Frigido: ancora inquinamento da marmettola

Frigido: ancora inquinamento da marmettola

La denuncia dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus: centinaia di migliaia di metri cubi di acqua dei fiumi e dei torrenti delle Alpi Apuane inquinati dalla marmettola.

Giovedì 14 settembre 2017, il Fiume Frigido è stato inquinato nuovamente dalla marmettola (marmo finemente tritato scaricato negli impluvi e corsi d’acqua), come testimoniato dalle fotografie del prof. ambientalista Elia Pegollo. I danni ambientali ed economici sono enormi.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato una richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il pesante inquinamento ambientale da marmettola riscontrato nel Fiume Frigido. Coinvolti la magistratura e le amministrazioni pubbliche competenti, la polizia giudiziaria e le istituzioni comunitarie.

Numerose le ipotesi di reato segnalate dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, si cui si chiede lo svolgimento degli opportuni accertamenti: artt. 323 (abuso d’ufficio), 328 (omissioni di atti d’ufficio), 452 bis (inquinamento ambientale), 452 quater (disastro ambientale), 635 (danneggiamento), 674 (getto pericoloso di cose), 734 (deturpamento di bellezze naturali) cod. pen., 137 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (inquinamento delle acque), 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (violazione del vincolo paesaggistico), 30 della legge n. 394/1991 e s.m.i. (attività non autorizzate in un’area naturale protetta).

In seguito ai precedenti esposti del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, il grave stato di inquinamento dei corsi d’acqua dell’area era stato riconosciuto dal Comando delle Guardie del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane, con indicazioni precise della provenienza degli sversamenti illeciti di marmettola da “siti di cava che si trovano nella zona di Piastrone e Rocchetta al di sopra degli abitati di Caglieglia e Casette (in Comune di Massa) nei bacini industriali estrattivi dei Comuni di Massa e Carrara”.

Secondo l’associazione, l’ultimo sopralluogo del 29 agosto 2015, aveva consentito di verificare che “la marmettola proviene dal Fosso della Rocchetta che regolarmente, ad ogni evento di piogge intense, si riempie di questi fanghi bianchi che vanno a riversarsi nel fiume Frigido in corrispondenza del punto di confluenza del canale di Rocchetta con il fiume”.

Inoltre, prosegue, “è stata verificata anche la parte a monte del fiume Frigido ed in particolare il corso dell’affluente Renara che ha origine dalle pendici del monte Sella, al di sopra del quale insiste una vecchia discarica di materiale lapideo di vecchie attività estrattive che nel tempo, a seguito di abbondanti piogge, ha portato, per dilavamento, apporti di marmettola nei corsi d’acqua in questione”.

In precedenza l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (A.R.P.A.T.) aveva presentato un report sulle “Alpi Apuane e marmettola” e aveva descritto gli eventi di inquinamento ambientale altamente pregiudizievoli per la salvaguardia dei Fiumi Carrione e Frigido e gli habitat naturali connessi: nella parte alta dei bacini imbriferi dei Fiumi Carrione e Frigido sussistono perlomeno 178 cave, di cui più di 118 attive.”

“La marmettola, per l’ecosistema, è inquinante per l’azione meccanica: riempie gli interstizi, ed impermealizza le superfici perciò elimina gli habitat di molte specie animali e vegetali, modifica i naturali processi di alimentazione della falda, rende più rapido lo scorrimento superficiale delle acque, infiltrata nel reticolo carsico, modifica i percorsi delle acque sotterranee e può esser causa del disseccamento di alcune sorgenti e/o del loro intorbidamento” si legge sul report.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, consapevole della piena conoscenza del fenomeno da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti (Ministero dell’ambiente, Regione Toscana), ha ripetutamente chiesto loro di adottare gli urgenti provvedimenti, come mettere sotto sequestro le attività inquinanti, per metter fine a questo ignobile e continuo inquinamento delle acque e dell’ambiente apuano determinato da un’attività estrattiva del marmo lasciata fin troppo libera di spadroneggiare sulla Terra e sulle vite di chi quella Terra abita. Finora, però, nessun intervento risolutivo.

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