipo”. Lo fa notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’èstato controllo della contabilità”.
Anche il gip di Firenze Anna Liguori, nella sua ordinanza, scrive che “le note per i rimborsi erano predisposte dallo stesso Giurlani, nessuno effettuava il controllo delle spese portate a rimborso e puntualmente pagate da Uncem perché non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo. Esistono dei sindaci revisori nominati dalle assemblee generali formate da tutti i soci aderenti, sindaci dei Comuni ed unioni dei Comuni, ma che di fatto non hanno mai effettuato  alcuni tipo di controllo”, inoltre “non esiste un regolamento Uncem per le spese di rappresentanza”.
Secondo le indagini della guardia di finanza “le somme complessivamente locupletate da Giurlani (578.000 euro) hanno sottratto all’Uncem (pur oberato da ingenti debiti: bilancio 2016 chiuso con perdite per 2,4 mln euro) importanti disponibilità economiche e creato un debito verso l’Inps di
oltre 712.000 euro (nonostante il piano di riparto già sottoposto all’ente)”.

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