‘Un piede in paradiso’ alla Limonaia

‘Un piede in paradiso’ alla Limonaia

Al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino (FI) appuntamenti con l’artista Virginie Thirion (22 settembre), ‘Un piede in paradiso’ (22,23,24 settembre) e ‘La vita trepidante di Laura Wilson’ (22,23,30 settembre 1,7,8 ottobre).

Serie di eventi al Teatro della Limonaia. Per stasera, 22 settembre, alle ore 20.30, in programma l’incontro con l’artista Virginie Thirion, che parlerà della sua scrittura.

Appuntamenti per 22, 23, 24  settembre, alle ore 21, con ‘Un piede in paradiso’ (Intercity/Teatro delle Donne) di Virginie Thirion, diretto da Dimitri Milopulos, musiche originali Marco Baraldi eseguite da Marco Baraldi (pianoforte) e Federico Ciompi (chitarra e fisarmonica).

Tre donne. Tre sorelle. Tre solitudini. Tre anime in pena. Tre persone che hanno fame. Tre vecchie -giovani che hanno fame di vita. Che vogliono vivere la vita. Che non si arrendono. Che combattono con ogni mezzo che la furbizia e il senso di sopravvivenza fornisce loro. In cerca del prossimo pasto – tutt’altro che garantito; in cerca di compassione, di comprensione, di perdono. E in cerca d’amore. Di essere amate. Ancora una volta. Di essere desiderate e coccolate, di nuovo. E soprattutto di essere protette in questo mondo ingiusto che le ha private di tutto lasciandole sole.

Tre nostalgiche figure femminili in decadenza, un ricordo delle vite passate. Cosi diverse l’una dall’altra ma con un inizio comune, quello della famiglia con tutte le ingiustizie che contiene, e con un futuro incerto che le ritrova – dopo tante peripezie – di nuovo insieme a far fronte a questa macchina infernale che è la nostra società. Ed è li che si manifesta il profondo legame che le varie disavventure non riescono a spezzare. In quel momento di crisi totale le tre diventano una, pronte a far fronte a qualsiasi cosa, sorvolando le regole della società e della logica, arrivando all’inarrivabile.

Un testo che racconta tre storie di vite sbandate e sconfitte, mantenendo però il racconto in bilico tra il tragico e il comico, tra sentimenti profondi e cinismo, tra riflessioni importanti e sarcasmo per riuscire a trasmettere questo profondo disagio con leggerezza: perché la vita vera è già tanto difficile da affrontare.

Virginie Thirion è attrice, autrice, regista. Fra le sue produzioni più famose si annoverano i suoi testi: Rentrez vos poules  e L’iceberg qui cache la forêt,ma anche testi di altri autori come Orpheon di S. Cotton, A Vigil di Gary Kirkham e uno spettacolo tratto da Sputnik di Jean-Marie Piemme. Nei suoi testi più famosi e pluripremiati – fra i quali Briques réfractaires, De la nécessité des grenouilles e Petite contribution à la sauvegarde du spectateur – la Thirion ama testare i limiti delle convenzioni teatrali, includendo mezzi del processo narrativo.

Dimitri Milopulos regista, scenografo, costumista, autore, attore, grafico. Nel 1988 fonda insieme a Barbara Nativi e ad altri collaboratori il Teatro della Limonaia e il Festival Intercity di cui è direttore artistico dal 2005.

Dirige oltre ai propri, testi di Barbara Nativi, David Ireland, Gaspare Baglio, Dimitri Dimitriadis, Letizia Russo.

Marco Baraldi pianista e docente per quaranta anni all’Istituto Superiore di studi musicali di Livorno, si è sempre dedicato anche alla composizione firmando le musiche di scena per molti  spettacoli diretti da Barbara Nativi, Angelo Savelli, Andrea Bendini e altri registi italiani e stranieri. Ha collaborato con Ugo Chiti realizzando la colonna sonora per il film Albergo Roma, ha composto le musiche per un balletto commissionato dalla Biennale di Venezia e pubblicato per la Harpers & Collins di Londra una serie di audio su testi di Magdalen Nabb.

Per il 22, 23, 30  settembre e 1 ottobre, alle ore 22.45, e 7,8 ottobre alle ore 21, ‘La vita trepidante di Laura Wilson’ (Intercity) di Jean-Marie Piemme. Regia e voce fuori scena Matteo Belli, con Silvia Guidi. Suono Alessio Riccio; traduzione Francesca Moccagatta

 

Si tratta di un racconto che procede per accostamenti di situazioni che sembrano svincolate da qualunque rapporto di causa-effetto, ma costruite, invece, su una libera giustapposizione di elementi volti a comporre il mosaico di una vita apparentemente dominata dal caos e da un’ansia di movimento priva di qualsivoglia obiettivo che ne governi il flusso. Il personaggio presente in scena vive, infatti, una sorta di doppia realtà, tra ciò che dice e ciò che fa, dove l’azione corporea non sempre risulta congrua con l’azione verbale.

Le voci, i rumori e i suoni fuori scena, invece, sembrano muovere fili invisibili – ma udibilissimi – retti da una sorta di “gran maniante”, di grande manovratore che determina i movimenti di una figura che, talvolta, non sapremmo dire se più umana o marionetta.

La fondamentale dimensione grottesca del pur essenziale impianto scenico porta all’attenzione dello spettatore una domanda, altrettanto fondamentale, sulla capacità di autodeterminazione del singolo individuo alle prese con i condizionamenti di una società sempre più virtuale. Ciò che si vede e che si sente sulla scena si compone grazie alla fusione di molteplici codici, da quello dell’interpretazione attoriale a quello sonoro, volti a orchestrare gli strumenti diversi, ma non estranei tra loro, nella concertazione di una piccola sinfonietta scenica sul senso dell’agire umano

Jean-Marie Piemme ha studiato letteratura presso l’Università di Liegi e teatro presso l’Institut d’Etudes Théâtrales di Parigi. Scrittore al Moving Theatre Ensemble, ha poi collaborato con il Teatro Varia. Dal 1983 al 1988 ha fatto parte della squadra di Gerard Mortier presso l’Opéra National de Belgique. Ha insegnato Storia della Drammaturgia all’Istituto Nazionale delle Arti Performative (INSAS). Data al 1986 il suo primo testo teatrale – Snow in December – a cui hanno fatto seguito una quarantina di piéce messe in scena sia in Belgio che all’estero. Il lavoro di Jean-Marie Piemme è stato riconosciuto con numerosi premi e molti dei suoi testi sono stati oggetto di DVD, trasmissioni televisive e radiofoniche.

Silvia Guidi diplomata presso il Laboratorio Nove di Firenze, si è specializzata con Rickard Gϋnther (Teatro Galeasen Svezia) e Anton Adasinskij (Teatro Derevo). Ha lavorato con vari nomi del panorama italiano: Barbara Nativi, Claudio Morganti, Giancarlo Cauteruccio, Alfonso Santagata, Sergio Staino, Riccardo Massai. Numerose le sue esperienze all’estero, in particolare a Berlino, Parigi e Montréal. Da diversi anni il suo discorso artistico segue una direzione indipendente: restituire al teatro una potenza evocativa immediata che non si offra all’interpretazione del pubblico ma sussurri al suo inconscio.

Matteo Belli laureato in Lettere all’Università di Bologna, inizia a lavorare in Teatro nel 1989, dopo anni di studi classici e musicali. Realizza spettacoli in qualità d’interprete, autore e regista e approfondisce le relazioni tra musica e letteratura. Tra i suoi titoli più significativi: Genti, intendete questo sermone;Concerto dal VI libro dell’Eneide; Ora X: Inferno di Dante e Marzabotto scritto assieme a Carlo Lucarelli. La sua ricerca nell’ambito della vocalità d’attore ha prodotto il DVD MULTIMEDIALE Orchestra Solista.Il lavoro vocale nel teatro di Matteo Belli.

 

Per info: lun/ven dalle 10 alle 18 – sabato dalle 16 alle 19

055 440852 – 346 0384884

info@teatrodellalimonaia.i      www.teatrodellalimonaia.it 

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Intercity Festival Bruxelles, 30ª Edizione

Intercity Festival Bruxelles, 30ª Edizione

🔈Sesto Fiorentino, presentata oggi la 30ª Edizione di Intercity Festival che si svolgerà dal 22 settembre al 12 novembre 2017 alla Teatro della Limonaia.

Intercity Festival compie quindi 30 anni e si legge nel comunicato di presentazione:

“30 anni di lavoro sconvolgente, passionale e assoluto. 30 anni di viaggi verso destinazioni poco note, alla ricerca del teatro che non c’è, del teatro futuro; di quel teatro che sta nascendo da qualche parte del mondo e non sa ancora di essere destinato a diventare una pietra miliare del teatro internazionale. 30 anni durante i quali il Festival Intercity, con la spontaneità e la fragilità di un bambino, scavalcando ostacoli e superando difficoltà, impedimenti e impasse, ha contribuito alla rinascita e allo sviluppo del teatro in Italia, introducendo nel paese grandi artisti e maestri del teatro internazionale. Ha fatto sì che realtà molto diverse tra loro si mettessero in contatto creando sinergie artistiche e sviluppando poi nuove realtà e nuove metodologie”.

In questo momento di particolare momento dell’Europa, la direzione artistica di Intercity ha scelto di dedicare questa edizione speciale alla città di Bruxelles, il “cuore” dell’Europa.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Dimitri Milopulos ed il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi:

 

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