Hotel Brunelleschi (Firenze), reintegrati dal Tribunale 4 lavoratori licenziati ingiustamente.

Hotel Brunelleschi (Firenze), reintegrati dal Tribunale 4 lavoratori licenziati ingiustamente.

 Esulta la Filcams Cgil: “Una vicenda che sia di esempio per tutto il comparto alberghiero, teatro di esternalizzazioni selvagge, e per l’importanza dell’articolo 18”

Circa un anno fa 7 lavoratori, facchini e cameriere ai piani, dopo una lunga e travagliata vertenza sindacale, furono licenziati dalla società che gestisce il rinomato Hotel Brunelleschi di Firenze, in pieno centro storico, a seguito di un processo di esternalizzazione. I lavoratori, con il supporto della Filcams Cgil di Firenze e dell’Avv. Zwingauer che ha preso in carico la pratica, avevano immediatamente impugnato i licenziamenti.

Oggi il Tribunale di Firenze, nel decidere sui primi quattro ricorsi, ha stabilito che quei licenziamenti erano illegittimi e ha disposto il reintegro dei lavoratori nel posto di lavoro, condannando l’azienda a pagare anche 12 mensilità a lavoratore a titolo risarcitorio. La Filcams Cgil di Firenze, che ha supportato con determinazione i lavoratori seguendoli durante tutto il percorso, “li ringrazia per il coraggio e la determinazione dimostrati e si augura che questa vicenda sia di esempio per tutto il comparto alberghiero, in modo da arginare il sistema delle esternalizzazioni selvagge, fatte spesso soltanto per disfarsi di lavoratori considerati scomodi”.

“!Questa vertenza dimostra inoltre l’importanza dell’articolo18 dello Statuto dei lavoratori, senza il quale i lavoratori avrebbero avuto una tutela minore, per cui la battaglia della Cgil su questo tema continuerà. Nell’augurare buon rientro al lavoro ai quattro lavoratori, adesso la Filcams Cgil aspetta fiduciosa che anche gli altri tre possano avere giustizia” dicono dalla CGIL.

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Manifestazione concessionari autostradale, traffico bloccato ad Impruneta (A1)

Manifestazione concessionari autostradale, traffico bloccato ad Impruneta (A1)

Coda in uscita a Firenze Impruneta per manifestazione. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Firenze Scandicci. Uscita consigliata provenendo da Roma: Firenze sud.

Sulla A1 Milano-Napoli, ci sono code in uscita a Firenze Impruneta per una manifestazione con ripercussioni in autostrada di  6 km in diminuzione in direzione Roma tra Firenze Scandicci e Firenze Impruenta e di 1 km verso Bologna a partire da Firenze sud.
A chi è diretto a Roma si consiglia di uscire a Firenze Scandicci mentre chi è diretto a Bologna può uscire a Firenze sud. Sul posto sono presenti il personale di Autostrade per l’Italia e la Polizia Stradale.

Operai edili delle concessionarie autostradali: oggi è indetto da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil uno sciopero di quattro ore con presidio (ore 7:30-11:30) presso il casello autostradale Impruneta (ex Certosa, Firenze). Sono attesi tantissimi lavoratori.

L’agitazione è a sostegno della vertenza per la modifica della norma attuale che riduce i lavori in house; norma che doveva essere modificata in Parlamento con intervento normativo, come da impegni presi col Ministero delle Infrastrutture e con quello dello Sviluppo Economico. Ma non lo è stata: nel dettaglio, si tratta della bocciatura dell’emendamento Borioli-Esposito che riportava dal 20% al 40% la percentuale degli appalti in affidamento alle aziende controllate dai concessionari autostradali.

“Quell’emendamento conteneva quanto promesso e condiviso con i sindacati al tavolo interministeriali, ma quella promessa non è stata mantenuta e noi, insieme ai lavoratori, non ci fermeremo fino a quando non sarà trovata una soluzione – dicono Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Toscana -. Ci sono 3mila posti di lavoro a rischio in Italia, di cui circa 200 in Toscana: il nostro obiettivo è recuperare l’emendamento, solo così sarà possibile tutelare l’occupazione e scongiurare la destrutturazione di un comparto tra i più specializzati del settore edile. E’ inaccettabile rischiare la perdita di lavoratori altamente qualificati e la destrutturazione di imprese specializzate, e che non siano più garantiti gli standard di sicurezza delle nostre strade ed autostrade, che mai come oggi hanno bisogno di manutenzione”. In Toscana sono previste altre quattro ore di sciopero unitario anche dalla prossima settimana. Iniziative di mobilitazione sulla vertenza sono in programma in tutta Italia.

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La Pinacoteca di Siena nel segno dell’arte che accoglie

La Pinacoteca di Siena nel segno dell’arte che accoglie

Questo pomeriggio un appuntamento dedicato ai richiedenti asilo, domenica 26 novembre in Pinacoteca Nazionale iniziativa dedicata alle donne rumene

Conoscere il territorio che li accoglie attraverso il patrimonio storico-artistico. Con questo obiettivo all’interno del progetto MuSST (Musei e sviluppo di sistemi territoriali), finanziato dal Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo e curato dalla Pinacoteca Nazionale di Siena – Polo Museale della Toscana, è stato ideato il progetto “Un patrimonio di tutti. Incontri interculturali nella città di Siena” dedicato a richiedenti asilo e ai cittadini stranieri residenti per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del ricco patrimonio artistico e culturale del territorio in cui vivono. In provincia di Siena i cittadini di nazionalità straniera rappresentano l’11% della popolazione.

Nell’ambito di “Un patrimonio di tutti” oggi dalle 15.30 al Santa Maria della Scala sarà realizzato “L’arte che accoglie”, un percorso di visita per richiedenti asilo, frutto della collaborazione tra Polo Museale della Toscana, Santa Maria delle Scala, Oxfam Italia Intercultura, associazione LiMo, organizzazioni che a Siena e in provincia gestiscono strutture di accoglienza e corsi di lingua per richiedenti asilo, provenienti da Burkina Faso, Mali, Ghana, Senegal e altri Paesi. Attraverso la mediazione culturale degli operatori, gli affreschi del Pellegrinaio saranno il centro di un percorso di conoscenza e di confronto interculturale sul concetto di patrimonio e su vari aspetti della vita quotidiana, dalle pratiche di accoglienza al cibo alla festa. Attraverso l’osservazione delle opere d’arte e il coinvolgimento attivo dei partecipanti si potenzieranno le competenze lessicali e linguistiche. Sono previsti anche 3 incontri nell’ambito del corso di italiano seguito dagli ospiti: dopo avere consolidato i contenuti linguistici, si lavorerà su significati e valori associati al proprio concetto di patrimonio, presentando oggetti o elementi culturali significativi della propria storia personale.

Il progetto prosegue domenica 26 novembre alle ore 10 in Pinacoteca Nazionale con un percorso guidato dedicato alle donne rumene realizzato in collaborazione con l’Associazione Rumeni a Siena e Amici, formata in gran parte da donne che lavorano come badanti. La visita si svolgerà con traduzione in lingua rumena. I temi del progetto MuSST, paesaggio e vita quotidiana, saranno il filo conduttore per un’esplorazione, in forma di dialogo, di alcuni dei dipinti più importanti della Pinacoteca (polittici a fondo oro del XIV-XV secolo) alla ricerca di tessuti, cibi, oggetti: un percorso quanto più possibile partecipato e interattivo, che metta in gioco confronti con le culture di origine dei partecipanti.

Il programma “Un patrimonio di tutti”, coordinato da Marzia Minore, nasce dalla consapevolezza che, se per le seconde generazioni il contatto con il patrimonio culturale può avvenire attraverso la scuola, sono molti gli adulti di origine straniera che non conoscono i principali musei e siti della città di Siena, per il persistere di barriere alla visita di tipo linguistico, comunicativo e culturale. L’educazione al patrimonio culturale, inoltre, può efficacemente connettersi alle politiche di inclusione sociale.

Info Per maggiori informazioni sul progetto si può contattare Marzia Minore (musstsiena@gmail.com;marzia.minore@gmail.com)

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Giornata colletta alimentare: la XXI edizione il prossimo 25 novembre

Giornata colletta alimentare: la XXI edizione il prossimo 25 novembre

Sabato 25 novembre si terrà in tutta Italia la ventunesima edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (GNCA), promossa dalla Fondazione Banco Alimentare. Lo scorso anno in Toscana furono 15 mila i volontari impegnati per un totale di 510 tonnellate di alimenti raccolti.

 

Su scala nazionale 145.000 volontari in quasi 13.000 supermercati, inviteranno a donare alimenti a lunga conservazione che verranno distribuiti a 8.035 strutture caritative (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza, ecc.) che aiutano più di 1.585.000 persone bisognose in Italia, di cui quasi 135.000 bambini fino a 5 anni. Le donazioni di alimenti ricevute in quel giorno andranno a integrare quanto il Banco Alimentare recupera grazie alla sua attività quotidiana, combattendo lo spreco di cibo, oltre 66.000 tonnellate già distribuite quest’anno.
4 milioni e 742mila persone di persone in Italia soffrono di povertà alimentare, di questi
1milione e 292mila sono minori.
In questo mare di bisogno la Fondazione Banco Alimentare, nel solco dell’intenzione
espressa da Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri, invita tutti
ad un cambio di prospettiva. “Non pensiamo ai poveri – scrive il Santo Padre – come
destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta alla settimana […]. Queste esperienze, pur valide e utili […] dovrebbero introdurre ad un vero incontro con i poveri e dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita […] La loro mano tesa verso di noi è anche un invito […] a riconoscere il valore che la povertà in se stessa costituisce. La povertà è un atteggiamento del cuore […] e permette di vivere in modo non egoistico e possessivo i legami e gli affetti”.

Lo scorso anno i volontari in Toscana furono più di 15.000 per un totale di oltre 510 tonnellate di alimenti raccolte. “Il Banco Alimentare fin dall’inizio era considerato quello della Colletta Alimentare – commenta il presidente toscano, Leonardo Carrai – adesso, dopo 21 anni, tutti sanno che il nostro impegno va avanti 365 giorni all’anno. E’ per questo che siamo ancora più contenti e consapevoli del gesto che andremo a fare il 25 novembre e quanto sia diventato aggregativo e coinvolgente. Sarà un gesto di condivisione come il Papa ci invita a fare: tendere la mano a chi ha bisogno fa scoprire di più la nostra umanità spesso assopita e ferita dall’indifferenza verso chi è meno fortunato di noi. Fin da adesso vogliamo ringraziare tutti coloro che ci daranno una mano, a cominciare come sempre dall’Esercito Italiano ed in particolare all’Istituto Geografico Militare e al Comando Divisione Friuli, per il sostegno logistico fornito all’organizzazione della Colletta nella sede fiorentina. Ed ovviamente le catene della Grande Distribuzione a cominciare da quelle più diffuse come Esselunga Conad e Unicoop. I punti vendita coinvolti in Toscana saranno oltre 500”.

L’evento  gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, ed é reso possibile grazie alla collaborazione dell’Esercito Italiano e alla partecipazione di decine di migliaia di volontari aderenti anche all’Associazione Nazionale Alpini, alla Società San Vincenzo De Paoli, alla Compagnia delle Opere Sociali.

Chiara Brilli ha intervistato il presidente toscano, Leonardo Carrai

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‘Grandi Zolle’: l’orto che fa bene a tossicodipendenti e pazienti psichici

‘Grandi Zolle’: l’orto che fa bene a tossicodipendenti e pazienti psichici

Le persone con disagio psichico e i tossicodipendenti diventano agricoltori, trovano nella terra un ambiente terapeutico, lavorano nell’orto e vendono i loro prodotti nell’azienda agricola. Imparano un mestiere, coltivando, insieme ai pomodori e alla lattuga, il proprio futuro, la propria autonomia e dignita’. A un anno e mezzo dalla sua nascita, il progetto di agricoltura sociale “Grandi Zolle”, rivolto alle persone con disagio psichico e dipendenze e ideato dal Comune di Bagno a Ripoli che lo sta realizzando insieme all’Azienda Usl Toscana Centro, presenta i primi frutti.

L’occasione sara’ il convegno “Seminare agricoltura sociale”, in programma venerdi’ dalle 14 all’Antico Spedale del Bigallo a Bagno a Ripoli (via del Bigallo e Apparita) con l’obiettivo di far conoscere il progetto e la sua esperienza con un incontro che riunisce agricoltori, enti pubblici, operatori soci-sanitari, terzo settore e cittadinanza. Attualmente sono quattro le persone inserite. Tre ore al giorno, quattro mattine alla settimana, sono impegnate nell’attivita’ agricola sui campi dell’azienda Olivart sul territorio comunale di Bagno a Ripoli, seguite passo dopo passo daun tutor dell’associazione Popular. Ciascuno di loro, lungo il progetto, svolge mansioni disparate durante l’intero arco produttivo,dalla semina alla raccolta dei prodotti dei campi. Ognuno puo’ poi “specializzarsi” in base alle proprie attitudini. Un ragazzo ad esempio e’ particolarmente portato nelle pulizie e da’ un supporto nel tenere in ordine la stanza delle trasformazioni. Qualcuno si specializza nella raccolta, qualcun altro preferisce “fare l’aglio perche’ profuma”. E per tutti e’ una grande soddisfazione quando le persone “comprano gli ortaggi che abbiamo coltivato con le nostre mani”.

Al momento una persona, un ragazzo poco piu’ che ventenne, giunto al termine del percorso individuale, prosegue nell’ambito di Olivart l’attivita’ agricola con un rapporto di tirocinio. Il progetto, finora, e’ statofinanziato dalla Citta’ metropolitana di Firenze e dalla Regione Toscana con circa 40.000 euro. Le risorse sono servite anche alla realizzazione di una serra che consente di coltivare per tutto l’anno, anche durante i mesi invernali. E alla creazione di un sito internet “Orto Zero Zero” per promuovere la vendita degli ortaggi in cassetta. Tra l’altro, si rifornisce di alcuni prodotti coltivati con “Grandi Zolle” anche la Siaf, la societa’ di ristorazione del Comune di Bagno a Ripoli che prepara i pasti per le mense scolastiche del territorio e non solo. (Fonte Dires – Redattore Sociale)

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