Oltrarno: Nardella fotografa i pusher e li fa arrestare

Oltrarno: Nardella fotografa i pusher e li fa arrestare

Il Sindaco di Firenze ha fatto un giro notturno in Oltrarno. Dopo avere fotografato tre spacciatori in Santo Spirito ha chiamato i carabinieri.

Lo spaccio nelle zone di Santo Spirito e di piazza Santa Croce ha ripreso vigore in assenza dei presidi fissi delle forze dell’ordine. Il primo cittadino – secondo quanto riporta Il Corriere Fiorentino – ha deciso di fare un tour notturno per testare direttamente la situazione denunciata quotidianamente sui social e tramite lettere indirizzate all’amministrazione comunale. Giovedì scorso sarebbe andato di persona a fare un giro in Oltrarno e passando in Santo Spirito avrebbe fotografato dalla macchina tre presunti spacciatori all’angolo della piazza. Per chi abita in quella zona o ha un’attività commerciale è infatti noto che l’angolo con via del Mezzetta sia postazione privilegiata dello spaccio con pusher che di notte, ma bellamente anche di giorno, si ritrovano lì, aspettando tranquillamente che i clienti li avvicinino. Un ‘angolo’ di Oltrarno che periodicamente, dopo le retate e controlli, si rianima di queste figure e dello spaccio, tra passeggini diurni e bicchieri di vino della movida.

Sono in molti a chiedersi perché, essendo luogo ‘conosciuto’, le forze dell’ordine non intervengano in maniera più presente e costante così da stroncare questa quotidiana illegalità. A dare una scossa a questa routine di impunità è stato lo stesso Sindaco che tornando a casa dalla Festa de l’Unità, “vedendo chiari movimenti sospetti,  ha scattato una foto dalla macchina e l’ha inviata ai carabinieri”.

Dopo un breve inseguimento, sono stati poco dopo fermati tre giovani tunisini clandestini, già colpiti da obbligo di espulsione. Trovati in possesso di hashish e cocaina e di 900 euro in contanti, ritenuti incasso dell’attività di spaccio.

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DROGA, FIRENZE: ARRESTATO CON 17 OVULI EROINA A RIFREDI

stazione Rifredi Firenze

La polizia arresta un “corriere della droga” alla stazione di Rifredi: trasportava 17 ovuli di eroina nel retto.

Trasportava 17 ovuli di eroina nel retto e stava aspettava un treno regionale per Livorno quando ieri sera è stato fermato alla Stazione di Rifredi dalla Squadra Mobile di Firenze.

L’uomo, un cittadino nigeriano di 23 anni, aveva insospettito le pattuglie in borghese della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso, appostate intorno alle 21.30 tra i binari dello scalo ferroviario.

“Negli ultimi mesi non sono stati infrequenti gli episodi conclusi con l’arresto da parte della polizia, di pusher o – come in questo caso – di “corrieri della droga” che gravitavano proprio nelle stazioni fiorentine, tra le quali quella di Rifredi” fa sapere la Questura. Che aggiunge “recentemente quest’ultima è stata oggetto anche di alcune segnalazioni relative al fenomeno dello spaccio, da parte di pendolari e residenti, alle quali la Questura non ha tardato a dare una pronta risposta”

Ieri, poco prima delle 22.00 il giovane ha attirato l’attenzione dei poliziotti mostrando evidenti segni di nervosismo e appena gli operatori si sono avvicinati per il controllo, il “corriere” – privo di qualsiasi documento – ha insospettito ulteriormente gli agenti che sono così voluti andare a fondo nella vicenda.

In ospedale una tac ha subito rivelato che il 23enne aveva nascosto all’interno del proprio corpo ben 17 ovuli di eroina.

Durante l’operazione, conclusa con l’arresto dell’uomo – accusato di trasporto e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente – la Squadra Mobile ha complessivamente sequestrato quasi 200 grammi di droga.

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FIRENZE, PICCHIAVA E ABUSAVA LA MOGLIE: CONDANNATO A 6 ANNI

Firenze picchiava e abusava moglie

L’uomo di origine marocchina assumeva cocaina e costringeva la moglie a subire violenza anche davanti a figlia minore. Madre e figlia sono ora in un centro attrezzato.

Per anni ha picchiato la moglie, anche davanti alla figlia minore, l’ha minacciata e costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà, fino a minacciare anche alcune amiche e i genitori di lei. L’uomo, di origine marocchina, 44 anni, che era già stato arrestato su richiesta del pm Eligio Paolini titolare dell’inchiesta, ora è stato condannato a 6 anni e mezzo di carcere dal tribunale di Firenze.

Tutto sarebbe cominciato nel 2013, quando la donna, originaria dell’est Europa, aveva conosciuto l’uomo. Dopo una breve frequentazione i due decisero di andare a convivere e poi di sposarsi quando lei restò incinta. Mentre era in attesa della figlia, la donna aveva già dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso dopo essere stata picchiata dal marito, anche davanti ad altre persone. Più volte i vicini, la coppia abitava a Firenze prima di trasferirsi in un comune limitrofo, erano dovuti intervenire per calmare l’uomo che, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto uso di stupefacenti.

Droga che, secondo quanto denunciato dalla donna, le avrebbe fatto assumere anche mentre lei era in attesa della figlia. I sanitari, dopo la nascita, trovarono nel suo piccolo organismo tracce di cocaina. Le lunghe indagini, anche con intercettazioni che dimostrarono senza dubbi le minacce anche di morte subite dalla donna che non voleva seguire il marito nel suo paese di origine, hanno fatto emergere una brutta storia di marginalità fino a quando madre e figlia non trovarono rifugio in un centro attrezzato. Due giorni fa il processo e la condanna per l’uomo.

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