LIVORNO, NOGARIN: “CITTADINI PAGHERANNO PER ANNI DEBITI DELLA POLITICA”

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“Nei prossimi 7 anni i cittadini di Livorno dovranno pagare 15,6 euro al giorno per saldare il debito della municipalizzata Asa contratto tra 1996 e 2003″ ha messo in allarme il sindaco di Livorno Nogarin: “colpa delle precedenti amministrazioni.”

“Nei prossimi 7 anni i cittadini di Livorno dovranno versare ogni singolo giorno 15.655 euro per saldare il debito contratto da Asa tra il 1996 e il 2003. Dieci centesimi al giorno per ciascuno di noi, neonati compresi, che vanno a sommarsi ai 7.259 che abbiamo già versato ogni giorno negli ultimi 14 anni”. E’ la sintesi fatta dal sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, del processo di privatizzazione di Asa, la municipalizzata che gestisce il ciclo delle acque.

“Tutto questo – denuncia il primo cittadino pentastellato – per permettere ad Asa di ingrassare, alla politica di rafforzare il proprio controllo sulla città e ai privati di entrare in una società dell’acqua interamente ripulita. Avevamo promesso che avremmo aperto i cassetti per denunciare le magagne fatte dai nostri predecessori in città. Non abbiamo avuto bisogno di scovare documenti segreti: è tutto lì, scritto nero su bianco nei verbali e nei bilanci delle due aziende, Asa e la Liri, nata a luglio 2003 per prendere il controllo della rete del gas e trasformata in bad company, caricandola di debiti da lasciare in eredità ai livornesi”. Il caso Asa Liri, secondo Nogarin, “è una Aamps due”, la municipalizzata dei rifiuti salvata dal fallimento dalla giunta in carica attraverso un concordato preventivo: “Lì abbiamo fatto un piccolo miracolo, con Asa invece siamo arrivati troppo tardi per riprendere in mano la situazione in tempo”.

Per ripianare il deficit l’azienda, spiega Nogarin, nel 2003 Asa “sottoscrive un finanziamento ponte da quasi 50 milioni di euro con Dexia Crediop e si impegna a coprirlo attraverso l’emissione di obbligazioni, che non vengono però mai emesse”. A luglio il Comune crea Liri (Livorno Reti e Impianti spa), ricorda il sindaco, “in cui conferisce il patrimonio di Asa, le reti sia del gas che del servizio idrico integrato, gli impianti, i macchinari e in cui finisce anche il prestito ponte contratto con Dexia e Banca Opi (Intesa): il 30 dicembre, un giorno prima della scadenza, Liri rimborsa il finanziamento accendendone un altro da 45,5 milioni di euro rimborsabile in 25 anni, ma nel 2013 Banca Intesa comunica alla Liri che all’interno del finanziamento contratto nel 2003, è presente un derivato tossico capace di generare interessi pesanti sul debito”.

“Questa vicenda” conclude Nogarin – è uguale e precedente a quella di Aamps: negli anni passati le amministrazioni, pur di mantenere i conti del Comune in regola, non hanno esitato a utilizzare le municipalizzate come bancomat, spolpandole, riducendole sul lastrico, utilizzandole come strumenti di consenso e infine vendendole, ripulite, al miglior offerente. Noi invece stiamo provando a salvarle: con Aamps ci siamo riusciti. Ora stiamo seguendo un’altra strada per provare a limitare i danni fatti con Asa”.

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DEXIA CREDIOP, CORTE DI LONDRA: “COMUNE DI PRATO PAGHI 10MLN CONTRATTI”

Corte di Londra Prato

La  Corte Londra ha definito validi i contratti tra Prato e Dexia Crediop tra 2002 e 2006. Amministratore Dexia Crediop Le Naour: “Prato ha tentato di sottrarsi al pagamento lamentando vizi contrattuali.”

I contratti per i derivati stipulati dal Comune di Prato con Dexia Crediop  tra il 2002 e il 2006 sono pienamente validi. Lo stabilisce oggi la Corte d’appello di Londra, a cui lo stesso Comune si era rivolto per dirimere la questione. Questa decisione, spiega una nota di Dexia Crediop, segue quella del Tribunale di Prato, che il 31 maggio scorso aveva assolto Dexia Crediop e un suo ex dipendente dalle accuse per una presunta truffa ai danni dell’ente, disponendo tra l’altro la trasmissione degli atti alla procura per verificare l’eventuale commissione del reato di falsa testimonianza da parte di un ex dirigente del Comune.

I contratti riguardano il pagamento di un totale di circa dieci milioni di euro. “Questa decisione della Corte d’Appello di Londra – spiega Jean Le Naour, Amministratore Delegato di Dexia Crediop – mette
fine ad una maratona giudiziaria che è durata più di 6 anni, durante la quale il Comune ha tentato in modo continuo di sottrarsi agli obblighi di pagamento previsti nei contratti, lamentando presunti vizi contrattuali e affidandosi a consulenze esterne errate e fuorvianti sulla supposta presenza di “costi impliciti”.

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