PAPA A BARBIANA, NARDELLA: “EMOZIONE UNICA”

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“Don Milani è sempre stato vicino agli ultimi e ai dimenticati” ha commentato Nardella: “tenere in mente motto ‘I care’.” Di Giorgi: “profondamente comossa per il gesto e le parole di Papa Francesco.”

“Vedere Papa Francesco sulla tomba di Don Milani è un’emozione unica per chi come me ha amato gli insegnamenti di quel prete scomodo che fu esiliato nelle campagne mugellane e che creò un nuovo modo di vivere la scuola”. Lo scrive su faceboook il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Sempre vicino agli ultimi, ai figli dei contadini e degli operai, ai dimenticati. All’ingresso della scuola di Barbiana aveva scritto “I care” cioè “me ne importa, mi sta a cuore”, messaggio di altruismo e amore per l’altro, messaggio che anche in questi anni di individualismo e menefreghismo dovremmo tutti tenere a mente più spesso… grazie Don Milani, grazie Papa Francesco”, aggiunge il sindaco.

“Come cattolica e come fiorentina sono orgogliosa che Papa Francesco abbia voluto rendere omaggio alla figura di Don Milani, recandosi nella sua amatissima Barbiana.  Con il suo gesto e con le sue parole il ‘vescovo di Roma’,  ha voluto confermare  la fedeltà al Vangelo e la  rettitudine dell’azione pastorale di Don Milani; perché la grandezza della Chiesa sta anche nella  capacità, con grande umiltà, di riformulare giudizi e di reinterpretare nei tempi le esperienze e le storie dei propri figli più preziosi”, lo dichiara la vicepresidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi in merito alla visita del Pontefice oggi a Barbiana.
“Don Milani identificava nel diritto all’istruzione lo  strumento fondamentale  per la liberazione degli individui. Perché    senza la  capacità di comprendere e di esprimersi correttamente  non c’è possibilità di affermare  né dignità né  libertà”, afferma la Senatrice, ricordando il prete di Barbiana  che  “fece  del suo sacerdozio un dono ai poveri più poveri, battendosi  ogni giorno per rimuovere le cause che provocano emarginazione sociale e umiliazione”. “Come politica e rappresentante delle istituzioni, che ha sempre inteso il proprio come un compito civile animato dalla  vocazione al servizio per gli altri -aggiunge Di Giorgi- mi piace poi sottolineare come  il Papa abbia voluto citare proprio alcuni passaggi di quella ‘lettera ad una professoressa’ in cui Don Milani ci ricorda che la politica è ‘sortirne insieme’,  laddove scegliere la strada dell’egoismo e dei personalismi è ‘solo avarizia’ “.
“Una lezione quanto mai attuale che deve farci ogni giorno riflettere sul compito che siamo chiamati a svolgere per il nostro Paese e per i nostri cittadini” conclude Di Giorgi, ringraziando il Santo Padre per la visita e le parole di grande profondità pronunciate, anche nel riconoscimento di quella tradizione ‘sociale’ del cattolicesimo fiorentino, che fa capo, tra gli altri, alla figura dell’indimenticato Cardinale Elia Dalla Costa.

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VACCINI AL FARMACEUTICO? DI GIORGI: PROPOSTA DA APPROFONDIRE

Di Giorgi

La vicepresidente del Senato in merito alla proposta di legge presentata al deputato del Pd, Filippo Crimì: “proposta da approfondire, ulteriore contributo a servizio delle istituzioni e della collettività”

“Lo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze è una storica istituzione di eccellenza e prestigio di rilevanza nazionale, riconosciuta in ambito medico,scientifico e tecnologico. Un suo ruolo determinante nella produzione di vaccini potrebbe essere un’ipotesi da valutare nella sua fattibilità – dichiara Di Giorgi valutando con favore i contenuti della proposta di legge.

“Un tema ‘sensibile’ come quello delle vaccinazioni necessita di un’attenta analisi anche dal punto di vista della loro produzione. Le competenze del personale militare e civile dello Stabilimento nonché le capacità produttive e di controllo qualità proprie di una industria farmaceutica – aggiunge la Senatrice –  unite peraltro ad un livello di sicurezza tipico di una installazione militare, sono  elementi determinanti che, uniti al controllo diretto del Ministero della salute sulla produzione, potrebbero rappresentare una strada percorribile per dare maggior tranquillità anche a quelle famiglie che hanno dubbi e preoccupazioni”. 

 
“Ricordo anche  – conclude Di Giorgi – il progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis e la produzione di medicinali ‘orfani’ per la cura di malattie rare che rendono lo Stabilimento un’istituzione al servizio della collettività e delle istituzioni, da sostenere e coinvolgere nell’affrontare i problemi sanitari del Paese”.

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