Inchiesta diocesi Massa: accuse anche per riciclaggio denaro

Inchiesta diocesi Massa: accuse anche per riciclaggio denaro

Numerosi i capi di imputazione per don Morini, tra cui anche l’estorsione, viste le modalità con cui secondo la Procura, convinceva i fedeli ad elargizioni, offerte e beneficenza.

C’è anche l’accusa di riciclaggio e quella di estorsione (viste le modalità con cui, secondo la Procura, convinceva i fedeli ad offerte e beneficenza) tra i capi di imputazione all’interno dell’inchiesta della Procura di Massa Carrara che vede coinvolti don Luca Morini, accusato di utilizzare i soldi della chiesa e delle offerte dei fedeli a scopi personali e il vescovo della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli, monsignor Giovanni Santucci, accusato di favorirlo.
Emiliano Colombi, che fu sacerdote nella parrocchia di Avenza, retta da don Morini nel 2003, anche lui indagato dalla Procura, è accusato di aver versato sul suo conto personale il denaro che don Morini gli consegnava, trattenendo per sé ogni volta 300 euro, per poi rigirare gli assegni sul conto dello stesso Morini. Da qui l’accusa di riciclaggio di denaro.
Sotto la lente della Procura finisce anche un importante flusso di denaro, dai 10 ai 15 mila euro, partito dal conto corrente personale del vescovo Santucci a quello di don Morini. Nello specifico la Procura è in possesso di cinque assegni firmati da Santucci per don Luca Morini, tra il 2012 e il 2015.
Molto altro denaro secondo l’inchiesta della Procura veniva dato dal vescovo al parroco in contanti. Per questo motivo la procura ipotizza ci fosse sotto un ricatto. Il vescovo Santucci risulta però indagato per “tentata truffa” ai danni di una assicurazione, su cui avrebbe fatto pressione per aumentare il punteggio di invalidità di don Morini e per “impiego indebito di
denaro” appartenente al patrimonio della curia vescovile (1000 euro prelevati dalla Fondazioni Pie Legati dati al parroco).

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