Denuncia stupro Firenze: per uno dei due carabinieri accuse più pesanti

Denuncia stupro Firenze: per uno dei due carabinieri accuse più pesanti

Entrambi i carabinieri consumarono rapporto sessuale con le studentesse americane ma uno dei due agì con violenza.

La notte fra il 6 e il 7 settembre entrambi i carabinieri approfittarono delle condizioni psico-fisiche delle due studentesse americane, che avevano bevuto troppo e non erano in grado di difendersi, avendo rapporti sessuali con loro, come ammesso dai due carabinieri. Secondi i militari si trattò di rapporto consenziente, stupro secondo quanto invece denunciato dalle ragazze. Secondo i pm Rodrigo Merlo e Ornella Galeotti, il comportamento di uno dei militari è stato più grave.

La ragazza più giovane non ricordava quasi nulla dei fatti, se non che con Pietro Costa, carabiniere scelto di 32 anni, c’erano stati dei baci e forse un rapporto completo. L’amica, invece, ricordava che il carabiniere più anziano, l’appuntato Marco Camuffo di 47 anni, l’aveva spinta contro un davanzale e violentata. Racconto non smentito da Camuffo che ha sostenuto però che la ragazza fosse consenziente. Non gli credono i pm che gli contestano non solo di aver profittato delle condizioni psico-fisiche della studentessa ma anche di aver agito con violenza, costringendola a subire atti sessuali. Mentre al collega più giovane viene contestato “soltanto” di aver abusato delle condizioni di semincoscienza in cui si trovava l’altra studentessa.

Il racconto dei carabinieri che sostenevano che le ragazze non sembrassero ubriache viene smentito sia dalle coinquiline, che hanno sentito le due studentesse piangere disperatamente, sia dai poliziotti intervenuti alle 4:06 dopo la drammatica telefonata in cui una ragazza aveva invocato aiuto. Gli agenti ritrovarono la più giovane in stato di shock e l’altra che piangeva a dirotto.

Per quanto riguarda la loro condizione di ubriachezza, in ospedale, quasi 4 ore dopo i fatti, i tassi alcolemici registrati erano 1,68 e 1,59 grammi di alcol per litro di sangue. La professoressa Elisabetta Bertol ha calcolato che 4 ore prima il tasso alcolemico doveva essere pari a 1,9 e 2, in un conclamato stato di ubriachezza con conseguente perdita della facoltà di giudizio e di coordinamento motorio.

Il gip Mario Profeta respinge l’ipotesi secondo cui le due studentesse sarebbero state consenzienti dato che non ci sarebbe stato il tempo per una macchinazione, appena 18 minuti passati dall’arrivo della gazzella di Camuffo e Costa all’allontanamento, e respinge la richiesta di interdizione dei due militari perché ritiene che la sospensione dal servizio disposta dall’Arma sia misura efficace per impedire che commettano altri reati.

“L’ipotesi che i rapporti sessuali siano stati consumati contro la volontà o comunque senza consapevole, valido e percepibile consenso delle due ragazze appare estremamente verosimile… – scrive il gip concludendo – Sono quindi ravvisabili gravissimi indizi a carico dei due carabinieri che, in contrasto con le regole note anche alla più inesperta recluta, hanno utilizzato l’auto di servizio per accompagnare due civili e subito dopo averle fatte entrare nel portone di casa hanno avuto un approccio sessuale culminato nei termini già esposti”.

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