“Legambiente: “quegli strani cartelli di Galenzana, non cessa la voglia di privatizzare

“Legambiente: “quegli strani cartelli di Galenzana, non cessa la voglia di privatizzare

L’associazione ambientalista scrive una lettera aperta al Sindaco del Comune di Campo nell’Elba, al presidente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e al Comando Carabinieri Forestali

“Dopo che i Carabinieri  Forestali avevano sequestrato la nuova “autostrada” Galenzana aperta sul confine del Parco Nazionale dell’Arcipelago toscano e di una Zona speciale di conservazione e Zona di protezione speciale dell’Unione europea, sembrava che le smanie privatizzatorie dei proprietari dell’agriturismo di Galenzana fossero cessate. Invece qualcuno, probabilmente i soliti noti, ha aspettato agosto – forse contando sul fatto che Legambiente fosse distratta dalla nascita delle tartarughine di mare sulla spiaggia di Marina di Campo –  per piazzare un colpo da maestro che sembra quello di Totò che si vende la fontana di Trevi” scrive l’associazione ambientalista  che,  nei giorni scorsi,  ha inviato una lettera al Sindaco del Comune di Campo nell’Elba, al presidente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e al Comando Carabinieri Forestali facendo notare che alcuni soci del Cigno Verde isolano e turisti avevano inviato una segnalazione nella quale si legge: «Al bivio tra la strada che porta a Galenzana e quella che porta a Capo Poro, all’altezza del cantiere sotto sequestro, sono apparsi dei  cartelli scritti a mano che asseriscono che la strada di accesso a Galenzana è privata e che collega la sentieristica comunale e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano è privata e che l’accesso è vietato a chi non è autorizzato. Altri cartelli sono inchiodati ad un pino pochi metri più avanti , sulla strada di Galenzana. Pare che molti turisti dopo aver letto i cartelli siano tornati indietro. È successo quello che noi temevamo da anni, da quando un sentiero pubblico è stato chiuso e sostituito con una strada privata».

Per questo Maria Frangioni, la presidente di Legambiente Arcipelago Toscano, chiede al sindaco di Campo nell’Elba e al presidente del Parco Nazionale «Se i cartelli esposti siano stati autorizzati in qualche modo e per quale motivo. Se i cartelli che tendono ad impedire l’accesso a un spiaggia e alla sentieristica di un Parco Nazionale, che paiono la continuazione dell’operazione di chiusura e spostamento di percorsi pubblici,  siano tollerabili. Quali iniziative immediate intendono prendere le Amministrazioni direttamente interessate e/o danneggiate dalla messa in opera di questi cartelli per ripristinare il libero e non condizionato accesso di cittadini e turisti  a una spiaggia pubblica e alla rete sentieristica».

 

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ELBA: BONIFICA PER MATERIALE GIALLASTRO IN MARE E SPIAGGE

ELBAIntervento della Capitaneria di porto di Portoferraio dopo numerose segnalazioni sulla presenza di una significativa quantità di materiale galleggiante di colore giallastro e di natura solida di varie dimensioni, che si estendeva (ad una distanza di alcune centinaia di metri dalla costa) per circa 5 miglia nautiche lungo il versante settentrionale dell’isola d’Elba e verso la costa.

Immediato l’intervento del battello della Guardia costiera dell’Elba   dislocato a Marciana Marina nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro, congiuntamente a militari della Capitaneria in perlustrazione a terra. Dopo rilievi fotografici ed accurati prelievi di campioni del materiale, è stata contattata l’ARPA Toscana al fine di procedere ad analisi di laboratorio sul campione prelevato. In seguito ad ulteriori segnalazioni, è
stata intensificata la presenza di motovedette a mare (M/V CP 725 e battello GC 097) e di militari a terra, la cui attività di monitoraggio ha confermato che il materiale (di colore giallastro e natura solida), a causa delle condizioni meteo di quel momento, si dirigeva velocemente ed iniziava a depositarsi lungo vari tratti della costa, con particolare riferimento alle spiagge del golfo di Procchio e Spartaia. Ritenendo necessaria una tempestiva attività a tutela del mare e delle coste, la Capitaneria ha richiesto l’intervento urgente di un battello disinquinante alla società Castalia, che dispone l’impiego del mezzo “Marzocco”, dislocato nel porto di Piombino.
Nel frattempo, i tecnici dell’ARPA Toscana sono arrivati presso la Capitaneria al fine di prelevare il campione acquisito in mare ed adeguatamente custodito, al fine delle successive analisi di laboratorio.

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MUFLONI ISOLA ELBA, UNA MOZIONE IN GIUNTA PER SALVARLI

Mufloni

Mozione Pd su mufloni Isola dell’Elba presentata in Consiglio regionale: “serve la migliore soluzione. Audizioni in commissione per sentire tutte posizioni.” Legambiente: “a mufloni risparmiare sofferenze.”

Favorire la migliore soluzione possibile per risolvere le questioni legate ai mufloni dell’Isola d’Elba. Un tema da tempo dibattuto e che richiede risposte e soluzioni. E’ quanto chiede una mozione presentata in Consiglio regionale dai consiglieri Monia Monni e Francesco Gazzetti. Il documento, spiega una nota, impegna il Consiglio regionale ad avviare immediatamente, nella commissione competente, una serie di audizioni, invitando a partecipare il sindaco di Marciana, i vertici dell’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Così come i rappresentanti delle associazioni animaliste e ambientaliste intervenute sul tema. “È importante – spiegano Monni e  Gazzetti – che vengano valutate e approfondite sia la soluzione proposta dall’Ente Parco, che punta all’eradicazione della specie, sia le proposte alternative”. Il Consiglio direttivo dell’Ente parco nazionale dell’Arcipelago Toscano ha infatti adottato nel 2016 una
delibera in cui, facendo leva sul fatto che la popolazione del muflone è alloctona perché introdotta negli anni ’70 e sul fatto che l’ungulato rappresenti “un elemento di minaccia per il sistema naturale e antropico dell’isola”, chiede azioni finalizzate alla drastica riduzione della specie, fino all’eventuale eradicazione.

Anche l’associazione Legambiente Arcipelago Toscano si è espressa favorevolmente rispetto all’eradicazione mentre è contrario a questa soluzione il coordinamento Associazioni animaliste Regione Toscana che ha promosso una petizione contro l’abbattimento. Per Monni e Gazzetti è “evidente che l’argomento sia, oltre che importante, anche molto sentito e che ci siano più soluzioni sul tavolo. Ecco perché ci sembra giusto mettere a disposizione questa opportunità, avviando al più presto un percorso in commissione Ambiente con l’audizione ad hoc dei soggetti coinvolti”.

“Saremo lieti di partecipare ad eventuali audizioni per discutere in Consiglio dell’eradicazione dei mufloni all’Elba, che abbiamo chiesto che venga attuata risparmiando il più possibile agli animali sofferenza e stress”. Lo afferma in una nota Legambiente. “Facciamo notare che eradicazione – prosegue l’associazione – non vuol dire solo abbattimenti, può voler dire anche trasferimenti ed altri sistemi, per i quali bisogna che la normativa e l’Ispra lo consentano, che ci sia qualche aree protetta o territorio  disposti a prendersi i mufloni e che le misure alternative siano economicamente, tecnicamente e ambientalmente percorribili e sostenibili. Su questo abbiamo aperto un dialogo con il coordinamento toscano delle associazioni animaliste con le quali dovremmo incontrarci nei prossimi giorni”.

Ancora, se a Legambiente appare “anomalo che il Consiglio regionale si occupi della gestione della biodiversità di un Parco nazionale che risponde dei suoi atti direttamente al ministero dell’Ambiente, crediamo che l’audizione proposta dal Pd possa essere comunque l’occasione per comprendere meglio i problemi creati dagli ungulati introdotti all’Elba a scopo venatorio/ornamentale e per  evitare che nella nostra isola continuino ad essere applicati, dentro e fuori il parco, modelli di ‘gestione’ faunistica che non funzionano, come la legge regionale che mette la gestione degli ungulati nelle mani di chi ha causato il problema: i cacciatori. Così come speriamo che la discussione sull’eradicazione dei mufloni alloctoni all’Elba consenta anche di rivedere l’assurda proposta di un assessore regionale della Regione Toscana, unica in Italia, di abbattere 500 lupi”.

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ELEZIONI, LEGAMBIENTE: A MARCIANA PERDE L’ECOMOSTRO

legambiente su elezioni elba

Legambiente Arcipelago Toscano si congratula con i tre nuovi sindaci dei Comuni di Porto Azzurro, Campo nell’Elba e Marciana Marina e spera che affronteranno i temi ambientali emersi in questa campagna elettorale: Mola, porto  e ampliamento della miniera Eurit a Porto Azzurro,  Galenzana e strade abusive e chiuse e urbanistica a Campo nell’Elba, Porto ecomostro, no alla strada della Cala e depurazione a Marciana Marina.

“Proprio a Marciana Marina si registra una grande novità -dice legambiente-  dopo una campagna elettorale incentrata soprattutto sul devastante progetto di Porto proposto dal sindaco uscente di centro-destra, ha vinto una lista che ha puntato tutto sui temi ambientali e della salvaguardia paesaggistica e che – caso unico nelle elezioni amministrative elbane – ha organizzato di propria iniziativa elettorale di punta contro il porto ecomostro, un confronto nel quale sono state protagoniste le associazioni ambientaliste e il Comitato Porto Comune.” “In questo incontro la posidonia oceanica (non quella spiaggiata ma le praterie viventi dentro e fuori l’area portuale)- prosegue l’associazione ambientalista-  – e la bellezza di un lungomare unico sono state la cifra distintiva di una compagine trasversale, unitaria e bipartisan: una cosa impensabile solo pochi anni fa”

 “Ci congratuliamo Gabriella Allori, la nuova e prima sindaco donna di Marciana Marina, che guiderà per la prima volta all’Elba una maggioranza ad assoluta predominanza femminile: 5 donne e due uomini – dice Maria Frangioni, presidente di Legambiente Arcipelago Toscano – Si tratta di una svolta storica per Marciana Marina e l’Elba, ed è l’esempio che sulla difesa dell’ambiente, del paesaggio e della bellezza si può costruire una vasta unità che va oltre i partiti e le divisioni ideologiche. La sconfitta di chi voleva trasformare e sfigurare Marciana Marina con un Porto inaccettabile ha portato in Comune una compagine variegata quanto compatta, che  ha nelle 4 donne elette (Donatella Martorella, Santina Berti, Cristina Terreni e  Jacqueline Braschi) una garanzia di cura dell’ambiente e dell’equità sociale e verso le quali si sono indirizzate le preferenze dei soci e dei simpatizzanti di Legambiente di Marciana Marina, in particolare, mi pare di poter dire, verso la più giovane delle donne».  

La Frangioni prosegue: «Credo che a nessuno sfugga, e sarebbe ipocrita nasconderlo, il grande contributo dato da Legambiente alla sconfitta del progetto portuale dell’ex sindaco, che a nessuno sfugga che sono state le osservazioni puntuali di Legambiente, Italia Nostra e della minoranza consiliare composta da nostri soci a contrastare il cammino di un porto che si voleva far apparire come inevitabile, che sia stato il blitz compiuto un anno fa da Goletta Verde a Marciana Marina e le performance artistiche di Riccardo Mazzei a porre all’attenzione nazionale un progetto sbagliato ed ambientalmente e socialmente distruttivo, che sia stata la testarda determinazione di Legambiente e del Comitato Porto Comune a trasformare una vicenda locale in una questione che ha visto l’attivo coinvolgimento di Si – Sinistra Toscana, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e l’interessamento di molti consiglieri regionali di centro-destra».

Il marinese Umberto Mazzantini, responsabile nazionale Isole Minori di Legambiente  ed uno dei protagonisti della battaglia contro il porto ecomostro, aggiunge: “Stanotte, a scrutino praticamente chiuso, ho sentito Gabriella Allori  e le ho fatto i complimenti miei e di tutta Legambiente per come ha saputo e voluto affrontare una campagna elettorale difficile e nella quale sono stati sparsi troppi veleni. Mi auguro che passata la bufera elettorale in paese si torni a respirare un clima normale: fatto anche di duro confronto, ma normale. Mi sono anche permesso di chiedere alla sindaca Allori di aprire subito un dialogo con  un’altra donna in gamba: la sindaca di Marciana Anna Bulgaresi , perché i problemi, anche ambientali, della nostra vallata sono comuni e inscindibili. La vittoria della lista delle donne a Marciana Marina  (che potranno avvalersi di due uomini di esperienza come Giovanni Martini e Vincenzo Tagliaferro) è positiva, ma questa Lista che Legambiente ha appoggiato senza infingimenti non deve aspettarsi da noi nessuna delega in bianco: continueremo a fare il nostro mestiere, a chiedere che vengano mantenuti gli impegni ambientali e sociali presi e a denunciare i problemi irrisolti del Paese, a cominciare dalla carenza di depurazione e di un piano del traffico che ha aggravato i problemi di inquinamento e rumore invece di risolverli»”.

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PORTO AZZURRO: AGGRESSIONE IN CARCERE, 10 AGENTI FERITI

226862Dieci agenti di polizia penitenziaria sono rimasti feriti in seguito ad una aggressione da parte di un gruppo di detenuti all’interno del carcere di Porto Azzurro (Livorno), all’isola d’Elba.

A darne notizia, oggi, in una nota, è il Sappe il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Secondo quanto afferma il Sappe, i detenuti avrebbero rifiutato di sottoporsi alla somministrazione di una terapia medica, reagendo con un’aggressione violenta nei confronti dei poliziotti.

“Le carceri sono più sicure assumendo gli agenti di polizia penitenziaria che mancano – ha commentato il segretario generale del sindacato Donato Capece – finanziando e potenziando i livelli di sicurezza delle carceri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. Al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e alla maggiore apertura per i detenuti deve associarsi la necessità che questi svolgano attività lavorativa e che il personale di Polizia Penitenziaria sia esentato da responsabilità derivanti da un servizio svolto in modo dinamico, che vuol dire porre in capo a un solo poliziotto quello che oggi fanno quattro o più agenti, a tutto discapito della sicurezza”.

“Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione – conclude Capece – si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati”.

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