Ecomafia 2017, Legambiente: “meno reati ambientali ma Toscana tra più colpite”

Ecomafia 2017, Legambiente: “meno reati ambientali ma Toscana tra più colpite”

Diminuiscono nel complesso gli illeciti ambientali, ma Toscana mantiene la posizione più alta tra le regioni del centro-nord: “377 infrazioni accertate”. Oggi la presentazione a Firenze di Ecomafia 2017, organizzata da Legambiente.

Ecomafia 2017 a due anni dall’entrata in vigore della legge sugli ecoreati registra una riduzione degli illeciti ambientali e del fatturato delle attività criminali contro l’ambiente. Perdurano molte criticità da sanare.

I numeri e le storie di “Ecomafia 2017, le storie e i dati sulla criminalità ambientale in Italia” sono stati presentati oggi, nel corso di una conferenza stampa organizzata da Legambiente. Hanno partecipato Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, Stefano Ciafani, direttore generale di legambiente, Don Andrea Bigalli, referente regionale di Libera, Collonello Bottacci del comando regionale Carabinieri Forestale della Toscana. La Toscana mantiene la posizione più alta in classifica fra le regioni del centro- nord e sale negativamente al 6° posto nella classifica nazionale. Nei primi posti della classifica le regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Calabria, Sicilia, Puglia, Lazio.

“Dopo due anni di settimo posto, superata in negativo dalla Sardegna a causa del numero di incendi e per la mole di reati contro la fauna, la Toscana è tornata nel 2016 al 6° posto” dichiara Fausto Ferruzza. In linea generale, quest’anno si registra una riduzione nel settore del cemento illegale e in quello del racket degli animali. Sostanzialmente invariato il settore dei rifiuti, dove la Toscana mantiene stabile il 6° posto. In negativo il settore delle archeomafie e degli incendi dolosi.

Quest’anno nemmeno sul fronte incendi ci sono buone notizie. La Toscana infatti, sale in negativo di una posizione dal 6° posto al 5° posto nella classifica nazione. Ben 377 le infrazioni accertate, 8,1% sul totale, 43 denunce e 22 sequestrati. “Finalmente- dichiara Stefano Ciafani direttore generale di Legabiente-all’indomani dell’approvazione e della messa in opera ella Legge 68/2015, la musica è cambiata. L’azione di deterrenza si sta facendo sentire in modo sensibile e nei numeri complessivi di quest’anno registriamo infatti un calo complessivo degli ecoreati dell’ordine del 7%”.

Ecomafie 2017, edito da Edizioni Ambiente, con il sostegno di Cobat e Novamont grazie al lavoro di monitoraggio e controllo svolto in tutta la regione dalle forze dell’ordine. Un contributo particolarmente importante da Corpo Forestale dello Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia della Finanza. Nel nuovo volume quattro nuovi approfondimenti dedicati allo sfruttamento degli animali da reddito, al mercato degli shopper illegali, all’allarme delle illegalità nei parchi e alle navi dei veleni.

Ma per Legambiente la normativa che ha introdotto gli ecoreati nel Codice penale non basta. Per Legambiente rimangono ancora molti fronti aperti. Tra le tante proposte di Legambiente una modalità unica sul territorio nazionale per far confluire le sanzioni che vengono fatte pagare ai responsabili dei reati. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, regione per regione, e numerosi approfondimenti sono disponibili sul portale http://noecomafia.it/ 

Gimmy Tranquillo ha intervistato Stefano Ciafani direttore generale di Legambiente:

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