Sicilia: Parrini, centrosinistra spaccato porta a sconfitta

Sicilia: Parrini, centrosinistra spaccato porta a sconfitta

“Retromarcia M5s e centrodestra unito vince”.

“Dividere il centrosinistra serve solo a favorire la destra e il populismo. Il centrosinistra unito può vincere le prossime elezioni politiche, e, se avesse scelto un unico candidato presidente, avrebbe potuto correre per vincere anche in Sicilia. Nonostante il peso innegabile del giudizio negativo sul governo regionale uscente, le liste riferibili al centrosinistra hanno infatti raccolto globalmente il 30% dei voti. La spaccatura ha invece portato a una sconfitta netta”. Lo afferma il segretario del PD toscano Dario Parrini commentando, su Facebook, l’esito delle elezioni regionali in Sicilia.
“Occorre un cambio di passo per non andare incontro alla stessa sorte a livello nazionale – aggiunge -. Per questo serve subito da parte di tutti un grande sforzo unitario. Il Pd è pronto a fare la sua parte. Non mette veti su nessuno. Ma nemmeno può accettarne. Non chiede abiure. Ma nemmeno vuole che gli siano chieste”.
Secondo Parrini è “il momento della generosità costruttiva, non dei risentimenti disgreganti. In Sicilia la scissione del Pd non ha portato né un briciolo di affluenza in più (l’astensionismo è rimasto oltre il 50%), né un rafforzamento dell’area alla sinistra del Pd”.
“Il M5s a dispetto di alcune apparenze è un partito in retromarcia – ha continuato Parrini -. Questo spiega la fuga di Di Maio dal duello televisivo con Renzi. Non inganni l’elevato consenso personale di Cancelleri. È stato consistente per un effetto voto utile di cui il candidato grillino ha beneficiato in virtù delle divisioni a sinistra che hanno condannato Micari e Fava ad apparire candidati non competitivi e sconfitti in partenza”.
“Il dato essenziale è che in Sicilia il M5s era sicuro di vincere e invece ha perso – aggiunge -; e che nel voto di lista si è fermato al 27%, oltre 6 punti in meno di quanto prese al suo apice nelle politiche del 2013. Sei punti non sono noccioline. In Sicilia il centrodestra unito non è ancora una forza battibile, specialmente se a rafforzarlo giunge un pezzo di mondo moderato che nel 2012 sostenne Crocetta (penso all’Udc che supero’ il 10% e che stavolta ha corso per Musumeci)”.
“Il centrodestra perse in Sicilia nel 2012 unicamente perché si divise. Dopo essersi ricompattato, è tornato a vincere, anche se i partiti che lo compongono complessivamente hanno perso nel voto di lista 3 punti rispetto al 44,6% raccolto nelle regionali di cinque anni fa”, conclude.

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Pd, Parrini: “Candidatura figlio Verdini? Invenzione”

Pd, Parrini: “Candidatura figlio Verdini? Invenzione”

Il segretario regionale del PD: “naturale rivolgerci a tutti i partiti del centrosinistra per costruire un programma unitario e credibile di governo. Sul programma si possono fare le alleanze, non chiudiamo pregiudizialmente le porte a nessuno”

Quelle di una possibile candidatura del figlio di Verdini nelle fila del Pd, “mi paiono invenzioni degne di alcun commento”. Lo ha detto il segretario del Pd toscano Dario Parrini rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano della ipotesi dopo il sostegno di Ala per l’approvazione della legge elettorale.

“Per noi è un fatto naturale rivolgerci a tutti i partiti del centrosinistra per costruire un programma unitario e credibile di governo. Sul programma si possono fare le alleanze, non chiudiamo pregiudizialmente le porte a nessuno e soprattutto con i collegi uninominali una sinistra unita è la condizione per non fare regali alla destra e al populismo”. Sempre Parrini, a margine della presentazione dei nuovi nove segretari provinciali del partito. “Spero che nessuno voglia farli questi regali”, ha concluso.

Quella di Grasso “è una decisione che amareggia e che non condividiamo nelle motivazioni. Grasso ha criticato il ricorso alla fiducia e il contenuto della legge elettorale ma dicendo cose, secondo me, non corrispondenti alla verità”. Ha infine dichiarato il segretario regionale del Pd. “Queste sono le sue opinioni, resta il presidente del Senato e noi rispettiamo profondamente le istituzioni”, ha aggiunto.

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Messa a Vicofaro: Don Biancalani stringe mano a esponenti Fn

Messa a Vicofaro: Don Biancalani stringe mano a esponenti Fn

Un lungo applauso ha accolto don Massimo Biancalani al suo ingresso nella chiesa di Vicofaro a Pistoia per concelebrare la messa di oggi. E’ stato il modo dei fedeli per dimostrare solidarietà al sacerdote che ha suscitato polemiche per aver accompagnato alcuni migranti in piscina.

Alla celebrazione hanno assistito anche una ventina di esponenti di Forza nuova che avevano annunciato la loro presenza per “controllare” l’omelia del sacerdote.

In chiesa  anche alcuni dei ragazzi migranti che don Biancalani assiste, tutti di religione musulmana, che hanno preso posto nelle panche esattamente sul
lato opposto rispetto agli esponenti di Forza nuova.

ANSA
Messa di Don Biancalani a Pistoia

Il drappello, il cui arrivo è stato vigilato dalle forze dell’ordine, è stato accolto con le grida di “Fascisti” e “Fuori-fuori” da alcuni dei partecipanti al presidio a sostegno di don Massimo davanti alla chiesa. Non ci sono stati tuttavia contatti tra i due gruppi. Sulla porta della chiesa Don Biancalani li ha accolti stringendo loro la mano e
dicendo loro: “Ragazzi, non è necessario che ve lo dica…”, riferendosi all’invito che il prete aveva ieri fatto di evitare manifestazioni di segno politico in chiesa.

Presenti anche esponenti del Pd che hanno promosso un sit-in di sostegno al prete. Tra loro lo stesso segretario regionale del partito Dario Parrini: “Pensavo fosse necessario fare questo sit-in e soprattutto esserci”, ha detto.

Durante la Messa concelebrata con il vicario del vescovo di Pistoia, don Massimo Biancalani, il prete che ha accompagnato alcuni migranti in piscina suscitando polemiche, ha chiesto scusa ai parrocchiani per il “clamore mediatico” rivestito dalla vicenda. “Don Massimo – ha detto il vicario del vescovo, Patrizio Fabbri – coniuga il Vangelo con la vita e la sua è una bella testimonianza perchè accoglie ragazzi
da altri Paesi e senza fissa dimora da anni”.

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Pd : varata ‘cabina di regia’ con professori ed esperti.

Pd :  varata ‘cabina di regia’ con  professori  ed esperti.

E’ quanto illustrato oggi dal segretario del Pd della Toscana Dario Parrini che assumerà la delega agli enti locali, ruolo ricoperto fino a oggi da Stefano Bruzzesi

Un percorso, a partire da settembre, che porterà alla verifica di metà mandato della
legislatura regionale ed ai congressi territoriali del partito, con l’introduzione di alcune novità come l’istituzione di una sorta di cabina di regia in cui siedano insieme ai politici anche professori universitari ed esperti. Cambiamenti anche in seno alla segreteria toscana, a partire dal rafforzamento deldipartimento organizzazione e dalla sostituzione di chi è passato a Mdp. E’ quanto illustrato oggi dal segretario del Pd della Toscana Dario Parrini che assumerà la delega agli enti locali, ruolo ricoperto fino a oggi da Stefano Bruzzesi.
Bruzzesi, ha spiegato Parrini, “ha svolto un ottimo lavoro, soprattutto a Lucca, e resterà comunque all’interno della segreteria toscana, continuando a essere un collaboratore
importante. Gestirò direttamente questa delega per seguire personalmente e in maniera più diretta tutte le questioni più rilevanti in vista delle prossime scadenze regionali e della
delicatezza degli appuntamenti che ci attendono”.

“Il programma che ci siamo dati è intenso – ha sottolineato -, cominceremo a inizio settembre il percorso della verifica di metà mandato regionale con degli incontri come segreteria regionale con le 13 direzioni territoriali del partito. Questo per attivare una campagna di ascolto molto forte, fare il punto sull’impatto delle politiche regionali, e raccogliere proposte e suggerimenti per la conferenza programmatica regionale che si concluderà con un avvenimento pubblico dopo i congressi provinciali” di questo
autunno. Parrini ha spiegato che in questa fase saranno creati dei “gruppi di lavoro su cinque temi specifici, con dentro rappresentanti di tutte le anime del partito, sindaci,
consiglieri regionali e parlamentari”. A questo si affiancherà “una cabina di regia con funzioni di think tank, composta da rappresentati del partito ed accademici come Massimo Morisi,
Alessandro Petretto, e Carlo Fusaro”. Il segretario ha poi annunciato che “rivedremo anche l’esecutivo regionale alla luce dell’ultimo congresso e della scissione. Per questo sarà
sostituito Filippo Fossati, passato a Mdp, e per lo stesso motivo il presidente della Regione Enrico Rossi “non sarà più un invitato permanente nella segreteria regionale”.

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