Cinema: Spazio Uno Firenze a rischio, Comune per salvataggio

Cinema: Spazio Uno Firenze a rischio, Comune per salvataggio

Storica sala è sotto sfratto, proiezioni di qualità da anni ’60.

Rischio di chiusura per la storica sala del cinema del centro storico di Firenze Spazio Uno, ma il Comune è sceso in campo per “scongiurare questa prospettiva”. É quanto è emerso oggi durante la seduta del Consiglio comunale.
La vicenda dello Spazio Uno è stata portata oggi all’attenzione dell’assemblea dalla consigliera Donella Verdi di Sinistra Italiana: “Enel, proprietaria dell’immobile, vuole sfrattare lo storico spazio di via del Sole – ha detto Verdi – vorremmo sapere se il Comune intende fare qualcosa per salvaguardare una realtà così importante dal punto di vista culturale la cui nascita risale agli anni “60”. Dai social intanto è lo stesso Spazio Uno che invita tutti a inviare mail al sindaco Dario Nardella e all’assessore all’urbanistica Giovanni Bettarini per chiedere loro di bloccare in qualche modo lo sfratto. Ma proprio dall’aula del Consiglio Bettarini assicura che Palazzo Vecchio è “già al lavoro, e sta seguendo con grande attenzione la vicenda: voglio inoltre sottolineare che nel nostro regolamento urbanistico ci sono anticorpi per questi casi. Anche in caso di cessione, infatti, almeno il 60% dovrà restare a uso cinematografico. Ma devo dire di non aver avuto, finora, alcuna richiesta di variazione di funzione da parte di Enel”.
L’assessore ha poi aggiunto di “voler fare il possibile per scongiurare la chiusura di Spazio Uno, e cercheremo di individuare tutte le misure possibili per salvaguardare la permanenza di questa importante attività culturale del centro storico”.

L'articolo Cinema: Spazio Uno Firenze a rischio, Comune per salvataggio proviene da www.controradio.it.

Uffizi: Nardella ribadisce ipotesi filiale Cina “a Pechino o Shanghai”

Uffizi: Nardella ribadisce ipotesi filiale Cina “a Pechino o Shanghai”

Il sindaco di Firenze Dario Nardella insiste con la sua idea, profilata ieri a Capri al convegno dei giovani industriali, di una ”filiale” degli Uffizi in Cina. E individua oggi due città in particolare dove potrebbe aprire, “Shanghai o Pechino”. Nardella è tornato sull’argomento oggi in Palazzo Vecchio.

La legge italiana, ha spiegato il sindaco, già adesso “consente dei prestiti temporanei di opere d’arte, che potrebbero essere inviate per un determinato periodo in una sede
fissa”, ha detto “in una grande città cinese, Shanghai o Pechino, nella quale poter esporre a rotazione alcune bellezze storico-artistiche”.

“Come i francesi hanno fatto ad Abu Dhabi – aggiunge Nardella – noi possiamo fare ancora meglio portando gli ”Uffizi 2”, ad esempio in una città del Sud Italia e anche
all’estero, in un grande paese emergente, anzi forte e leader come la Cina dove ci sono milioni di persone che possono conoscere la grande cultura occidentale, dell’Umanesimo e del Rinascimento”.

L’idea di Nardella è condivisa dal direttore della Galleria, Eike Schmidt: i due ne hanno parlato a lungo e proprio ieri il direttore ha ribadito che si tratta di un progetto “valido e di ampio respiro”.

L'articolo Uffizi: Nardella ribadisce ipotesi filiale Cina “a Pechino o Shanghai” proviene da www.controradio.it.

Uffizi in Cina? Schmidt, progetto da condividere

Uffizi in Cina? Schmidt, progetto da condividere

“Un progetto valido, di ampio respiro, da condividere”. Così il direttore degli Uffizi Eike Schmidt si esprime sull’idea lanciata  dal sindaco di Firenze Dario Nardella di aprire una sorta di ”sezione” degli Uffizi in Cina.

“Questa proposta era emersa durante il recente tour istituzionale a Berlino – spiega Schmidt – e io e il sindaco l’abbiamo discussa di nuovo, parlandone a lungo. Condivido quanto ha detto”. Si tratterebbe di un piano, sul modello di quello elaborato dalla Francia, che stanno per aprire una ”filiale” del Louvre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, “da studiare e ponderare con cura e attenzione, con un grande progetto, che faccia leva non solo sul nostro grande patrimonio artistico e sul nostro nome – ha suggerito Schmidt – ma anche su una vasta operazione di digitalizzazione dei nostri tesori e di valorizzazione della personalità artistica specifica che può esprimere il paese dove si decide di ”aprire”.

“Abbiamo un museo straordinario come gli Uffizi, che è la più grande galleria italiana e esportare il modello dei musei italiani attraverso gli Uffizi sarebbe un modo per incentivare il turismo a livello internazionale e condividere il valore straordinario del nostro patrimonio all”estero”. Queste le parole usate ieri dal sindaco partecipando a Capri (Napoli) al convegno dei giovani di Confindustria. Nardella ha spiegato di averne parlato “con colleghi di Shanghai con cui Firenze ha un rapporto di amicizia e ho trovato un grande interesse in Cina per gli Uffizi 2; ne ho parlato anche con il direttore degli Uffizi, che mi ha fatto notare che oltre che all”estero si potrebbero fare anche in un”altra regione in Italia, magari al sud. In ogni caso lancio questa idea degli Uffizi 2 in Cina ai giovani industriali perché possano far proprio questo progetto; e spero che Franceschini accolga questa sfida”.

 

 

L'articolo Uffizi in Cina? Schmidt, progetto da condividere proviene da www.controradio.it.

Morte turista, Capponi (Icr): “rischio zero non esiste”

Morte turista, Capponi (Icr): “rischio zero non esiste”

Telefonata nella mattina tra il sindaco di Firenze e l’ambasciatore spagnolo. Il Comune ha rinnovato la disponibilità per aiutare la vedova ed impegno per accertare cause della disgrazia

“Eventi come quello avvenuto a Santa Croce devono almeno stimolarci una riflessione su come ripensare il modello di manutenzione e custodia dei beni culturali, appunto valorizzando quest’ultima. Protocolli e procedure da sole infatti possono non bastare”. Lo ha detto Gisella Capponi, direttrice dell’Istituto superiore conservazione e restauro dei Beni Culturali, oggi a Pisa, a margine della prima giornata del convegno internazionale delle fabbricerie.

“Santa Croce è un luogo costantemente monitorato – ha aggiunto – ma purtroppo il rischio zero non esiste e intervenire in modo preventivo sulle situazioni di rischio è pressoché impossibile. Noi, ad esempio, facciamo un controllo minuzioso dello stato di conservazione del bene, centimetro per centimetro, solo la Cappella degli Scrovegni che è però un ambiente molto piccolo dove questo lavoro si può fare. Altrove è inimmaginabile. Per questo il ruolo dei custodi e la loro valorizzazione può essere uno strumento utile, perché essi rappresentano la memoria storica del monumento e sono in grado di segnalare anche i segnali più piccoli agli esperti che poi verificheranno se quel segnale è degno di allarme oppure no”.

Sempre oggi c’è stata una telefonata tra il sindaco di Firenze Dario Nardella e l’Ambasciatore spagnolo Jesus Manuel Garcia. Il sindaco, si apprende da Palazzo Vecchio, ha parlato stamani con Garcia: l’ambasciatore ha ringraziato il Comune per l’assistenza prestata alla moglie del turista ieri pomeriggio, ed il sindaco ha rinnovato la disponibilità dell’amministrazione per qualsiasi tipo di aiuto possa servire alla donna, aggiungendo che le autorità preposte stanno facendo tutto per accertare le cause della disgrazia.

L'articolo Morte turista, Capponi (Icr): “rischio zero non esiste” proviene da www.controradio.it.

Aeroporto: Firenze; Confindustria, la nuova pista va fatta

Aeroporto: Firenze; Confindustria, la nuova pista va fatta

Salvadori: “Pista parallela non ha controindicazioni da un punto di vista ambientale, né da un punto di vista sociale”.

“Io non accetto più di parlare di non fare la pista parallela dell’aeroporto di Firenze”: lo ha affermato Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze, commentando l’ipotesi di referendum sul potenziamento dello scalo fiorentino, avanzata dal Pd di Sesto Fiorentino ma criticata dal sindaco metropolitano Dario Nardella.
“Io posso arrivare ad un paradosso – ha detto, a margine della firma di un protocollo con Unicoop Firenze – che troverei non giusto ma giustificato: che si proponesse la chiusura dell’aeroporto Vespucci, con una grandissima perdita di credibilità ed attrattività della città, di posti di lavoro soprattutto. Ma il fatto di non migliorare l’aeroporto, perché la pista parallela non ha controindicazioni da un punto di vista ambientale, né da un punto di vista sociale, io lo trovo un discorso assurdo, e una lotta veramente fatta da dei Don Chisciotte che non so neanche che obiettivi abbiano”.

L'articolo Aeroporto: Firenze; Confindustria, la nuova pista va fatta proviene da www.controradio.it.