Ricatto per documenti rubati: 4 arresti a Prato

Ricatto per documenti rubati: 4 arresti a Prato

Quattro malfattori rubavano i documenti per poi chiedere un riscatto. La denuncia di un operaio 37enne ha dato il via all’indagine.

La banda era solita operare sempre nella solita maniera: una volta rubati i documenti lasciavano un biglietto con un contatto telefonico: la vittima poteva così riottenere i documenti tramite il pagamento di un riscatto.
I furti avvenivano sempre ai danni di appartenenti alla comunità cinese, i documenti privilegiati erano la carta di identità ed il permesso di soggiorno.
L’estorsione è stata sgominata dagli investigatori tramite la denuncia di un operaio appartenente alla comunità cinese di Prato. Le forze dell’ordine in borghese hanno seguito l’operaio al “rendez vous” con la banda, avvenuto nel Macrolotto. Una volta avvenuto lo scambio i quattro malviventi sono stati arrestati immediatamente.
I quattro, orientali tra i 30 e i 50 anni, tutti già conosciuti alle forze dell’ordine sono stati arrestati e condotti in carcere in attesa delle decisioni del giudice per le indagini preliminari.

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ELBA: VOLEVANO INCENDIARE STABILIMENTO BALNEARE PER ESTORSIONE

Estorsione

Operazione “Muttley”: 5 arresti. Tra i destinatari delle misure anche un imprenditore Livornese

In corso di esecuzione da parte della Guardia di Finanza di Firenze il provvedimento cautelare che  ha riguardato 5 persone italiane, di cui 2 destinatari di misure cautelari restrittive della libertà personale in carcere e 3 ai domiciliari indagate a vario titolo per l’ipotesi di reato di concorso in tentata estorsione.

In particolare, le indagini svolte dalla Fiamme Gialle fiorentine hanno permesso di individuare un sodalizio criminale il cui soggetto di spicco era un noto imprenditore di Piombino (LI), operante nel settore della compravendita di prodotti ittici, intenzionato a compiere un atto di natura incendiaria nei confronti di un’imprenditrice che gestiva sull’Isola d’Elba uno stabilimento balneare, al fine di intimorirla e riuscire a riscuotere un pregresso credito di oltre € 60.000.

Al fine di dare seguito all’azione intimidatoria l’imprenditore, assieme ad altri tre “soci in affari”, si è rivolto ad un noto pregiudicato che dietro il compenso di € 5.000 avrebbe dovuto provvedere ad incendiare il capannone adibito a rimessaggio delle barche.

La preparazione dell’atto intimidatorio, con l’acquisto del materiale incendiare e gli inneschi, è stato costantemente monitorate dai Finanzieri del GICO di Firenze mediante appostamenti, pedinamenti e sopralluoghi, e, prima che l’azione avesse luogo i militari sono intervenuti sottoponendo a controllo e segnalando all’Autorità Giudiziaria i soggetti indagati per possesso ingiustificato di materiale esplodente.

Per il pregiudicato siciliano, residente da diversi anni in  Francia e già coinvolto in passato per medesimi fatti criminali, è stato emesso dall’Autorità Giudiziaria inquirente un Mandato d’Arresto Europeo e tramite l’Interpol sarà interessata la polizia giudiziaria francese che provvederà all’arresto del soggetto per la sua successiva estradizione in Italia.

Per tutti il reato contestato è concorso in tentata estorsione.

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