Lucca, atto vandalico: distrutti resti ossei di due sepolture

Lucca, atto vandalico: distrutti resti ossei di due sepolture

Grave atto vandalico nel centro storico durante il week-end: distrutti i resti ossei di due sepolture rinvenute in piazza San Giovanni Leonardi.

A causa dell’atto vandalico, parte in salita l’indagine archeologica relativa al progetto dell’isola ecologica interrata che Sistema Ambiente vorrebbe realizzare nell’area di piazza San Giovanni Leonardi, nel centro storico di Lucca.

L’assessore alla Sicurezza Francesco Raspini ha reso noto che nel week end fra venerdì
25 e lunedì 28 agosto ignoti vandali hanno profanato due delle sei sepolture rinvenute dal
team di esperti diretto dall’archeologa Elisabetta Abela, distruggendo i resti ossei in esse
contenuti. Resti che, fatalmente, sono andati dispersi.

Dopo aver sospeso i lavori di scavo intorno alle 17 di venerdì scorso, la dottoressa Abela,
che è delegata a questa campagna archeologica dalla Soprintendenza Belle Arti e
Paesaggi delle province di Lucca e Massa Carrara, ha chiuso il cantiere, che è stato
riaperto dalla stessa archeologa lunedì mattina, in presenza del personale della
C.E.L.F.A. srl, la ditta incaricata dei lavori. Immediata la scoperta dell’atto vandalico: ignoti
si sono introdotti all’interno del cantiere e, dopo aver alzato il telo di copertura, hanno
distrutto i reperti pertinenti a due delle sei sepolture rinvenute.

Il cantiere con gli scavi ha avuto inizio lunedì 21 agosto e durante le indagini sono emerse
sei sepolture in fossa terragna, semplice fossa in terra di forma rettangolare, quattro delle
quali posizionate all’interno dell’area interessata. Fra il 24 e il 25 agosto sono stati
individuati i resti scheletrici relativi a tre individui adulti, verosimilmente di epoca
medievale.

Il fatto, naturalmente, è stato immediatamente denunciato ai Carabinieri della Stazione di
Cortile degli Svizzeri, dove Elisabetta Abela, assieme alla delegata di Sistema Ambiente,
geometra Laura Marraccini, ha sporto querela contro ignoti per danneggiamento
aggravato, riservandosi di costituirsi parte civile per il riconoscimento del danno nel
procedimento penale che seguirà all’individuazione dei responsabili.

Durissima la presa di posizione dell’assessore Raspini: “Purtroppo è difficile difendersi da atti del genere, che seppure con ogni probabilità riconducibili a una ragazzata, sono comunque gravissimi e denotano inciviltà, arretratezza culturale, nonché un assoluto disinteresse verso il bene pubblico”.

Intanto, nei prossimi giorni, Sistema Ambiente istituirà un servizio di sorveglianza h24, fino
alla catalogazione e rimozione dei reperti rinvenuti.

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